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Il merito è tutto degli uomini di centrocampo: Denisov, Shirokov e Zyryanov. La solidità della nazionale risiede, proprio dalla trequarti in su, con i tre gioielli dello Zenit.

Un pareggio “politico” riporta con i piedi per terra la Russia. Dopo il poker rifilato alla Repubblica Ceca nel giorno del debutto, le furie russe sprecano l’occasione di passare ai quarti con un turno d’anticipo. Un punto contro la Polonia che rimanda ogni verdetto a sabato prossimo.

Sulla partita ha pesato il clima pesante, da guerra fredda, che si è respirato alla vigilia, con tanto d’incidenti e scontri tre le opposte fazioni nelle ore imminenti al fischio d’inizio. Per fortuna sul campo si è vista una bella partita, che ha allentato ogni tensione sugli spalti.

I russi hanno confermato, però, tutte le qualità espresse nella gara d’avvio. Oltre il fatto che il talento 22enne del Cska Mosca, Dzagoev, non è più una meteora; capocannoniere del torneo con tre goal.


Questa Russia non è niente male: potrebbe persino arrivare in fondo
La squadra del “piccolo generale”, Dick Advocaat, ha mostrato per buona parte del match un pressing costante, continue accelerazioni provenienti dalle corsie esterne e una ricerca della profondità asfissiante. Quasi fosse un credo imparato a memoria.

Il merito è tutto degli uomini di centrocampo: Denisov, Shirokov e Zyryanov. La solidità della nazionale russa risiede, proprio dalla trequarti in su, con i tre gioielli dello Zenit di Pietroburgo a supporto del tridente offensivo.

La gara contro i padroni di casa dell’Europeo ha mostrato, del resto, come la Russia abbia tutte le carte in regola per ergersi a ruolo di sorpresa del torneo (chissà se insieme alla Danimarca che potrebbe trovare ai quarti). Fantacalcio a parte è un’outsider difficile da superare e aggirare.

Forza ed equilibrio tra i reparti che possono far male, con quel tanto d’estro che non guasta mai. A cominciare dal già citato trequartista Dzagoev, passando per il veterano Arshavin, quest’ultimo in cerca della definitiva consacrazione a livello continentale, dopo la parentesi tutt’altro che positiva con la maglia dell’Arsenal.

Senza dimenticare Pavlyuchenko, attaccante del Lokomotiv Mosca, reduce dall’esperienza poco confortante oltremanica con il Tottenham e Marat Izmailov in forza allo Sporting Lisbona.

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