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Ripartire da Kovacic: come esaltarlo al massimo per renderlo un pilastro dopo la buona prova col Tottenham

Sarà che in coppa ha sulle spalle il numero 29, invece che il 'pesante' 10 ereditato da Wesley Sneijder. Sarà anche che il Tottenham è sceso in campo a San Siro forte del 3-0 dell'andata e convinto che sarebbe stata poco più di una passeggiata. Sta di fatto, però, che nei 79' disputati settimana scorsa contro i londinesi, i tifosi dell'Inter hanno ammirato tutto il talento di Mateo Kovacic, 18enne croato sbarcato a gennaio ad Appiano Gentile, strappato all'agguerrita concorrenza dei principali club europei.

Piazzato davanti alla difesa e con due mastini ai lati come Gargano e Cambiasso, l'ex centrocampista della Dinamo Zagabria ha preso per mano i compagni e li ha quasi condotti a un'impresa che sarebbe stata storica. Testa alta, geometrie e una personalità inaspettata per un ragazzo così giovane, che piano piano sta facendo vedere di che pasta sia fatto. Da quello che si è visto sin qui ha davvero le carte in regola per diventare un pilastro di questa Inter in piena ricostruzione, purché continui a lavorare a fari spenti e senza montarsi la testa.

I NUMERI DI KOVACIC IN NERAZZURRO
7 Le presenze complessive
435 I minuti complessivi
0 Goal
1 Assist
1 Ammonizioni
Sotto questo punto di vista, bisogna riconoscerlo, Stramaccioni sta lavorando bene. Manca di continuità, è vero, ma è abbastanza normale per un ragazzo così giovane, che comunque è stato uno dei pochi a salvarsi nella debacle contro il Bologna. Certo, ci sono anche delle prestazioni (Fiorentina e Tottenham all'andata) completamente da dimenticare, ma fa parte del progetto di crescita.

Non bisogna fare l'errore, però, di pensare che il talentino croato possa essere la soluzione di tutti i mali nerazzurri. Con 10 partite ancora da giocare non bisogna sovraccaricarlo di attese e aspettative, ma lasciarlo ambientare con calma. D'altronde il suo arrivo a Milano è stato anticipato dalla partenza di Sneijder e dalla grande concorrenza per acquistarlo e quindi tutto ciò che di buono farà da qui a fine stagione sarà tanto di guadagnato per la prossima. Intanto le sole 7 gare sin qui disputate hanno tolto ogni dubbio sulla posizione in campo in cui rende meglio: davanti alla difesa, ma senza compiti di schermo e con due mastini ai suoi fianchi, Kovacic ha dimostrato di trovarsi a suo agio. Come contro il Cluj: a parte qualche passaggio in orizzontale un po' rischioso, la sua prova è stata di grande sostanza, con l'assist per il 2-0 di Palacio come ciliegina sulla torta. Ancora meglio contro il Tottenham, dove ha anche dimostrato una buona propensione nel recuperare i palloni.

In una squadra con una certa fisionomia il suo rendimento avrebbe una maggiore continuità e l'inserimento sarebbe agevolato. Non è il caso di questa Inter, vittima di troppi alti e bassi. Il punto più alto, manco a dirlo, a Torino contro la Juventus, il prossimo avversario dopo la sosta. La squadra, però, ha dimostrato di soffrire di vertigini ed è prontamente tornata sulla terra già dalla settimana seguente. Ma per Kovacic la Juve può aspettare: prima può godersi la prima convocazione con la nazionale maggiore croata per le sfide contro Serbia e Galles. Brucia le tappe il giovane croato: se sarà un predestinato lo sapremo presto...

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