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Il 21enne santista è la luce che illumina un Brasile mediocre: fantastica la progressione che ha portato al 2-0 contro l'Italia. È giunto il momento di lasciare il nido.

Quando, al 42' del primo tempo di una gara da poco sbloccata dal Brasile, si è fatto mezzo campo da solo servendo ad Oscar il cioccolatino del raddoppio, Neymar ha fatto vedere tutto quello di cui è capace. E che può tranquillamente fare anche fuori dai confini natii. Ne siamo certi: le critiche e le perplessità di chi non lo ritiene pronto per l'Europa sono destinate a scomparire col tempo.

Quando parte palla al piede, non ce n'è per nessuno. Se poi ha una spalla adeguata con cui dialogare, meglio ancora. Per questo Neymar sarebbe perfetto nel Barcellona del tiqui taca, anche se un eccessivo individualismo potrebbe penalizzarlo nei perfetti ingranaggi blaugrana. Che sia Barça o meno, comunque, il Brasile, inteso come nazione, va ormai stretto al 21enne di Mogi das Cruzes.

LA PARTITA DI NEYMAR
Passaggi: 49
Passaggi riusciti: 84%
Palloni recuperati: 3
Tiri fuori: 2
Tiri in porta: 0
Assist: 1
Falli subiti: 1
Falli fatti: 2
Non è una singola prestazione che può condizionare le opinioni, anche se indubitabilmente Neymar era atteso al varco, stasera, per testarne le capacità contro una difesa più solida di quelle che trova in patria. Il suo voto è condizionato in positivo dalla straordinaria azione del 2-0 di Oscar, ma anche da un primo tempo a ottimi livelli. In negativo, invece, da una ripresa in calo, coincisa con l'annientamento della Seleção dal campo.

Di certo, il santista è una delle poche luci che illuminano un Brasile mediocre su cui Scolari dovrà lavorare molto, in termini di gioco, compattezza e vivacità offensiva. Partendo da sinistra ed accentrandosi, oppure agendo direttamente al centro poco dietro la prima punta, è devastante. E viene voglia di pensare a cosa farebbe, una volta abituato agli schemi e al modo di interpretare il calcio che vigono nel nostro Continente.

La sensazione è che i brasiliani debbano mordersi le mani per averlo trattenuto al Santos, prigione dorata e ben remunerata (grazie agli sponsor), ma limitativa per un talento del genere. In vista dei Mondiali del prossimo anno, che la verdeoro deve vincere sì o sì, la stella più fulgida di Scolari sarà un giocatore che, a meno di colpi di scena, non avrà ancora calcato con costanza i terreni dei campionati più importanti.

Lui ha il club bianconero nel cuore, e laggiù è adorato anche da molti tifosi avversari, che lo vedono più come una popstar che come un calciatore. Ma deve staccarsi dal nido e tentare di volare. È maturato acnhe mentalmente rispetto agli esordi, è pronto per l'Europa. Sfrutti al più presto l'occasione di misurarsi con gli altri fuoriclasse del globo, e a beneficiarne sarà non solo lui, ma anche la Seleção.

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