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Diamo i voti alle 20 protagoniste del campionato appena terminato. Benissimo Udinese, Atalanta e Parma, tra le delusioni più grandi Genoa e Fiorentina.

Voto 10 alla Juventus
Non solo Scudetto, ma anche una stagione da imbattuti. Stiamo facendo miracoli, era solito dire Conte per valutare la stagione bianconera. Adesso che è finita, si può dire che il miracolo è compiuto. La squadra è andata oltre i propri limiti tenici con un'abnegazione straordinaria, il successo è merito dell'indomito carattere della sua storia, del suo capitano e del suo ex capitano, oggi signore della panchina.

Voto 9.5 all'Udinese
Via Sanchez, non ce n'era uno degli addetti ai lavori pronti a scommettere su un'Udinese in Champions League. Anzi, se tornassimo indietro ai commenti pre-stagionali, forse erano di più quelli che preventivavano una stagione all'insegna della sofferenza. Invece, in Friuli sanno come si costruiscono le grandi imprese, finiranno per abituarcisi anche i più scettici.

Voto 9 all'Atalanta
A proposito di miracoli, eccone un altro: Colantuono ha chiuso i suoi nei quattro muri di Zingonia, ne ha stimolato l'orgoglio ottenendone una risposta che, probabilmente, neanche lui si attendeva tanto dirompente. Una stagione eccezionale condita da risultati importanti, ma anche da un gioco di qualità e campioncini trovati (Moralez) e ritrovati (Denis).

Voto 8.5 al Parma
Sufficiente con Colomba, semplicemente da Scudetto con Donadoni. Una stagione in cui è mancata forse solo la ciliegina europea, per il resto i tifosi emiliani si sono goduti tutto. Un Giovinco in versione supereroe su tutti, ma anche un Valdes insolito regista e un Biabiany ritrovato. Guarda caso, tutta gente inventata o reinventata da Donadoni, cui vanno le copertine.

Voto 8 al Napoli
Il miracolo di San Gennaro (la qualificazione in Champions) non si è realizzato, ma la stagione è tutt'altro che deludente: ottima figura nel girone di qualificazione Champions League, finale di Coppa Italia e quinto posto in classifica. Certo, con qualche passaggio a vuoto in meno in campionato, sarebbe stata perfetta, ma non è il caso di fare catastrofismi. Il Napoli c'è, c'è la società e il progetto serio. Il futuro è azzurro.

Voto 8 al Chievo
C'è chi i miracoli – o se volete le nozze coi fichi secchi – li compie ogni anno. E' il Chievo del Presidente Campedelli, specializzato in scoprire talenti e rilanciare allenatori. Lo ha fatto anche quest'anno con Bradley – metronomo di centrocampo – e Di Carlo – rottweiler della panchina: 49 punti con il miglior marcatore fermo a 8 goal, dice più di qualsiasi altra statistica.

Voto 7.5 al Milan
Partiva con i favori del pronostico e, invece, si deve accontentare di un'annata da comparsa. Il Milan di Allegri è crollato sul più bello, privo di risorse fisiche – decisamente troppi gli infortuni – ma soprattutto nervose. La tremenda notte di Barcellona ha probabilmente sgonfiato l'ego rossonero, mettendone a nudo i limiti tattici e nervosi. Con la rosa a disposizione, doveva vincere. Nel complesso, però, non è neanche il caso di esagerare nei processi: di certo non si può parlare di fallimento.

Voto 7.5 alla Lazio
La Champions League mancata nel finale non deve cambiare il giudizio per una stagione che, nel complesso, non può e non deve cancellare i meriti di Reja e dei suoi ragazzi. Alla vigilia, in pochi accreditavano la Lazio tra le contendenti all'Europa, invece fino all'ultimo i biancocelesti se la sono giocata. E se nel finale non fosse mancato Klose,  dopo Pirlo l'acquisto più azzeccato dell'anno, probabilmente saremmo qui a commentare un altro finale.

Voto 7.5 al Catania
Non l'avesse rovinata nel finale, il Catania si sarebbe regalato una stagione eccezionale. Gli ultimi due mesi, però, non cancellano i precedenti: dopo la Juve, i siciliani hanno probabilmente giocato il miglior calcio in assoluto. Anche perché all'inizio dell'anno erano più i dubbi delle certezze: invece, alla fine, restano più i ricordi belli di quelli brutti.

Voto 7.5 al Bologna
Considerate le premesse, probabilmente ogni singolo tifoso del Bologna avrebbe firmato per ottenere la sospirata salvezza con tanto anticipo. Grande merito va a quel Pioli bistrattato a Palermo e rilanciato in Emilia. Il suo 3-4-2-1 con il trio Ramirez-Diamanti-Di Vaio ha fatto la differenza, ma anche Mudi e Perez davanti alla difesa e il solito Portanova dietro. Dunque, proprio nulla da dire, una stagione quasi perfetta.

Voto 7.5 al Siena
La salvezza acquisita con largo anticipo vale uno scudetto per i toscani. A livello di rosa, fa meglio di squadre sulla carta decisamente più qualificate e considerate. Grande merito a Mister Sannino che, come nella migliore tradizione, ha costruito un gruppo solido e di carattere. Ma guai a pensare che sia solo cuore, perché il Siena gioca anche a calcio. E bene. E in più ha il merito di aver definitivamente consacrato Destro, uno dei migliori prospetti del nostro calcio.

Voto 6 alla Roma
Nella capitale è andato in onda un progetto che implode. Nato sotto tutti i migliori auspici, il regno Luis Enrique ha barcollato, poi è stato tenuto in piedi da un atteggiamento encomiabile da parte della società e poi ha fatto harahiri nel finale. Eppure non sarebbe stato tutto da buttare, anzi. Invece, il tecnico spagnolo infastidito dalle critiche, ha deciso di mollare. Con tanti rimpianti di quello che sarebbe potuto essere e, invece, non sarà mai.

Voto 6 al Cagliari
Anche a Cagliari hanno provato a complicarsi la vita, ma alla fine è andata tutto sommato bene. Salvezza acquisita con anticipo, anche se con un percorso più tortuoso di quanto non fosse lecito aspettarsi: in Sardegna si è ritrovato Pinilla e hanno scoperto Ibarbo. Poi, poco altro da festeggiare, se non lo scampato pericolo.

Voto 5.5 al Lecce
Un Lecce a due facce: quello decisamente deludente di inizio stagione e quello da Champions di Cosmi: i salentini, però, si sono sgonfiati sul più bello, lasciando inopinatamente le speranze salvezza sul campo, soprattutto quello di casa. Il giudizio della stagione è inevitabilmente una media di quanto buono fatto nel girone di ritorno e quello d'andata ben al di sotto delle reali possibilità.

Voto 5.5 al Novara
La squadra ha dato quello che aveva, la società ci ha provato dando fiducia al gruppo della promozione e, poi, tentando anche di tappare le falle nel mercato di gennaio, ma senza fortuna. Probabilmente, il Novara ha pagato a caro prezzo l'inesperienza, la poca abitudine a certe partite e a grandi palcoscenici. L'ambiente, però, ha avuto il merito di non mollare fino all'ultimo, chiudendo con dignità. Voto 5,5

Voto 5 all'Inter
Una Champions League sfiorata nel finale me per il resto poco, pochissimo altro. Due derby vinti, ma anche troppe pause. Resta il rimpianto, forse, di sapere cosa sarebbe potuto succedere se Moratti avesse avuto prima l'intuizione Stramaccioni. Forse nulla, perché certe annate finiscono come sono iniziate, nel segno del destino. E l'ultima giornata non ha fatto altro che confermarlo.

Voto 5 al Palermo
L'addio di Pastore era un presagio non positivo. L'esonero di Pioli, la scelta coraggiosa di Mangia troppo precocemente sconfessata e la mesta chiusura con Mutti rendono già l'idea di una strategia quanto meno cervellotica e confusa. Da salvare poco o nulla in una stagione davvero deludente che non regala ottimismo neanche in vista della prossima.

Voto 5 al Cesena
Retrocedere non è un dramma, ma c'è modo e modo. Il Cesena ha scelto il peggiore, nonostante una rosa che, teoricamente, avrebbe dovuto garantire una salvezza tranquilla. Invece, i romagnoli si sono accartocciati in avvio, senza più riuscire a risollevarsi. Da ricordare di questa sfortunata annata resta soltanto l'applauso che il pubblico ha comunque regalato ai loro beniamini a retrocessione sancita.

Voto 4 alla Fiorentina
La salvezza guadagnata ad una giornata dalla fine non cancella una stagione orribile, dal punto di vista tecnico, ma anche dal lato dell'immagine. L'esonero di Mihajlovic prima, le prestazioni indecorose sul campo (con l'apice raggiunto nello 0-5 contro gli storici rivali della Juve) e infine il caso Rossi-Ljajic sono le specchio di un'annata da dimenticare che la mancata retrocessione non lenisce.

Voto 4 al Genoa
Doveva essere la stagione dei sogni europei, è rischiata di trascendere nell'incubo retrocessione. Non solo errori in campo, ma anche strategie confuse, incomprensibili e autolesionistiche in società che hanno messo a rischio i nervi dei tifosi rossoblu. La giornata di Genoa-Siena è la fitografia di un'annata semplicemente da dimenticare. Al più presto.

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