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La squadra di Stramaccioni a Genova è stata cinica e concreta ma le fatiche per strappare i tre punti da Marassi sono andate ben oltre il punteggio finale.

Efficacia. È questa la parola che può sintetizzare il successo per 2-0 dell'Inter ieri sera contro la Sampdoria a Marassi. Non contavano la prestazione o il gioco, con la stagione che ormai volge al termine – e soprattutto in una situazione tale di classifica, alquanto delicata -, sono solamente i tre punti ad avere importanza, quantomeno per ritagliarsi un posto nelle prossime competizioni europee (parlare esclusivamente di Champions League sarebbe troppo presuntuoso, il terzo posto è quasi un miraggio).

In questa stagione, però, l'efficacia nerazzurra, per quanto raramente sia stata messa in mostra dalla squadra, ha un suo uomo simbolo: Rodrigo Palacio. Il successo dell'Inter è firmato ancora una volta dalla doppietta dell'argentino, ormai vero trascinatore della squadra. È difficile stabilire come sarebbe la stagione dell'Inter se non ci fosse El Trenza, ma non è difficile immaginarla peggiore: 12 reti in campionato, 22 fra tutte le competizioni. Palacio è una delle poche risorse alle quali l'Inter attuale si può aggrappare per tentare di salvare in extremis una stagione storta sotto tutti gli aspetti.

LA PARTITA | SAMPDORIA-INTER 0-2

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

SAMPDORIA
9
4
45%
6
1
2

INTER
4
2
55%
4
3
3

C'è rammarico nel vedere che fuoriclasse del suo calibro, e altri come Handanovic, non siano supportati da una squadra all'altezza. L'Inter ieri ha vinto, è vero, e non ha nemmeno subito goal, ma le fatiche che i nerazzurri hanno dovuto sopportare per strappare i tre punti da Marassi sono andate ben oltre il punteggio finale.

Nessuna partita per l'Inter di quest'anno è una passeggiata, ma è inevitabile che più si guardano lo stato attuale e il livello delle prestazioni offerte dai nerazzurri, più si torna indietro con la memoria a tre stagioni fa, quando guardare l'undici interista scendere in campo era sempre un piacere e un inno alla bellezza del calcio. Di bel calcio l'Inter ieri ne ha offerto proprio poco, l'impostazione della partita si è basata su un atteggiamento conservativo volto a sfiancare la Sampdoria, per poi trafiggerla nei momenti di disattenzione.

I goal, infatti, sono state due fiammate isolate, sufficienti comunque a portare a casa il bottino pieno. E sono state due fiammate di pregevole fattura: l'incornata di Palacio dell'uno a zero, già perentoria di per sé, è stata la conclusione ad una bella azione corale nerazzurra, nata da un buonissimo spunto individuale di Kovačić – a proposito, ieri il classe '94 croato è stato nettamente il migliore dei centrocampisti interisti, il suo talento sta emergendo sempre più – e proseguita da un (raro) cross preciso e ben dosato di Pereira.

Il due a zero, invece, è sortito da una splendida giocata di Palacio, che sfruttando lo sbilanciamento offensivo dei blucerchiati, ha messo a sedere Obiang e Palombo infilando dolcemente Romero. Nel mezzo, la partita dell'Inter è stata segnata da tanti calci, tanta fatica, e anche molta sofferenza. In un contesto del genere diventa difficile trovare tante note fuori dal coro (nell'accezione positiva del termine). Ma quelle di Palacio, soprattutto, e  la partita da vero leader di un giovane come Kovačić, bastano per essere soddisfatti.

Anche perché, ad essere onesti, sarebbe difficile optare per un punto di vista diverso a questo punto della stagione. Ormai mancano solamente otto partite, e il compito dell'Inter è noto a tutti: semplicemente deve vincerne il più possibile. Pertanto, non ha molto senso focalizzarsi su prestazioni come quella di Guarìn (a tratti veramente fastidioso per la plateale sufficienza con cui ha giocato), Cassano e Jonathan, i pensieri di Stramaccioni devono essere già rivolti alla prossima partita con l'Atalanta.

Ormai ciò che è fatto, è fatto, e se l'Inter non ha trovato delle soluzioni ai suoi problemi in un'intera stagione, è improbabile che ci riesca quando ormai manca così poco al traguardo finale. Dunque, essere efficaci per ottenere successi: l'unico, vero obiettivo di Strama e compagnia dev'essere questo. E poi, quando sarà il momento opportuno, verranno fatti tutti i calcoli del caso.

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