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Le parole di Marco Branca non lasciano spazio a dubbi: l'Inter sarà ridimensionata: sono lontani i tempi in cui venivano acquistati gli Sneijder e gli Eto'o...

Qualche dubbio (si fa per dire) ai tifosi nerazzurri era venuto, ora finalmente c’è chi, il direttore dell’area tecnica Marco Branca, lo ha detto a chiare lettere: nelle casse dell'Inter i soldini a disposizione sono pochi, addirittura meno delle ultime due campagne acquisti tutt’altro che stellari, e quei pochi che ci sono vanno spesi con grande oculatezza.

Niente fuochi d’artificio, dunque, ma solo la speranza di sparare qualche petardo ben assestato qua e là, tra prestiti e compartecipazioni. “Dovremo fare delle scelte dolorose. Spero che i nostri tifosi lo capiscano ma non possiamo fare altrimenti” il succo del discorso di Branca.


Lucas e Muller sono giocatori 'fuori budget': rimarranno sogni
In una sola parola: ridimensionamento, con tanti saluti a Lucas, Muller e a giocatori di quel calibro lì. Non solo fuori dai confini nazionali, dove per un bel po’ sarà impossibile competere con le big europee e le squadre russe, ma anche in patria, dove la Juventus (grazie anche al nuovo stadio) si può permettere una campagna acquisti che in questo momento Inter e Milan possono solo sognarsi. Non a caso i bianconeri sono i più attivi sul mercato, sono anche gli unici in Italia che possono permettersi di spendere. E con lo scudetto sulla maglia, l’appeal della Vecchia Signora è tornato irresistibile come nell’era pre-Calciopoli.

In questo contesto, in casa Inter non resta che seguire la politica della riduzione degli ingaggi, con svecchiamento della rosa (con l’ulteriore problema che pochi giocatori hanno un valore di mercato) e valorizzazione dei giovani, anche se questa strada potrà comportare qualche sacrificio pesante. Lucio, Maicon e Julio Cesar sono ormai prossimi a saluti, soprattutto i primi due, mentre il futuro del portiere è legato all’arrivo o meno di Handanovic.

Dovrebbe salvarsi, almeno per quest’anno, Sneijder: il deludente Europeo non ha certo innalzato la sua quotazione, già scesa per l’ultima incolore stagione. L’unica strada da intraprendere è quella dell’abbattimento dei costi, almeno fino a quando (2016?) anche l’Inter non avrà uno stadio tutto suo che comporterà maggiori ricavi e quindi maggiore liquidità da investire. Fino ad allora, Branca (o chi in futuro ne prenderà il posto) dovrà essere bravo a spendere bene quel poco che c’è ed evitare errori grossolani.


Quanti soldi spesi per i vari Forlan, Jonathan, Coutinho, Castaignos...
Come nelle ultime due stagioni, in cui, tra cartellini e ingaggi, sono stati buttati via milioni di euro per gente come Biabiany, Kharja, Coutinho, Alvarez, Jonathan, Zarate, Forlan, Palombo e Castagnois. E anche chi sembrava un buon acquisto, vedasi Ranocchia e Pazzini, nell’ultima stagione è sprofondato nella mediocrità generale e ha fatto rimpiangere gli euro investiti. In particolare il giovane difensore, per il quale l’Inter ha in pratica sacrificato quel Mattia Destro ora grande obiettivo di mercato. Errori di valutazione che costano caro, soprattutto quando stai lì a contare ogni euro che esce.

Se fino a qualche anno fa arrivavano gli Eto’o, i Milito e gli Sneijder ora, con grande fatica, bisogna accontentarsi dei Destro, dei Silvestre e dei Palacio e, con un po’ di bravura e fortuna, degli scarti di qualche big europea (Sahin, Lassana Diarra, Kolarov e magari De Jong). Poi magari il campioncino ce l’hai in casa (Longo, Bessa, Crisetig) e non te ne sei ancora accorto…

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