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Editoriale - I verdetti del calciomercato: Inter rimandata, tanto fumo e poco arrosto per Juve e Milan. La regina? Il Genoa!

Considerazioni finali sulla campagna acquisti invernali che ha appena chiuso i battenti. C'è chi esce rafforzato e chi avrebbe potuto (e dovuto) fare di più.

Si chiudono i battenti del Supermercato e la sensazione che resta è che, di Super, siano rimasti solo i sogni: Tevez è ancora in spiaggia a rosolare, Nainggolan (avessi detto) ha preferito restare a Cagliari, Motta alla fine ha scelto Parigi. Insomma, tanto fumo e niente arrosto. Proviamo a fare un bilancio del mese più pazzo del calcio.

LA DELUSIONE NELLA CODA
Probabilmente, se Borriello e Caceres fossero arrivati sul gong, anziché ad inizio gennaio, si sarebbe parlato di un ottimo mercato di Marotta&co. Invece, dopo un mese a parlare di Nainggolan, Pizarro, Guarin e chi più ne ha più ne metta, l’arrivo di Padoin nel finale lascia un po’ di amaro in bocca ai tifosi bianconeri.


La Juve doveva prendere
giocatori di primo piano
per inseguire un sogno
Ingiustificato, soprattutto se si pensa allo sfoltimento della rosa: finalmente, infatti, almeno i tre/quarti degli esuberi, bene o male, sono stati piazzati. Detto tutto questo, la sensazione che lascia il mercato della Juve è di incompiutezza.

Non ci convincono i 10 milioni impegnati per Caceres, né i cinque di Padoin e, in generale, ci sembrano obiettivi di secondo piano per una squadra che avrebbe dovuto sfruttare l’occasione per cogliere un’opportunità irripetibile: inserire elementi di qualità per lanciare la volata verso il sogno.

Opportunità sprecata con acquisti forse utili, ma non indispensabili e che non fanno fare il salto di qualità ad una squadra che, nel complesso, era già inferiore alle antagoniste e aveva sopperito alle lacune andando a mille.

A questo punto, meglio Palombo o Parolo di Padoin, meglio Guarin o Pizarro di Caceres, si poteva rinunciare a Borriello per un difensore. Forse sarebbe stato un mercato meno lungimirante, ma di certo più consono alle esigenze immediate. E di questo la Juve aveva bisogno: Carpe Diem. Amen.

RIVOLUZIONE MENEGHINA


Caso Tevez emblematico
di quando si devono fare
le nozze coi fichi secchi
Fuochi d’artificio sotto la Madonnina: in realtà, come dicevamo, è rimasto solo il fumo. L’arrivo di Tevez e la mancata cessione di Pato sono l’emblema delle difficoltà del Milan, e in generale del calcio italiano, obbligato a “fare le nozze coi fichi secchi”.

Detto addio a Carlitos, la foto alla tavola imbandita di Rio rimarrà probabilmente un marchio nerissimo sulla pur splendida carriera di Galliani, i tifosi rossoneri si son dovuti accontentare delle controfigure Maxi Lopez, mini Mesbah, reietto Muntari, pentimento Merkel e carneade Roggia.

Un altro mercato convulso che, però, non sposta gli equilibri. La fortuna del Milan è che, con quell’Ibra, partiva già da dieci posizioni di vantaggio. Dall’altra parte del Naviglio, invece, si piange Motta (spesso fischiato a San Siro) e si celebrano gli arrivi di Juan, Guarin e Palombo.


Giusto lasciar partire
Motta, ma ora l'Inter
dovrà trovare qualità
Sull’ex doriano ci siamo già espressi, ottimo colpo rapporto qualità/prezzo benché non più giovanissimo, mentre sugli altri due, visti anche i precedenti con Jonathan e Alvarez, aspettiamo il giudizio del campo (anche perché Guarin è arrivato già infortunato…).

Moratti ha fatto bene a lasciare andare Motta – non si trattiene un giocatore che ricatta la società – ma forse neanche lui sa quanto lo rimpiangerà: era l’unico a centrocampo a saper dettare i ritmi alla squadra, farla girare e darle qualità, né Guarin né Palombo hanno le stesse caratteristiche (e tanto meno Cambiasso o Zanetti). Urge, dunque, il recupero dee talento di Snejider, altrimenti neanche il 4-4-2 dell’aggiustatore Ranieri basterà…

LA REGINA E I SUOI VASSALLI
Gilardino, Sculli, Biondini, Carvalho e Belluschi, il Genoa – almeno sul mercato – si diverte a stupire. Ora toccherà a Marino tramutarlo in trame di gioco adeguate.

Forse, più che di un turbinio dal centrocampo in su, il tecnico siciliano avrebbe avuto bisogno di stabilità in difesa, ma di certo non può lamentarsi della generosità di Preziosi. I rossoblù –

Con una quadratura in difesa, questo Genoa sarebbe da Europa
qualora trovassero finalmente quadratura dietro – si candiderebbero ad un posto in Europa già in questa stagione.

All’arrosto del Genoa, fanno da contraltare i fumi di Fiorentina e Lazio: tante trattative, tante ipotesi prestigiose e, poi, la montagna che partorisce il topolino. Amauri e Candreva di certo non bastano a strappare la sufficienza, soprattutto perché sono più gli affari sfumati di quelli realizzati. Senza voto, ci verrebbe da dire, se fosse una partita e dovessimo fare le pagelle.

Uno e buono, invece, per il Napoli, che in effetti non chiedeva molto a questo mercato, perché le lacune in questo momento sono molto più psicologiche che tecniche. Vargas è un ottimo colpo in prospettiva, Pandev è quello a scoppio ritardato che sta cominciando a dare i frutti ora. Pochi e da verificare se buoni, gli arrivi in casa Roma, sulla quale il giudizio rimane inevitabilmente sospeso.

Poi ci sono tutte le altre che si sono affannate per tappare i buchi, ma solo il campo dirà se con esiti positivi.

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