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Il terzino rossonero ha confermato anche nell'amichevole di ieri sera contro il Brasile di essere pronto per giocare ai massimi livelli. La fascia sinistra azzurra sarà tutta sua.

Quando un giocatore di vent'anni fa il suo esordio in Nazionale, solitamente le gambe tremano, l'emozione prende il sopravvento e l'agitazione impedisce alla testa di ragionare con lucidità. Non è il caso di Mattia De Sciglio, che nell'amichevole contro il Brasile ha fatto il suo esordio con la maglia dell'Italia dal primo minuto. Il giovane terzino del Milan è sceso in campo con la personalità del veterano, mostrando a tutti di essere pronto per i palcoscenici più prestigiosi.

Allegri lo ha lanciato in prima squadra lo scorso anno, nella seconda metà della stagione. Dopo qualche indecisione iniziale, Mattia ha mostrato fin da subito una spiazzante prontezza in campo, convincendo il ct ad integrarlo definitivamente nel Milan di quest'anno. Partita dopo partita, gli avversari di turno sulla sua fascia facevano sempre più fatica. De Sciglio gioca con l'ordine tattico del veterano, con una maturità insolita per un ragazzo della sua età.

Fascia destra o sinistra non fa differenza: nel Milan ha prima tolto il posto a Ignazio Abate, per poi spostarsi sull'altra corsia, dove sembra aver trovato la dimensione perfetta. La miglior prestazione probabilmente nel derby contro l'Inter, dove è risultato a tratti devastante in fase di spinta, pur riuscendo a mantenere grande equilibrio in difesa.

Tecnica, corsa e personalità: l'Italia ha trovato il terzino sinistro che mancava
Con un De Sciglio al top della forma, non si capisce infatti come mai Allegri abbia preferito schierare Constant al suo posto nel match del Camp Nou, considerando anche il fatto che il francese era leggermente acciaccato da un infortunio.

Ragazzo pulito e senza troppi grilli per la testa, De Sciglio rappresenta il nuovo che avanza, un giovane talento che qualsiasi club vorrebbe aver trovato in casa propria. Il tutto a conferma di uno spiccato atteggiamento di valorizzazione della linea verde che in Italia sta ricominciando a prendere vita. Un lato positivo da non sottovalutare nell'ambito della crisi economica che la nostra Serie A sta attraversando.

I paragoni illustri si sono già sprecati, a cominciare da chi lo associa a Mauro Tassotti, suo attuale mentore nella casa del 'Diavolo'. Ma quello che intriga maggiormente i tifosi rossoneri è ovviamente l'accostamento a Paolo Maldini.


Come il capitano storico milanista, De Sciglio è un destro naturale che gioca a sinistra e come lui calcia benissimo con entrambi i piedi, oltre al fatto di essere nato a Milano e di aver cominciato a muovere i primi passi da calciatore proprio nelle giovanili del Milan, all'età di 10 anni.

Ma la cosa che più li accomuna è sicuramente il fatto di aver bruciato le tappe, sia con il club che in azzurro, dove l'ex numero 3 ha fatto il suo esordio soltanto un anno prima dell'attuale gioiello di mister Allegri.

A differenza dei grandi nomi che lo hanno preceduto però, De Sciglio ha iniziato la sua carriera in azzurro contro un avversario di grande livello come il Brasile, in quella che era molto più di una semplice amichevole. Ma il giovane 'canterano' rossonero non si è fatto intimorire e non ha accusato minimamente nessun accenno di pressione.

Qualche piccola sbavatura c'è stata in occasione delle due reti carioca, responsabilità che però vanno ampiamente divise con gli altri elementi della difesa italiana. Ma durante l'arco della partita si sono viste giocate di gran sicurezza, senza la minima indecisione in ogni singolo passaggio, abbinando buona corsa ad un ottimo tempismo in fase di chiusura. La sensazione è che quella fascia sarà sua per parecchio tempo, l'Italia ha trovato una nuova colonna sulla quale costruire il suo futuro.

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