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Le considerazioni di Federico Casotti sulle mosse di mercato della Vecchia Signora: ci sono i margini per un nuovo capitolo di natura tattica...

Complice la pausa dei campionati, negli ultimi giorni si è tornato a parlare di mercato con una certa consistenza: vero che il via alle trattative è ancora di là da venire, ma sappiamo bene come i movimenti sottotraccia siano vivi più che mai, soprattutto in vista di un’estate priva di grandi tornei e dunque destinata a premiare chi saprà muoversi nei tempi migliori.

Mentre Conte continua a mettere sotto torchio il gruppo in vista della micidiale quattro-giorni tra San Siro e Allianz Arena, i dirigenti della Juventus stanno cercando di mettere a fuoco gli obiettivi di mercato per la prossima estate. Quella che i bianconeri si apprestano a effettuare non sarà una campagna acquisti banale, perché forse per la prima volta dal 2006 la Juventus si trova con tutte le condizioni – economiche, tecniche e di immagine – per tentare con credibilità l’ingaggio di un vero top player di spessore internazionale.

Sanchez, Jovetic, Suarez: la Juve
punta dritto uomini da 'tridente'
Per Marotta e Paratici sarà dunque importante azzeccare l’identikit del giocatore gradito a Conte e insieme degno di meritare un maxi investimento. Dei nomi circolanti per l’attacco, mi sento di escludere con una certa sicurezza Zlatan Ibrahimovic: o perlomeno, in questo momento non ci sono assolutamente le condizioni economiche per far riuscire la trattativa. Anche con la migliore volontà del duo Ibra-Raiola, la differenza tra l’attuale ingaggio del numero 10 del Psg e il tetto salariale dei bianconeri sarebbe inconciliabile.

Chiarito l’equivoco-Ibra, ecco che le due candidature più autorevoli - in attesa di segnali sul fronte Sanchez dopo la visita dell'agente in Italia - diventano Stevan Jovetic e Luis Suarez, ciascuno con i suoi pro e contro. JoJo negli ultimi giorni ha flirtato con la Premiership, ma le sue parole potevano anche essere un gesto di cortesia nei confronti dei cronisti inglesi al seguito della Nazionale di Hodgson. Così, se da una parte la tentazione di sbarcare nella NBA del calcio resta forte, dall’altra ci sono i buoni uffici di Mirko Vucinic, che nel ritiro del Montenegro avrà sicuramente speso parole suadenti per trasferire la loro intesa anche a livello di club.

A favore di Jovetic giocano l’età (23 anni) e il fatto di essere diventato grande nel nostro campionato, conoscendone già segreti e malizie; senza dimenticare l’importanza di giocare nel 4-3-3 di Montella, che l’anno prossimo potrebbe essere riproposto pari pari da Conte, con Llorente spalla del montenegrino nel ruolo ricoperto quest’anno da Toni. Lo scoglio principale è legato al costo del cartellino, perché per quanto tra Jovetic e i Della Valle ci sia un accordo tra gentiluomini per agevolare il decollo della carriera del ragazzo, è facilmente intuibile come la Juventus non sia proprio l’interlocutore favorito del club viola.

Llorente centrale, Vucinic al suo
fianco: c'è una casella vuota...
Nessun problema di questo tipo si verificherebbe con il Liverpool, che è distante 9 punti dal quarto posto e dalla Champions, condizione minima posta da Suarez per la sua permanenza ad Anfield. Rispetto a Jovetic ritengo che Suarez abbia una maggiore duttilità tattica, forgiata negli anni trascorsi all’Ajax, quando nel 4-3-3 marchio di fabbrica degli olandesi partiva sempre molto defilato, sfruttando i movimenti di un centravanti-boa come Pantelic.

Nel Liverpool per un breve periodo ha interagito con Carroll, salvo poi trasformarsi nel più efficace dei bomber con l’avvento di Brendan Rogers. Non è casuale il fatto che Suarez, punta centrale nel 4-2-3-1 dei Reds – vale a dire un 4-3-3 riveduto e corretto – abbia ripreso a segnare su medie “olandesi”, molto più rispetto a quando era ingabbiato nel prevalente 4-4-2 di Dalglish.

Il dilemma è bello grosso, perché da una parte il tridente Jovetic-Llorente-Vucinic garantisce all’attaccante spagnolo rifornimenti di qualità sopraffina, ma forse a prezzo di una continuità non eccelsa; viceversa, un trio Suarez-Llorente-Vucinic garantirebbe maggiore equilibrio e minore dipendenza realizzativa dallo spagnolo. Conte sceglierà l’esaltazione del talento o un filo più di equilibrio? La risposta arriverà quest’estate.

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