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I bianconeri hanno un'estate per progettare un ritorno in Champions League da protagonisti. La chiave per il successo sarà ancora una volta il bel gioco.

E la Juventus si prepara a tornare nell’Europa che conta. Innegabile che sia mancata clamorosamente, anche perché, diciamoci la verità, salvo rari casi vedere giocare le altre italiane in Champions League non è che sia stato il massimo.

La Vecchia Signora ritornerà in quel posto che non ha fornito molteplici gioie al popolo bianconero nel corso degli anni. Anzi, per il tifoso juventino quella Coppa rappresenta una vera e propria maledizione. Finali perse docet. D’altra parte, però, gli uomini di Conte non avranno grosse pressioni in questo rincasare.

Sì, è vero, la Juventus da ogni competizione deve cercare sempre di ottenere il massimo, ossia il trionfo, ma in questo caso l’obiettivo primario dovrà essere quello di rimentalizzarsi. Con grande umiltà e professionalità la compagine zebrata dovrà cercare di dire la propria in una manifestazione popolata da superlativi squadroni.

Club come il Barcellona, Real Madrid e Manchester City, al momento, sono inarrivabili. Soprattutto per faccende puramente economiche. D’altro canto il mercato parla chiaro. I pezzi pregiati del calcio europeo ambiscono a trasferirsi o nei due team spagnoli per chiare questioni di prestigio, o scelgono di andare a guadagnare sterline significative sbarcando nella Premier League.


La Juve ricorda il Barça
per il modo in cui tende
sempre a fare la partita
Questa Juve, tuttavia, mi ha sempre fornito l’idea di essere una tipologia di squadra europea. Il calcio di Conte è senz’ombra di dubbio innovativo, il migliore d’Italia e, verosimilmente, diventerà anche uno dei più gradevoli d’Europa.

Analizzando con il passare dei mesi l’interpretazione manovriera juventina, ho capito come il tecnico salentino tenda ad emulare le gesta del Barcellona. 

Non è una bestemmia creare un parallelismo tra i bianconeri e i blaugrana. Ovvio, la Vecchia Signora nel proprio roster non ha Messi, ma cerca sempre e sistematicamente di fare la partita. In casa e fuori casa. Contro il Cesena e contro il Milan. Proprio come i catalani.

Ovviamente alla base di tutto c’è l’organizzazione. Ero presente alla presentazione dell’attuale mister zebrato quando affermò: “Conosco un solo modo per ottenere la vittoria: il bel gioco”. E questa direttiva in un solo anno di Juventus è riuscita ad imporla al suo gruppo.


Un bomber top, più gli
'eroi' dello Scudetto: in
Europa potrebbe bastare
A memoria, infatti, faccio fatica a ricordare una Juventus brutta targata Conte. Posso citare più Juventus sterili, ma non brutte. Onore alla bravura del condottiero pugliese e del suo staff tecnico.

Il nocciolo della questione, ora, è uno: “Cosa manca a questa squadra per poter competere con le grandi d’Europa?”. Senza dubbio una punta centrale prolifica, una sorta di Trezeguet (sempre sia lodato), che alla prima occasione punisca senza grosse remore. Cavani sarebbe il top, calciatore fantastico spietato come pochi, ma anche Torres in tal senso potrebbe dire la propria, soprattutto qualora dovesse ritornare ai fasti di un tempo.

Per il resto? Ordinaria amministrazione. La rosa juventina, nonché quella campione d’Italia, potrà dire la propria anche nell’Europa che conta. Affrontare il plotone bianconero sarà estremamente complesso per tutti.

D’altro canto quest’annata sportiva appena conclusa l’ha dimostrato esplicitamente. Nessuno ad inizio stagione avrebbe mai pronostico il tricolore in quel di Torino. Eppure questo miracolo calcistico s’è concretizzato.

Non sia mai che…

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