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Il Napoli si è aggiudicato con merito la Coppa Italia, conquistata ai danni della Juventus. "Avevano più fame di noi", ha commentato Conte nel dopogara.

E così anche la Juve conosce il sapore di una sconfitta. Se mai ne possono esistere, però, questa è una sconfitta dolce e, forse, anche un po' attesa. Conte chiedeva ai suoi il definitivo salto di qualità, quella maturità psicologica, quella bulimica voglia di vittoria, in grado di cancellare una settimana di festeggiamenti, per ripresentarsi nuovamente a Roma tirati a lucido, mentalmente impermeabili e fisicamente rilassati. Forse era chiedere troppo. E così è stato.

Il Napoli, invece, non ha sbagliato nulla e ha vinto la gara su tutta la linea: dal punto di vista tattico ha imbavagliato l'avversario, da quello fisico l'ha dominato, psicologicamente lo ha irretito e calcisticamente l'ha semplicemente battuto con i suoi mezzi. Aggressività, intensità e voglia, questa sera, hanno smesso la maglia bianconera, per vestire quella azzurra.


Questione di stimoli: un Napoli perfetto batte una Juve troppo sazia
Per il club di De Laurentiis è contemporaneamente la fine di un percorso – cominciato in Serie C – e l'inizio di una nuova vita, che tutti i tifosi partenopei si augurano pregna di serate come quelle di Roma.

Per battere gli imbattibili – diceva Mazzarri nel pre-partita – serve una grande impresa. Vista la gara, verrebbe da dire che – forse – gli stessi napoletani dovrebbero rendersi conto che è ora di mandare in soffitta l'etichetta di perenni sfavoriti, per indossare i panni della grande squadra.

In Italia, per storia, palmares e passione, Napoli non è seconda a nessuno e la vittoria della Coppa Italia – qualora ce ne fosse ancora bisogno – ne è un'ulteriore conferma.

Per Conte, invece, un'avvisaglia di quello che potrebbe rappresentare la prossima stagione. I tecnici sono soliti dire che vincere è difficile, ma confermarsi di più.

Perdere non fa mai piacere, soprattutto se si gioca una finale. Bisogna avere sempre fame, il Napoli ne aveva più di noi

- Antonio Conte

E la serata di Roma gliene ha dato solo un assaggio. Tuttavia, non bisogna caricare quella che tutto sommato è solo una sconfitta (tra l'altro la prima stagionale) di eccessivi significati, anche perché – come detto – giunta dopo una settimana di festeggiamenti, ma come il tecnico bianconero ben sa, vincere aiuta a vincere.

Per questo, ne siamo certi, dopo la partita si sarà incazzato come una belva e non avrà dormito. Ed è con questo stato d'animo che vorrà rivedere i suoi ragazzi a luglio, perché questo è l'unico segreto del successo che i vincenti conoscano.

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