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Quella dell'edizione 2011-12 della Champions League, sembrava una finale già scritta, era tutto pronto per un Barcellona-Real Madrid da urlo.

Doveva essere il Clasico più importante di tutti i tempi, un match destinato a guadagnarsi una pagina importante nel libro di storia del calcio spagnolo. Quella dell'edizione 2011-12 della Champions League, sembrava una finale già scritta, era tutto pronto per un Barcellona-Real Madrid da urlo.

Purtroppo per le due iberiche invece, a contendersi il più importante trofeo continentale per club, saranno Bayern e Chelsea, due squadre da tempo nell'elite del calcio mondiale ma considerate tuttavia due outsider. Troppo netto il divario con le superpotenze Real e Barça per ipotizzare una finale anglo-tedesca, troppo forti Leo Messi e Cristiano Ronaldo per immaginarli davanti ad una Tv a gustarsi la partita in poltrona. Ma come si è arrivati a questo epilogo?

Il Chelsea deve semplicemente ringraziare Roberto Di Matteo. Chiamato a traghettare la squadra verso un finale di stagione dignitoso, dopo i disastri firmati Villas Boas, il tecnico italiano si è imposto con concetti tanto semplici quanto efficaci. Dentro la vecchia guardia, che dal suo predecessore era stata fatta letteralmente fuori, fiducia a quella generazione di talenti che ha contribuito a render grande i blues e ritorno ad un sistema difensivo più solido. Il Chelsea ha eliminato il Barcellona grazie all'esperienza, lo spirito di sacrificio e non poca fortuna, nessuno però può gridare allo scandalo.


Per Ronaldo e Messi la finale sarà solo in TV: qualcosa sta cambiando

I blues, al Camp Nou, hanno ripetuto la partita che fece l'Inter di Mourinho due anni fa, difesa arroccata anche a causa dell'inferiorità numerica, Drogba a fare il terzino alla 'Eto'o' e contropiede. E' vero, ai punti avrebbero meritato i blaugrana, quattro legni in due partite ed un dominio territoriale più che evidente, non possono esser dimenticati, il Chelsea ha segnato tre goal con tre tiri, ma fu proprio l'Inter a insegnarci che l'unico modo per arginare il Barça di Guardiola è questo.

Semifinale diversa è stata quella che ha visto avversarie Bayern e Real Madrid, la compagine bavarese ha sorpreso tutti con il suo atteggiamento. Convinta più che mai dei propri mezzi, la squadra di Heynckes ha accettato il confronto a viso aperto, dimostrando che le parole della vigilia non erano figlie solo di una spavalderia pro forma. I tedeschi sono semplicemente forti, gente come Robben, Ribery, Neuer e Schweinsteiger, solo per citarne alcuni, sarebbe titolare in qualunque squadra al mondo e, se a ciò aggiungiamo un surplus di fame vista la possibilità di giocare la finale in casa, il gioco è fatto. Il Real è parso quel pugile che si avvia al ring sicuro di vincere, salvo poi vedersi sconfitto ai punti per decisione unanime. A ciò va aggiunto probabilmente lo stress per un Clasico che ha preceduto di pochi giorni le semifinali di ritorno, visto come è andata a Barça e Real, la sensazione è quella che la prossima volta in Spagna si inventeranno qualcosa per non far arrivare le loro due squadre regine, così stanche ad un appuntamento tanto importante.

LE STELLE DELLA FINALISSIMA DELL'ALLIANZ
Neuer Cech Ribery Drogba

Cosa può voler dire per il calcio europeo fare i conti con una finale così sorprendente? La Champions è un torneo nel quale troppo spesso ha prevalso chi ha più debiti... il segnale che a volte è passato è che per arrivare al top bisogna spendere e godere di una certa impunità, il Bayern ha dimostrato che le cose non stanno così. Il suo è un modello virtuoso, i ricavi si creano in casa, i conti devono essere in ordine, il fair play finanziario è arrivato prima in Baviera… poi nei pensieri di Platini. Da questo punto di vista le differenze con il Real Madrid, ma anche con Chelsea e Barça sono evidenti. Il Chelsea ha invece insegnato che il calcio all''italiana' non è morto e che anzi è sempre l'antidoto più efficace contro le squadre che dominano. I blues hanno dato una lezione di umiltà, difendersi all'angolo per poi scagliare il colpo di grazia non è un atto di codardia, ma una presa di coscienza di quelle che sono le forze in campo.

Onore a Bayern e Chelsea dunque, quella dell’Allianz Arena sarà una finale inaspettata che premia un calcio alternativo, forse più umano...

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