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La dirigenza bianconera vuole sfruttare le cessioni per finanziare, almeno in parte, il mercato in entrata. Laddove non si cerca soltanto il famoso top player...

"Alla ricerca del top player". Potrebbe intitolarsi così il mercato della Juventus, il cui leit-motiv è fin troppo chiaro a tutti. Il famoso campionissimo, secondo buona parte di tifosi e addetti ai lavori, doveva arrivare già l'anno scorso, quando si preferì puntare invece su un mercato più equilibrato che qualitativo. Anche se colpi come Vidal e soprattutto Pirlo hanno cambiato volto alla squadra, laureatasi campione d'Italia senza essere, probabilmente, la più forte in assoluto. Almeno sulla carta, sia chiaro, e del resto questa non è certo una novità alle latitudini bianconere.

Anche ai tempi di Lippi – soprattutto del primo Lippi - la Vecchia Signora sottometteva gli avversari più con la sciabola che con il fioretto, spaventando più che meravigliando. Ora ci proverà Beppe Marotta a meravigliare la platea, con un mercato in cui nulla verrà lasciato al caso. E in cui nulla è impossibile, come ha spiegato di recente il presidente Andrea Agnelli. Il centravantone deluxe, come si sa, è la prima, decisiva mossa per costruire una Juve da Champions. Dopo essersi ripresa il trono d'Italia, dopo indicibili sofferenze, la Vecchia Signora vuol presentarsi al gran ballo europeo tutta imbellettata come un tempo.


Coi ricavi delle cessioni, la Juve può costruire una grande squadra

Là davanti – è stato detto fino allo sfinimento – servirà un uomo che tramuti in goal anche le manovre più elaborate, uno che assicuri la doppia cifra e che, col suo istinto rapace, addolcisca anche le giornate più nere. I candidati li conosciamo, sono tutti d'altissimo livello, è come entrare in un concessionario e scegliere tra una Porsche ed una Lamborghini. Alla fine Marotta sceglierà inevitabilmente il campione che si rivelerà più accessibile, sia a livello di cartellino che di ingaggio.

Anche perchè il dg bianconero conta di avere un asso nella manica, spesso sottovalutato: la cessione degli esuberi, che potrebbe fruttare un gruzzoletto mica male. Da Krasic a Felipe Melo, passando per Elia ed uno tra Matri e Quagliarella, la Juve ha un bel po' di giocatori da piazzare. Vendere per comprare, comprare meglio del previsto, possibilmente. Perchè non si vive di solo top player. Gli altri reparti, è vero, sono ben assortiti, ma migliorare si può e si deve.

 

COSA SERVE ALLA JUVENTUS
- Difensore centrale
- Terzino sinistro
- Centrocampista 'jolly'
- Vice Pirlo
- Attaccante

Ecco perchè la dirigenza è a caccia di un difensore centrale d'alto livello. Il preferito sembra essere Rolando, che però il Porto non lascerà partire per meno di 15 milioni. E poi servirà qualcosa a sinistra, dove come esterno di ruolo c'è il solo De Ceglie. A Conte non dispiacerebbe avere un De Ceglie con più qualità. Uno come Kolarov, stufo di essere utilizzato a singhiozzo e pronto a lasciare il Manchester City. L'idea di rimettersi in gioco nel campionato italiano – dopo l'avventura alla Lazio – sembra stuzzicarlo non poco, ma anche qui serviranno bei soldi. Due anni fa il serbo costò 18 milioni, dunque, se andrà via, non lo farà di certo per un pugno di noccioline.

E poi c'è il centrocampo, la terra di mezzo. Laddove ha signoreggiato un Pirlo tirato a lucido. Non staremo qui ad infierire sulla scelta del Milan di lasciarlo andare. Oltretutto, siamo fuori tempo massimo. Ma il prossimo anno il 33enne regista bresciano avrà bisogno di un valido ricambio. Una figura che non esiste in rosa, e che Marotta vorrebbe tanto fosse ricoperta dal 'tifoso' Verratti. Uno che, dopo il super campionato disputato a Pescara, sta facendo impazzire tutti. Prenderlo non sarà facile, come non sarà facile arrivare ad Asamoah, che sembra maturo per il grande salto. Il ghanese, a ragione, viene visto come l'ideale controfigura per Marchisio e/o Vidal, due giocatori unici per come riescono a fondere quantità e qualità.

Cinque rinforzi, dunque, per creare una Signora da Champions. A Torino – e non solo – le ultime settimane sono state alquanto agitate, per motivi extracalcistici soprattutto. Ma guidare la nave in tempesta è una specialità della casa. Dunque, i tifosi non temano.

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