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Finale di Coppa Italia: il capitano bianconero lascia Madama da idolo indiscusso, l'argentino deve affrontare la delusione dei tifosi azzurri. Ma se segna...

Fischi e applausi, lacrime e gestacci. Napoli-Juventus non è soltanto l'ultimo atto della Coppa Italia 2011-2012. E' la Finale, con le rispettive di maglie, di due idoli delle tifoserie. Alessandro Del Piero, Ezequiel Lavezzi: una leggenda della storia juventina e lo scugnizzo argentino che fatto innamorare il pubblico napoletano.

Premessa. Paragonare la storia di Lavezzi con quella di Del Piero può sembrare blasfemo. E, sotto certi punti di vista, probabilmente lo è. Cosa hanno in comune? Il fatto di essere idoli delle folle e di di essere arrivati all'inchino finale davanti al proprio pubblico.

Il sipario cala, i due escono dal palcoscenico in maniera diversa. Rose e sciarpe bianconere per l'ultimo acuto di Punturicchio, pomodori per il Pocho, a cui il tifo non perdona il tradimento di voler lasciare Napoli in cerca di nuove avventure. A meno che...


ALEX DEL PIERO



Alex il rinnovo con la Juventus lo avrebbe firmato in bianco, lo ha già fatto d'altronde. La società non glielo ha permesso. Il capitano divorzia da Madama dopo diciannove anni di trionfi, soprattutto, e qualche momento buio riscattato da una pronta risalita.

Per i tifosi Del Piero non si discute. Come i grandi senza tempo, come Giampiero Boniperti o la stripe della famiglia Agnelli, Alessandro è la Juventus. Le lacrime e l'ovazione dello Stadium, nel giorno dell'ultima partita di campionato di Alessandro con la maglia bianconera, non lasciano a dubbi. La storia tra Del Piero è la Juve non doveva finire così.

Alex saluta Torino alla sua maniera. Da vincente. Lasciando un'immagine immortale di sè e uno Scudetto conquistato anche grazie alle sue prodezze. La conquista della Coppa Italia renderebbe il tutto ancora più magico.

"Sono molto sereno, molto tranquillo, felice di tutto quello che è accaduto fino ad oggi. Non ci sono particolari situazioni per le quali debba essere triste. Tutto quello che è stato finora è stato indescrivibile - spiegava Del Piero nella conferenza stampa pre-partita di ieri - ma ora mi auguro di scrivere un'altra pagina vincente della storia di questa società".

Stasera è la sua notte. E' la sua ultima finale. Non vincere la coppa però non cambierebbe nulla, ovviamente, nel rapporto tra Alex e il popolo bianconero. La stessa cosa non vale per Lavezzi.


IL POCHO LAVEZZI


Arrivato nell'estate del 2007 dal San Lorenzo, al ritorno del Napoli in Serie A, Lavezzi è stato subito adottato dal pubblico napoletano.

Tra i tifosi e azzurri e gli argentini c'è un rapporto particolare. Se il ragazzo gioca in attacco, e ubriaca gli avversari di finte e serpentine, la mente torna a Lui, a Diego Maradona. Il più grande di sempre ad aver vestito la maglia del Napoli. Il legame con la terra del Pibe ha permesso al Pocho di guadagnare subito punti.

Poi ci vogliono i fatti, certo, e Lavezzi non si è mai risparmiato. Trascinatore in campo, leader dello spogliatoio, simbolo di una squadra in crescita come in crescita è anche lui. Ezequiel ha attirato per forza l'attenzione delle grandi squadre.

Lavezzi lascia, no resta, giura amore al Napoli, se ne va. "Il Pocho è napoletano nel sangue, non può abbandonarci. Questa è casa sua..." il mantra ripetuto in questi anni dal presidente De Laurentiis, che sinora era sempre riuscito a trattenerlo a Fuorigrotta anche grazie a un rubusto rinnovo e l'inserimento di una clausola rescissoria nel contratto. Che ora Ezequiel ha deciso di utilizzare.

La mancata qualificazione in Champions League lo ha convinto a lasciare Napoli. Inter o Paris Saint-Germain che sia, per qualcuno è già diventato un traditore. E i fischi del San Paolo nel'ultima gara contro il Siena sono ancora nelle orecchie del Pocho.

Addio al veleno? La finale di questa stasera potrebbe riscrevere la storia. Per quello che ha dato l'argentino al Napoli, in realtà, non ce ne dovrebbe essere bisogno. Ma le leggi del tifo sono spietate e anche Lavezzi deve rispettarle.

Goal e Coppa Italia alzata al cielo addolcirebbero la separazione. Sempre che Del Piero non abbia voglia di rendere perfetto il suo, di addio...

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