thumbnail Ciao,

La partita di andata dei quarti di finale di Champions League contro il Barcellona dovrà far riflettere la società sulle scelte da operare sul mercato il prossimo giugno.

Guardando, prima del fischio d'inizio, la formazione del Milan che avrebbe affrontato il Barcellona, ogni singolo spettatore, rossonero o meno, qualche dubbio di 'tenuta' e di affidabilità lo ha avuto. Scorrendo i nomi dei vari Nesta, Seedorf, Ambrosini (persino Abbiati) e Antonini molti avranno pensato 'E' arrivato veramente il momento di rifondare, questa squadra è logora sino all'osso, l'anno prossimo ci vorrà una ventata di novità'.

Ed invece per l'ennesima volta ci siamo dovuti ricredere di fronte alla realtà dei fatti. Nel calcio moderno conterà pure la freschezza atletica, conterà pure l'essere giovane e spregiudicato, ma solo quando hai classe, personalità e coraggio. Ed in Europa queste caratteristiche contano ancora di più. E proprio queste doti appena descritte hanno messo in campo ieri i senatori rossoneri, risultando fondamentali ai fini del risultato.

Nesta era reduce da due mesi di infortunio, ma in campo nessuno se ne è accorto: il sentore si è avuto solamente al momento della sua uscita dal campo. Il Seedorf 'ammirato' nelle ultime partite di serie A è sembrato un 'passeggiatore': l'olandese ieri, pur non eccedendo in mobilità, ha sciorinato una prestazione da urlo.


Coraggio, personalità e
classe: l'Europa resta
l'habitat dei senatori
La palla, quando arriva ai suoi piedi, smette di tremare e trasuda di fantasia e personalità, l'assist ad Ibrahimovic ne è stata la dimostrazione più lampante. Per non parlare di Ambrosini: il capitano rossonero, che a metà stagione sembrava solo un ricordo, ha corso per 90 minuti come un ragazzino, sradicando palloni a chiunque si presentasse nelle sue vicinanze.

Una menzione merita anche Antonini: l'esterno ex-Empoli e Sampdoria, nel pieno della sua carriera, ha finalmente mostrato di non essere 'abile' solamente in ambito italiano ma di avere finalmente la personalità per dire la sua anche in palcoscenici più prestigiosi: per consacrarlo saranno però necessarie altre conferme (stesso discorso anche per l'assente Abate). D'obbligo citare anche Bonera: dopo anni passati nell'oblio e a palesare , il jolly difensivo

A queste prestazioni hanno fatto da controaltare quelle dei 'giovani rampanti' di casa rossonera. A deludere sono stati soprattutto Nocerino ed Emanuelson: non ce ne vogliano l'italiano e l'olandese, ma la maglia del Milan, perlomeno da protagonisti, non fa per loro.

L'ex-Palermo è un leone contro le 'piccole' sia italiane che europee, ma quando il livello dell'avversario 'sale', scompare dal campo: è successo nelle due sfide contro l'Arsenal, è successo in campionato contro Roma, Inter, Juventus (goal a parte). Quando c'è da farsi vedere ancora di più, il suo potenziale, limitato, non glielo permette.


In Champions meglio i 'grandi vecchi' che dei
giovani senza attributi
Stesso discorso per l'ex-Ajax: non bastano due partite fatte bene e qualche sgroppata per diventare il trequartista del Milan, occorre esserci nei momenti decisivi. Qualcuno potrebbe aggiungere anche Boateng, ma per il ghanese si è trattato solamente di una questione fisica: ha già dato ampia dimostrazione di affidabilità, su di lui va costruito il Milan del futuro nel reparto centrale avanzato.

Ed è forse per questo motivo che la partita contro il Barcellona ha una volta per tutte, probabilmente, dato ragione ad Adriano Galliani ed Ariedo Braida: per vincere, soprattutto in Europa, se non ci saranno giovani interessanti a buoni prezzi (o se le casse della società non lo permetteranno), meglio puntare sull'esperienza. Ed allora ben venga Van Bommel, ben vengano nei prossimi anni i vari svincolati di lusso che potranno essere acquistati (Ballack, Lampard, Bosingwa, ecc. ecc.).

Per essere anche l'anno prossimo competitivo in Europa il Milan punti sull'esperienza piuttosto che sulla freschezza. Non sono i vari Seedorf, Nesta, Ambrosini, Abbiati (si parla di Handanovic) a dover essere sostituiti, i loro contratti vanno rinnovati almeno per un altro anno. Se proprio non sarà possibile, meglio affidarsi ad altri 'grandi vecchi' piuttosto che a giovani senza attributi. Il futuro, come spesso accade, ci potrà smentire, ma i 90 minuti di San Siro hanno, per il momento, emesso questa sentenza...

Sullo stesso argomento