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L'infortunio di Palacio fa sì che Stramaccioni si ritrovi con due soli attaccanti a disposizione, vale a dire Cassano e Rocchi: il tecnico pescherà dalla 'Primavera'?

Federico Casotti
Telecronista Sportitalia, Editorialista Goal.com

Sfortuna chiama sfortuna, recita un vecchio adagio. E il reparto avanzato dell’Inter pare rispecchiare in pieno i detti di una volta, a giudicare dall’incredibile percorso a ostacoli degli ultimi tre mesi. L’infortunio occorso a Rodrigo Palacio - lesione miotendinea di secondo grado del bicipite femorale sinistro – priverà per almeno un mese Andrea Stramaccioni della più autorevole controfigura in un ruolo, quello di centravanti, rimasto di fatto vacante dallo scorso 14 febbraio.

Dalla maledetta partita contro il Cluj in cui Diego Milito si è suo malgrado tolto di mezzo per il resto della stagione, l’Inter si è trovata a dover gestire un’emergenza inimmaginabile, per un club del suo livello. Una situazione creatasi nel giro di poche settimane, dove la sfortuna è andata ad annidarsi là dove i presupposti si erano già creati, in maniera più o meno consapevole, in sede di mercato invernale. Sull’acquisto di Rocchi, da tempo ai margini della Lazio e palesemente non più competitivo, si è detto molto e non è il caso di infierire in questa sede: non abbastanza si è detto invece sulle scelte che hanno portato i due gioielli della Primavera 2012 Campione d’Italia a non poter dare il loro contributo nel momento del bisogno.

LA STAGIONE DI RODRIGO PALACIO
25 Presenze in campionato
12 Goal in campionato
13 Presenze nelle coppe
10 Goal nelle coppe
129' Media per ogni goal
Samuele Longo è in prestito all’Espanyol, ma dopo un avvio positivo il suo minutaggio è calato progressivamente, complice anche l’esonero di Pochettino: la stessa Inter, aspettando solo la fine di gennaio per proporre agli spagnoli la fine anticipata del prestito, è andata incontro a un rifiuto prevedibile quanto evitabile, se ci fosse mossi in tempo.

La gestione di Longo lascia perplessi quanto quella di Livaja: è vero che il croato sta mostrando di avere un carattere certo non docile, e quindi bisognoso di una sana esperienza in provincia, ma era proprio necessario cederlo a gennaio in cambio di Schelotto, l’ennesimo trequartista?

Persi in questo modo i due giovani più pronti per la prima squadra, non più competitivo Rocchi, infortunati Milito e Palacio, la domanda diventa ora: chi giocherà in attacco contro l’Atalanta? Premessa: per forza di cose, l’Inter tornerà a schierarsi con una sola punta, un sistema di gioco utilizzato con successo nelle prime giornate (bella forza, la punta era Milito…) e rispolverato con esiti estremamente negativi nel primo tempo di Catania, con Rocchi titolare, e in casa contro il Bologna. Dei tanti, troppi trequartisti che popolano la rosa di Stramaccioni, l’unico con una certa attitudine da punta è Antonio Cassano, che potrebbe anche accettare di calarsi nella parte. L’alternativa-Rocchi è teorica ma rischiosa, almeno in partenza, così come l’idea di bussare alla porta di Bernazzani e chiedere a prestito uno dei pezzi pregiati dell’attuale Primavera.

L’unica prima punta di un certo spessore è il 20enne Francesco Forte, mentre in assoluto il più pronto per un atterraggio morbido in prima squadra – impatto con San Siro compreso – sembra essere Luca Garritano, attaccante esterno ma con la duttilità necessaria, almeno in Primavera, per poter fare anche la punta centrale. Si tratta di scommesse, inutile nasconderlo, ma con un fattore da non sottovalutare: Andrea Stramaccioni conosce bene questi ragazzi, perché prima di aggregarli alla prima squadra aveva avuto modo di aiutarli a crescere nella sua esperienza a livello giovanile.

Strama, più di chiunque altro sa qual è l’alternativa migliore tra l’”usato sicuro” e il nuovo non ancora rodato. Fermo restando che questa situazione affonda le sue radici in una gestione della rosa e del mercato che riguarda l’allenatore romano solo marginalmente.

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