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I biancocelesti bissano in tutto e per tutto un 2010/11 che sarebbe dovuto servire da lezione. Non è bastata la delusione di un anno fa, errori ripetuti in blocco.

Per fortuna arriva il sole, la bella stagione, il caldo, il vento e la voglia pazza di andare al mare. Ancora una volta, è mancato un soldo per fare una lira. La Champions League, il grande palcoscenico, i grandi stadi e i grandi avversari rimarranno ancora un sogno, chissà per quanto tempo. La paura, dopo le ultime due stagioni, è che la più nobile delle coppe si trasformi in incubo per la Lazio.

Quinto posto su quattro disponibili la scorsa stagione, quarto posto su tre disponibili in quella attuale. Chiamatela sfiga, chiamatela iella oppure più semplicemente sfortuna, rimane il fatto che la Lazio di Claudio Lotito non vuole andare oltre la medaglia di legno...

Argomento trito e ritrito il mercato di gennaio, ma quanto mai attuale anche a maggio. Chi ha ammirato la pazzesca vittoria del Manchester City sul QPR avrà notato anche il prolifico centravanti della squadra londinese, uno da sei centri in otto partite, un certo Djibril Cisse.


Con Cissè al posto di
Alfaro forse il finale sarebbe stato diverso
Chissà, magari con lui in campo al posto dell'inconcepibile Emiliano Alfaro saremmo qui a preoccuparci della scelta tra la spiaggia di sabbia e quella di ciottoli. Nonostante le solite patetiche dichiarazioni di Tare che dichiara “abbiamo migliorato rispetto la scorsa stagione”, tutti si rendono conto che la Lazio ha letteralmente buttato nel gabinetto la qualificazione a causa dell'incompletezza di una rosa addirittura indebolita dal biondo DS qualche mese fa.

A poco serve l'ennesima bella vittoria finale contro una ex big del campionato ex più difficile del mondo. Un 3-1 in rimonta e ancora una volta in piena emergenza. Klose addirittura si fa male nel prepartita, Hernanes si ri-stira in settimana come una camicia dal colletto difficile, Matuzalem è sotto i ferri, Dias, Brocchi e Radu attendono che si liberi la sala operatoria.



Alla Lazio servirebbero
i Lichtsteiner, i Kolarov, i Zarate per rilanciarsi
Da agosto sarà quindi ancora Europa League. Sia chiaro, giocare una competizione europea è sempre affascinante, ma al solo pensiero di vedere la squadra soffrire al “Renzo Barbera” di Palermo in un girone con Vaslui e Zurigo la voglia passa, eccome. Curioso sarà verificare le nuove intenzioni della società.

Il passaggio tecnico dalla Puma alla Macron non suscita particolari rimpianti, da vedere se finalmente dopo parecchi anni venga accettata l'offerta di qualche sponsor ufficiale sulla maglia. Probabile però che come al solito prevalga la linea del “galleggiamento”, più difficle invece che venga fatto un mercato vero. Al momento circolano voci su buoni giocatori (Ederson), difensori facilmente infiammabili (Breno) e altre voci improbabili.

Alla Lazio serve altro, a questa Lazio servirebbero tanto un Lichtsteiner, un Kolarov, il vecchio Zarate e un paio di centrocampisti con passo, grinta e tecnica. Mica poco per carità, ma è il minimo indispensabile per evitare un'altra estate a inzuppare di latte versato e lacrime il manto dello Stadio Olimpico...

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