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Maurizio Compagnoni, noto giornalista di Sky, commenta tutti i temi più importanti di Euro 2012 per Goal.com.

 Maurizio Compagnoni
 Editorialista di Goal.com
 per Euro 2012
   

Non ci sono vie di mezzo in queste ore che precedono l'esordio dell'Italia a Euro 2012. Si va dal pessimismo convinto di chi vede prefigurarsi una figuraccia colossale all'ottimismo di chi, un po' per amor di Patria e un po' per tradizione, è convinto che gli azzurri saranno splendidi protagonisti.

Pesare il valore dell'Italia in questo momento non è semplice. E' ovvio che ci sono dei problemi. Nascono dagli infortuni che costringono Prandelli a schierare giocatori fuori ruolo. E proseguono con i dubbi di una marcia di avvicinamento all'Europeo che ha incrinato certezze che sembravano consolidate. Il ct ha giocato nelle qualificazioni quasi sempre con il rombo ma non è mai riuscito a trovare un trequartista convincente. E le amichevoli che hanno preceduto l'Europeo hanno alimentato dubbi nel ct. Ecco spiegato il cambio di modulo, la difesa a tre, un atteggiamento in generale più prudente. Anche perchè l'esordio è durissimo, contro la Spagna campione del Mondo e d'Europa.


L'arretramento di De Rossi penalizza inevitabilmente il centrocampo
Un vantaggio o uno svantaggio un esordio così complicato? Difficile dirlo. Forse un vantaggio, perché la Spagna in Sud Africa partì con il freno a mano tirato, perdendo addirittura contro la Svizzera. Ma anche uno svantaggio in caso di sconfitta, perché Irlanda e, soprattutto Croazia, potrebbero trovare le furie rosse nelle sfide successive un po' meno “furiose”. Anche in quest'ottica è fondamentale partire bene, anche con un pari che sarebbe un gran bel risultato. Ci metterebbe in condizioni di privilegio, almeno in ottica secondo posto. E consentirebbe di recuperare quell'autostima in parte mortificata da tre sconfitte consecutive nelle amichevoli che hanno preceduto l'Europeo.

In questo momento, al di là delle dichiarazioni di facciata, del sorriso ostentato di Prandelli e Buffon, tra gli azzurri c'è un po' di comprensibile scetticismo. La difesa a tre è un'incognita, De Rossi in quel ruolo (in mezzo a due centrali) è una novità assoluta. Nella Roma al più ha giocato dietro a quattro e quando da centrocampista si abbassava, lo faceva solo in fase di costruzione, raramente in copertura. Lo stesso Bonucci, nella difesa a tre, è abituato a giocate in mezzo, da libero vero, e non nel centrodestra.

L'arretramento di De Rossi inevitabilmente penalizza il centrocampo. Al suo posto Prandelli si affida a Thiago Motta. Non si discute il valore dell'Italo-brasiliano, ma mezzo sinistro a tre non è il ruolo ideale per esaltarne le caratteristiche. In attacco i dubbi si moltiplicano: Balotelli in Nazionale ancora non ha tirato fuori il talento che gli appartiene, Cassano è in condizione atletica precaria, Di Natale in azzurro raramente si è esaltato. Borini è un esordiente, Giovinco quasi.


Tanti problemi, ma siamo l'Italia: proviamo a vedere il bicchiere mezzo pieno
Però siamo l'Italia, insomma. Proviamo a vedere il bicchiere mezzo pieno. Abbiamo due giocatori - Buffon e Pirlo - che nel loro ruolo sono forse i migliori al mondo. De Rossi sarebbe titolare in qualsiasi Nazionale. Il talento, anche in attacco non manca. Abbiamo bisogno di ritrovare certezze. Contro la Spagna è fondamentale fare risultato, anche senza incantare. Ci vorranno grande attenzione in copertura e rapidità davanti. La Spagna ha una coppia centrale fortissima in difesa ma due terzini vulnerabili: Arbeloa ha esperienza ma non è insuperabile, Alba è un talento ma a questi livelli è un'incognita. Attaccare sugli esterni potrebbe essere un soluzione, non solo con le punta ma anche con il lavoro dei nostri giocatori di fascia: Maggio a destra, Giaccherini o Balzaretti a sinistra.

E' ovvio che il pronostico - lo dicono anche le quote - è per la Spagna. Ma anche l'Olanda avrebbe dovuto spazzare via la Danimarca. Ed è finita come tutti sanno. E l'Italia, pur con i suoi problemi, è decisamente più forte della Danimarca.

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