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Una zampata di Montolivo, autore di una grande gara, regala al Milan tre punti preziosissimi che consolidano il terzo posto in classifica. 'Supermario' si conferma decisivo.

Tre punti in un campo difficile, in un terreno di gioco ormai da anni ai limiti della praticabilità, una vittoria che regala ulteriore fiducia in vista dei prossimi difficili impegni. Il Milan supera il Chievo e continua la sua corsa consolidando il terzo posto in classifica, grazie anche ai risultati favorevoli maturati nel pomeriggio sui campi delle inseguitrici.

Non è stata di sicuro la più bella partita offerta dai rossoneri in questa stagione a livello di gioco, ma i ragazzi di Allegri hanno tenuto in controllo la gara dal primo all'ultimo minuto, mostrando una maturità ormai consolidata ed impensabile soltanto fino a qualche mese fa.

L'arrivo di Balotelli a gennaio, come affermato dallo stesso tecnico toscano, si è rivelato più che mai l'arma in più di questo 'Diavolo': il centravanti azzurro sembra davvero aver trovato la giusta dimensione nella sua squadra del cuore, riuscendo a convivere con le costanti provocazioni avversarie e controllandosi nelle reazioni.

'Supermario' sta letteralmente trascinando l'attacco del Milan. Nei momenti di difficoltà i compagni lo cercano e lui riesce sempre a trovare una giocata utile: la grande fisicità gli permette di proteggere perfettamente il pallone, guadagnando falli preziosi e facendo salire il baricentro della squadra.
LA PARTITA | CHIEVO-MILAN 0-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

CHIEVO
5
2
39%
4
2
6

MILAN
11
9
61%
4
5
1

Il numero 45 rossonero ha poi nelle sue corde delle giocate incredibili, che ricordano sempre più quello Zlatan Ibrahimovic che fino allo scorso anno faceva infiammare San Siro. Pochi giocatori al mondo trovano la porta come lui da qualsiasi posizione, calciando anche da fermo con una facilità imbarazzante.

In un momento in cui El Shaarawy sta leggermente rifiatando, dopo un girone d'andata vissuto da trascinatore, l'apporto di Balotelli risulta fondamentale.

Se davanti questo nuovo Milan sembra aver trovato più di un punto fermo, a centrocampo i rossoneri hanno trovato una vera e propria colonna: Riccardo Montolivo. L'ex Fiorentina non sbaglia una partita ormai da mesi ed è sicuramente uno di quelli che più è cresciuto dal suo arrivo a Milanello.

Come succedeva con Pirlo, la squadra si affida a lui quando c'è da impostare l'azione in qualsiasi situazione, anche la più difficile. Abbina sempre giocate di qualità ad una fase di non possesso migliorata partita dopo partita. Nella serata di Verona è anche risultato decisivo con la sua zampata sulla respinta di Puggioni, come il più rapace dei bomber.

Ma uno dei veri punti di forza di questo Milan è rappresentato sicuramente dalle fasce, dove i due terzini Abate e De Sciglio garantiscono ormai da tempo una grande solidità difensiva ed una preziosa continuità in fase di spinta.

La partita contro il Chievo ha però presentato anche qualche punto negativo. Come Robinho ad esempio, tornato titolare dopo parecchio tempo ma sembrato già con la testa in Brasile. Il suo addio sembra ormai certo a fine stagione e l'ex Real Madrid ha alternato qualche buona giocata a tratti di totale assenza, vagando per il campo in cerca di uno spazio che, in questo nuovo Milan, sembra ormai non trovare più.

Luci ed ombre anche per Muntari, che non ha di certo la qualità per rimanere un intoccabile nell'undici rossonero: il ghanese ha mostrato ancora una volta tutti i suoi limiti tecnici quando viene pressato, sbagliando anche appoggi elementari. In questo senso si dovrà operare nel mercato, andando a cercare magari un altro centrocampista che possa dare alternative di gioco al tuttofare Montolivo.

Discorso diverso invece per Massimo Ambrosini, autore di una prova maiuscola al Bentegodi. Il capitano non può più reggere impegni ravvicinati, ma sta dimostrando di essere ancora molto prezioso davanti alla difesa se viene utilizzato con il giusto dosaggio.

Nel complesso la squadra ha mostrato ancora una volta di aver fatto grandi passi avanti dal punto di vista dell'equilibrio difensivo e gli stessi giocatori in campo ne sono consapevoli. Una grande squadra nasce da una buona difesa e, nonostante le non eccelse qualità individuali dei due centrali di difesa, i rossoneri hanno raggiunto una soddisfacente solidità nella fase di non possesso, grazie anche al notevole sacrificio dei centrocampisti e degli attaccanti esterni.

La sensazione è che questa ossatura, con qualche innesto di buon livello (specialmente al centro della difesa), possa davvero tornare ad essere protagonista ad alti livelli, con ottime basi per un nuovo ciclo. Molto dipenderà però dai prossimi tre impegni in campionato, dove gli esami contro Fiorentina, Napoli e Juventus saranno decisivi nella rincorsa ad un posto in Champions League. Allegri ha diverse frecce nel suo arco in questo momento, il 'Diavolo' è pronto per la volata finale.

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