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Gli azzurri restituiscono ottimismo dopo il crollo di una settimana fa con la Russia, nonostante non siano mancate le ombre. Con la Croazia il test definitivo.

Alla fine del primo tempo l'Italia ci aveva restituito quell'ottimismo che avevamo perso dopo la gara contro la Russia, Al 90', però, abbiamo ringraziato El Nino, che di diventar grande non ha proprio voglia. Nel complesso, però, contro la Spagna è arrivata una prestazione che ci fa ben sperare per il futuro, con molte note positive, ma anche qualche ombra.

Curiosamente, quasi tutte le scelte di Prandelli sono state sconfessate dal campo: Giaccherini laterale a sinistra – errore nella diagonale sul goal del pari - non è più a suo agio di Balzaretti e non se ne capisce la preferenza.

De Rossi in mezzo ha disputato una grande prestazione fino a quando la squadra ha mantenuto le distanze, poi sono venuti fuori gli inevitabili limiti difensivi di quello che difensore non è (ma – lo ribadiamo da tempo - può diventarlo, soprattutto in una difesa a tre).

Con Pirlo marcato a uomo, poi, è stato utile anche come fonte alternativa di gioco: l'idea che avevamo in testa quando parlavamo di un Daniele “alla Sammer” (i non giovanissimi capiranno l'accostamento).


Ai punti meglio Giovinco
e Di Natale rispetto ai
titolari Balo&Cassano
Il nostro Europeo dipende da Balotelli e Cassano”, questo il refrain che ascoltiamo da tanto, troppo tempo. Ecco, se avessimo aspettato ancora un po' Mario e Anto' contro la Spagna, forse sarebbe già finito.

Un po' meglio il barese del compagno di reparto, perché almeno lui un paio di occasioni se l'è procurate e le ha sprecate solo per mancanza di cattiveria al momento della conclusione, il goal che invece s'è divorato SuperMario poco prima di uscire è la fotografia impietosa della sua partita: scialba, molle, irritante e senza attributi.

Di Natale ci ha messo meno di 5' a dare alla squadra quello che lui non è mai riuscito a dare: profondità e cinismo sottoporta, quello del bomber vero. Bene anche Giovinco, quando subentrato. Ai punti, meglio la 'coppia di scorta' piuttosto che quella 'patinata'.

Ovviamente, non si possono stilare giudizi definitivi, anche perché nella ripresa c'erano anche più spazi e una difesa avversaria meno mordace, però almeno in avanti Prandelli sa di avere opzioni.

Balotelli ti fa vincere le partite, Pirlo i campionati”, aveva detto Piqué alla vigilia della sfida. E il difensore spagnolo è stato buon profeta, rivedere l'azione del goal per credere: pochi secondi prima, Andrea s'arrabbia con Bonucci che non gli dà palla, si sposta sulla sinistra e se la fa consegnare da De Rossi, salta

Preoccupa il calo fisico
palesato dagli azzurri nel finale dell'incontro
un avversario in mezzo, crea superiorità numerica e mette Totò davanti la porta. Una giocata da fuoriclasse che – da sola – vale il prezzo del biglietto.

Al di là dei singoli però – bene anche Marchisio e Chiellini, meno bene Thiago Motta (un po' troppo compassato) – la prestazione è da ritenersi incoraggiante, anche perché ottenuta contro un avversario ritenuto insuperabile.

Ecco, forse il rimpianto è proprio quello di essere andati vicinissimi all'impresa e essersela vista sfilare sotto gli occhi per una disattenzione. L'unico dubbio che ci resta è la difficoltà fisica palesata dalla squadra nel finale, parsa più stanca dei rivali spagnoli. Correre dietro al torello spagnolo, ovviamente, sfianca: speriamo che sia soprattutto questa la spiegazione.

Ora, però, per assurdo viene il difficile per noi, che ci esprimiamo meglio quando c'è da chiudersi e ripartire e troviamo maggiori difficoltà quando c'è da creare, scardinare difese blindate e inventarsi la giocata. Per questo, già a partire da giovedì, ci auguriamo che comincino anche gli Europei di Balotelli e Cassano.

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