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Analisi - I numeri parlano chiaro: con il difensore argentino in campo la squadra di Stramaccioni ha subito molti meno goal...

Lo chiamano da sempre "The Wall" e non è un caso. Walter Samuel è stato un pilastro portante dell'Inter del Triplete e paradossalmente lo è ancora di più in quella singhiozzante di Stramaccioni. Inutile negarlo, la presenza in campo dell'argentino non passa inosservata e non solo per la prestanza fisica. Samuel infatti, più che un muro difensivo, rispecchia una barriera di carattere e orgoglio che fa crescere il rendimento e la sicurezza di tutta la squadra. Senza di lui, i giovani compagni di reparto, si perdono. Spengono la luce, non trovano la via e l'Inter, di conseguenza, perde equilibrio, punti e partite. Del resto parlano i numeri e le situazioni.

I trentaquattro anni della carta d'identità sono impietosi e si riflettono sul minutaggio: 1233 minuti passati sul campo in dodici partite totali in campionato. Tante, troppe assenze che hanno minato l'assetto tattico ballerino individuato da Stramaccioni che sul suo rientro, in casa del Chievo alla quinta giornata di andata, fondò la cavalcata di sette vittorie consecutive che culminò con l'illusorio trionfo di Torino. Samuel-Juan Jesus-Ranocchia, difesa a tre superarcigna e spazio al tridente offensivo. Col primo rientro di The Wall, l'Inter volava, salvo crollare a Bergamo con l'Atalanta, guarda caso in sua assenza. Con lui in campo la media punti era da scudetto, 2.16, con 0.92 gol subiti di media.

Ma è nel 2013 che i nerazzurri e le loro medie sono crollate, dopo l'ennesimo infortunio dell'argentino. L'ultima partita giocata in campionato è stata quella contro il Genoa, 1-1 a San Siro, ma è a Udine, con Samuel assente per i noti problemi al tendine d'Achille, che l'Inter crolla. Un tre a zero netto che mina le poche certezze di una squadra che ora è in caduta libera. Samuel manca da dieci partite, la difesa - ridotta al minimo dagli stop di Ranocchia e dell'invisibile Silvestre - fa acqua da tutte le parti. La media punti senza di lui è scesa a 1.2, da zona salvezza risicata e la squadra prende 1.8 gol a partita. Decisamente troppo per puntare a grandi traguardi ma anche cartina al tornasole di un deficit strutturale nella rosa nerazzurra.

L'IMPORTANZA DI 'THE WALL': I NUMERI DELLA STAGIONE
CON SAMUEL SENZA SAMUEL
12 Partite 16 Partite
26 Punti 21 Punti
2,16 Media punti 1,31 Media punti
11 Goal subiti 27 Goal subiti
Media Goal/s 0.92 Media Goal/s 1.69

Tolto Samuel infatti, Stramaccioni non ha a disposizione un giocatore in grado di dare compattezza al reparto e guidarlo, sia che si giochi a tre o che si giochi a quattro. Juan Jesus è giovane e talentuoso, ma per il momento sta mostrando dei limiti nel difendere da centrale in uno schieramente a quattro. Non a caso la sua esplosione è avvenuta durante “la fase a tre” e con The Wall a guidarlo passo passo. Ranocchia, altro buon giocatore, è troppo discontinuo e alterna grandi prove a falle clamorose. Anche per questo l'Inter, nel prossimo mercato, oltre a rifare l'attacco dovrà puntellare la difesa. Samuel non è eterno, ma ora è tornato in gruppo. Chissà che anche Stramaccioni possa tornare a vedere la sua Inter giocare “benebbene”.

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