thumbnail Ciao,

Il numero 13 rossonero ha deciso di lasciare l'Italia, Galliani dovrà adesso valutare le soluzioni 'meno dolorose' per colmare il vuoto lasciato dal centrale romano.

Elegante, impeccabile, imperioso, sempre e comunque a testa alta, nonostante i segni dell’età lo abbiano costretto nel tempo a concedere qualcosa agli attaccanti più rapidi. Ha smentito di aver pronunciato la frase “Messi è troppo veloce per me”, ma il pensiero probabilmente gli è balenato per la testa, quando con grande coerenza e onestà intellettuale ha deciso che i ritmi forsennati del calcio moderno erano probabilmente diventati insostenibili per lui, che ha sempre assicurato di non aver alcuna intenzione di trascinarsi per il campo.


Nesta lascia il ricordo di un fuoriclasse vero: a 36 anni tiene testa a Messi
Alessandro Nesta lascia il Milan, il calcio italiano e, salvo clamorose sorprese, l’elite continentale da top player, a testa alta, con lo stile e l’eleganza di sempre. Saluta i colori che lo hanno portato a toccare e conquistare le vette più alte d’Europa e del Mondo, lasciando ai tifosi rossoneri e agli appassionati il ricordo di un fuoriclasse vero, arrivato a 36 anni a tener testa, con classe, orgoglio e dignità, ad uno dei migliori calciatori d’ogni epoca in un quarto di finale di Champions League.
 
Grazie all’esperienza e alla sua innata capacità di leggere le situazioni ha saputo con gli anni compensare il declino fisico, senza però privarsi, al momento giusto, del gusto della chiusura in scivolata, la specialità della casa. Al Milan ha saputo raccogliere l’eredità di Baresi e Costacurta, ha giganteggiato per anni al fianco di Maldini prima di dividere il territorio con Thiago Silva, l’uomo che ha reso indolore l’addio dello storico capitano rossonero e che è destinato a proseguire la nobile tradizione milanista in fatto di difensori a cinque stelle.

Non basterà però soltanto il ‘Mostro’ brasiliano a coprire il buco che Nesta inevitabilmente lascerà nei meccanismi difensivi del Diavolo. L’opera di ristrutturazione della retroguardia rossonera era cominciata già lo scorso anno, con l’arrivo a Milanello di Philippe Mexes, che sulla carta dovrebbe prendere il posto del numero 13 nell’undici titolare del prossimo anno. Il francese, reduce da un grave infortunio, ha faticato a carburare, scivolando poi per qualche ‘peccato di presunzione’ (l’istinto di ‘specchiarsi’ è stato sempre un limite dell’ex romanista), che non può però azzerare il valore specifico del giocatore.

IL DOPO-NESTA: QUATTRO NOMI NELL'AGENDA ROSSONERA
Acerbi Astori
Ogbonna Silvestre

In via Turati hanno comunque intenzione di arricchire il reparto con due nuovi innesti: il primo sarà Francesco Acerbi, centrale classe 1988 di belle speranze ma dal pedigree non certo così pregiato. Il difensore del Chievo, in comproprietà col Genoa, è uno dei migliori prospetti del calcio italiano nel suo ruolo, ha fisico, tempismo e personalità ma sarebbe ingeneroso affidare solo sulle spalle il peso dell’eredità di Nesta. E’ per questo che Galliani si sta guardando attorno, cercando nuove possibili soluzioni.

Il nome caldo delle ultime settimane è quello di Matias Silvestre, 27enne stopper del Palermo, già da qualche anno tra i più affidabili e apprezzati difensori della Serie A. L’interesse del Milan risale ai tempi del Catania e l’ennesima stagione positiva dell’ex Boca ha tenuto viva la fiamma. Forte è anche la stima nei confronti di Angelo Ogbonna, pilastro del Torino in lizza per una maglia ai prossimi Europei, ma in questo caso è la valutazione vertiginosa data da Cairo al suoi gioiello a render difficile l’operazione. Più percorribile sarebbe la pista Astori, prodotto del vivaio rossonero esploso con la maglia del Cagliari dell’amico Cellino.

L’austerity non permette invece di considerare al momento percorribili le piste estere. Tre i sogni rossoneri: il tedesco Mats Hummels del Borussia Dortmund, il brasiliano David Luiz del Chelsea e il francese Mamadou Sakho del Psg. Gente giovane ma già d’esperienza, pronta per la Champions e per le serate di gala. Anche se il miglior Nesta era tutt’altra cosa…

La verità è che è realisticamente impossibile pensare di sostituire il difensore romano con un calciatore di pari livello o che in prospettiva possa avvicinarsi agli standard d’eccellenza garantiti dal numero 13 rossonero nei 10 anni trascorsi a Milanello. A Galliani l’arduo compito di trovare la soluzione meno dolorosa: non sempre dal mercato può spuntare il Thiago Silva di turno…

Segui Simone Gambino su

Sullo stesso argomento