Grazie al sapiente lavoro del suo agente Andrea D'Amico, in ottimi rapporti con il Milan, il portiere del Lierse e della Nazionale giapponese potrebbe approdare in rossonero.
“Il suo obiettivo è giocare in Italia, vedremo di accontentarlo”. Andrea D’Amico, il Re degli agenti FIFA italiani insieme al suo opposto Mino Raiola, è uno che potrebbe vendere frigoriferi agli eschimesi, figurarsi se non potrebbe convincere qualche squadra della Serie A a scommettere su un portiere di indubbia caratura internazionale, tesserabile senza sborsare un euro e che potrebbe portare con sé una dote fatta di sponsor e introiti da marketing. Eiji Kawashima, numero uno del Lierse e della Nazionale giapponese, ha una valigia piena di sogni, pronta per il viaggio più importante della sua carriera.
Il suo nome è finito prepotentemente sui giornali italiani in queste settimane per un presunto interessamento del Milan nei suoi confronti. Dietro al quale, non è difficile da immaginare, potrebbe esserci il lavoro sapiente e certosino di D’Amico, che con il Diavolo intrattiene rapporti privilegiati: Gattuso, Abate, Antonini e Maxi Lopez sono tutti sotto la sua ala protettrice e il ‘colpo’ messo a segno a gennaio portando l’argentino in rossonero dopo una lunga attesa sta a testimoniare come la caparbietà sia una delle doti principali del noto procuratore italiano.
D’Amico ha cominciato a tessere la sua tela ormai da diverse settimane, proponendo Kawashima ai rossoneri, che in estate potrebbero salutare Flavio Roma, in scadenza di contratto, e dovranno prendere una decisione su Amelia, che ha ben figurato in questi due anni al Milan ma non ha ancora convinto la dirigenza di poter essere l’erede di Abbiati. Il viaggio a Milano, con annessa visita alla sede rossonera di via Turati e tour nell’affollata stanza dei trofei, non ha fatto che amplificare la voglia di Milan in Kawashima, che a 29 anni sembra ormai pronto per l’occasione della vita.
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Il portiere giapponese non può essere considerata una scommessa: è titolare inamovibile della Nazionale di Zaccheroni, ha alle spalle un Mondiale vissuto da protagonista, con sole due reti subite e un rigore neutralizzato (all’ex rossonero Tomasson) e il titolo di Man of the Match della finale della Coppa d’Asia, vinta nel 2011 contro l’Australia. Sulla scia delle prestazioni a Sudafrica 2010 è approdato in Europa, al Lierse, dove ha avuto un rendimento in costante ascesa, fino a diventare quest’anno, nonostante una squadra di modesta caratura, uno dei portieri meno battuti della Pro League belga.
Grintoso, reattivo, esplosivo tra i pali, Kawashima si è fatto apprezzare negli anni come un ottimo para-rigori e ha affinato col tempo gli angoli del suo bagaglio tecnico. Portiere dalla forte personalità e dalla grandissima dedizione al lavoro, Eiji ha già da tempo un forte legame con l’Italia: dal 2001, ai tempi dell’Omiya Ardija, è in stretti rapporti con Ermes Fulgoni, preparatore dei portieri che ogni estate accoglie l’estremo difensore nipponico nello Stivale per effettuare allenamenti ad hoc. Il nome di Fulgoni è una garanzia assoluta: basti pensare che Gigi Buffon considera il preparatore emiliano il suo grande maestro. Grazie a questi continui viaggi in Italia, Kawashima parla già un buon italiano, il che potrebbe aiutarlo nel suo processo di adattamento.
Da non sottovalutare infine il potenziale boom in chiave marketing: le storie di Hidetoshi Nakata e Yuto Nagatomo insegnano che il binomio giocatore giapponese-grande club italiano può portare enormi introiti derivanti da nuovi sponsor, merchandising e diritti tv. Kawashima ha tutto per seguire le orme dei due illustri predecessori o almeno per ripetere quanto di buono fatto da Nakamura alla Reggina o da Morimoto in questi anni tra Catania e Novara.
La sorte dei vari Miura, Nanami, Yanagisawa e Oguro non deve spaventare gli addetti al lavori italiani: Kawashima è un giocatore già nel pieno della maturità calcistica, ha alle spalle due anni d’esperienza in Europa e la scuola nipponica ha dimostrato in questi anni di poter fornire elementi importanti ai club del Vecchio Continente.
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Resta da valutare se il Milan possa essere la destinazione ideale per Eiji, che ha già dichiarato di esser pronto anche a partire da secondo o terzo portiere pur di vestire il rossonero. Il club di via Turati è sempre vigile sui giocatori in scadenza di contratto, ma la sensazione è che in casa Milan si cerchi un portiere più giovane, in grado di poter studiare da Abbiati, che almeno per un altro anno sarà il titolare tra i pali.
Potenzialmente potrebbe ambire ad una maglia in tanti club italiani ma Kawashima potrebbe anche alla fine prendere numericamente il posto di Roma per poi puntare alla scalata: la determinazione non gli manca, non resta che attendere ancora qualche settimana per capire se sarà lui il primo giapponese della storia del Milan. L’Italia in ogni caso resta il suo sogno, in rossonero o meno: al resto ci penserà D’Amico…


