Quando Pirlo non gira, la 'Vecchia Signora' fatica a far gioco. E in attacco, Vucinic escluso, è prevista una rivoluzione: un solo acquisto 'da urlo' potrebbe non bastare...
Qualora ce ne fosse ancora bisogno, la prima sconfitta stagionale bianconera ha dimostrato tutti i difetti della Juve . Che – curiosamente – pur trattandosi di una sconfitta, non sono in difesa. Problemi che, tutto sommato, non rappresentano un inedito, né avranno sorpreso Antonio Conte o la dirigenza, perché ampiamente conosciuti.Parliamo delle difficoltà di una squadra che, perso il suo punto di riferimento, arranca, abbozza, fatica, sparacchia. Ovviamente ci riferiamo a Pirlo marcato a uomo dall'Hamsik di turno e alla manovra che deve essere impostata da dietro da un Bonucci volenteroso, ma altrettanto pasticcione. Un tema di cui avevamo parlato fin da inizio stagione e che solo la benevolenza degli allenatori avversari – alcuni dei quali credono che marcare a uomo sia un'onta indelebile – ha perso d'interesse. Certo, finchè i ragazzi di Conte riescono a tenere alti i ritmi e togliere il respiro agli avversari, tutto viene semplice, ma quando la condizione scema e la lucidità scarseggia, la sentenza è scritta e l'involuzione un dato.
Se volete, domenica sulla testa e sulle gambe è calato semplicemente il peso di una stagione comunque straordinaria per intensità e spirito di sacrificio. Tuttavia, poiché la prossima non lo sarà certamente meno, anzi!, forse è il caso di prendere adeguate contromisure. E in questo senso, probabilmente, vanno letti i forti interessamenti per Verratti, Asamoah o Nainggolan: alternative e bombole d'ossigeno per Marchisio e Vidal, arrivati stracotti alla meta (a Roma il povero Vidal s'è accasciato dopo 30', Marchisio ha stretto i denti fino alla fine per poi alzare bandiera bianca nel momento decisivo).
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O, meglio, per quasi tutti. Difficilmente per Borriello, che proprio all'Olimpico ha fallito – ancora una volta - l'appuntamento con la storia. La scialba prestazione contro il Napoli gli costerà probabilmente la conferma. E che dire di Quagliarella? Conte lo ha preferito a Matri quando c'era da tirare fuori il jolly dal mazzo, lui ha preferito alzare il gomito. Certo, se De Sanctis non avesse messo i panni di Garellik respingendo di piede l'occasione in coabitazione con Pepe, forse staremmo qui a raccontare un'altra storia. La vita, però, è fatta di sliding doors e la porta bianconera sembra essersi chiusa in faccia al Quaglia su quel cartellino rosso.
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Con Del Piero che è stato praticamente accompagnato all'uscita (o per meglio dire spinto fuori), la Juve degli imbattibili sta praticamente battendo un altro record: potrebbe essere la prima squadra a vincere lo scudetto che rivoluziona quasi interamente il proprio attacco. Dei “vecchi”, potrebbe rimanere solo Vucinic, che tra l'altro attaccante puro non è. La società, dunque, è impegnata nella ricerca dell'ormai noto Top Player che risolva tutti i problemi offensivi, ma a questo punto ci sorge un dubbio: siamo certi che ne basti solo uno?


