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Del Piero e Vucinic trascinano i bianconeri con le loro magie, sarà finale all’Olimpico di Roma il 20 maggio, alla caccia della decima coppa.

In una partita infinita, intensa, combattuta, dai mille volti e risvolti, la Juventus centra la qualificazione alla finale di Coppa Italia dopo otto anni grazie alle splendide giocate dei suoi due attaccanti di maggior qualità: contro il Milan Del Piero illude i bianconeri sbloccando la gara nel primo tempo, Vucinic fa esplodere lo stadio nei supplementari con una magia da fuoriclasse assoluto, confermando così l’ottimo momento di forma attuale.

Conte può festeggiare la prima importante vittoria sull’acerrimo ‘nemico’ Allegri che deve rinunciare al sogno del ‘triplete’ di mouriniana memoria. I suoi ragazzi non giocano la miglior partita della stagione, soffrono tantissimo nel secondo tempo mostrando anche insolite disattenzioni difensive. Nei supplementari però la Juve si trasforma e trova la rete qualificazione proprio con il giocatore più voluto e sostenuto dal mister: Mirko Vucinic.

Chiellini è apparso lontano dai suoi standard abituali, forse perché ancora non al meglio dopo l’infortunio. In una serata di festa bianconera un solo nome non riesce ad iscriversi al registro del tripudio nella bolgia dello ‘Juventus Stadium’, Marco Borriello, subentrato a capitan Del Piero, ha avuto sul piede la palla buona per sbloccarsi ed evitare i supplementari: fallita, come troppo spesso gli capita quest’anno.


La Juventus tornerà a giocare una finale otto anni dopo l'ultima volta
In vista del big match di campionato contro l’Inter, l’ulteriore fatica dei supplementari si farà certamente sentire nelle gambe e soprattutto nella testa dei giocatori, Conte dovrà essere molto bravo a dosare le energie psico-fisiche usando il bilancino e magari puntando un po’ di più sulla qualità che troppo spesso in questa stagione ha finito con il marcire in panchina.

Il caro ‘vecchio’ Del Piero è ancora capace di dare il suo ottimo contributo alla causa in termini di classe, esperienza, carisma e perché no, goal. In certe partite contano più queste caratteristiche che l’esplosività atletica di un Matri o un Borriello, Conte se lo ricordi e non regali i soliti spiccioli di gara ad una delle ultime bandiere del nostro calcio.

E’ doveroso ricordare che a marzo questa Juve è comunque ancora in corsa per vincere entrambe le competizioni in cui era impegnata e si giocherà una finale, cosa che non accadeva dalla stagione 2003/04.

A Conte ed ai suoi ragazzi, qualunque sia il risultato a maggio, il merito di aver riportato la Vecchia Signora nell’elite del calcio nazionale dopo due settimi posti e in attesa di tornare a calcare i prestigiosi palcoscenici europei nella prossima stagione.

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