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Anche il tecnico sembra pagare la lunga e sfiancante stagione: alcune scelte appaiono incomprensibili, su tutte la sostituzione del Matador, uno dei più brillanti...

Indecifrabile, imprevedibile, inaffidabile. E' questo il Napoli che viene fuori dalla trasferta di Roma e che porta a casa un solo punto dopo aver accarezzato la gagliarda idea di staccare, almeno per un giorno, Lazio & company nella corsa al terzo posto.

Azzurri dalla doppia faccia: disastrosi nel primo tempo contro una Roma alla canna del gas e brillanti nella ripresa, capaci però di sciupare tante di quelle occasioni che rendono inevitabile il concretizzarsi di quella legge non scritta per la quale se sbagli troppo alla fine gli avversari ti puniscono. Specie se ci metti del tuo con i soliti errori difensivi ormai evidentemente insanabili.

Il calcio è questo, c'è poco da riderci su. Il primo a non sorridere è lo stesso Mazzarri: "Ho rinunciato a Lavezzi dal primo minuto poiché non è al massimo della condizione. Ho tolto Cavani perché mi sembrava stanco ed ho inserito Lavezzi che mi poteva essere utile in contropiede".


Mazzarri è logorato dalla lunga stagione: perchè togliere Cavani?
Evidentemente anche il tecnico è ormai stanco e logorato dalla lunga stagione e certe scelte non appaiono sempre comprensibili ai comuni mortali: perchè tirare fuori proprio il Matador - galvanizzato dall'ennesimo eurogoal - che riusciva a mantenere profondità in zona offensiva, unico modo per arginare l'arrembaggio finale dei giallorossi?

Nessuno potrà affermare con certezza che con Cavani in campo sarebbero arrivati i tre punti, ma di sicuro se nel mercato estivo ci saranno da fare sacrifici economici la società non dovrà avere alcuna esitazione: il Napoli della prossima stagione dovrà essere costruito intorno all'attaccante uruguaiano, calciatore troppo importante nell'economia tecnico-tattica di questa squadra. Anche solo per il "semplice" motivo che la mette dentro con spaventosa puntualità: le prodezze con la sua firma salgono a 22 e non è ancora finita. E se è vero che nel calcio vince chi segna un goal in più, la riconferma del Matador è la base su cui impostare ogni progetto futuro.

L'occasione sprecata lascia spazio ad uno scenario che potrebbe concretizzarsi da qui alla fine del turno: azzurri con Lazio, Udinese ed Inter appaiati a 55 punti e con tre partite ancora da giocare per un finale al cardiopalma. In attesa dei risultati della domenica nel mirino c'è già il Palermo, anticipo serale della prossima giornata ed ennesimo crocevia nella corsa all'Europa dei sogni. Perché, manco a dirlo, bisognerà vincerle tutte.

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