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I bianconeri sono a +9 sul Napoli e dovrebbero perdere almeno un terzo delle gare da qui alla fine del campionato per riaprire il discorso Scudetto: praticamente impossibile.

Tifosi bianconeri, tranquilli. Antonio Conte non se ne andrà presto. Le sirene estere continueranno a suonare, certo, ma a vuoto. Dopo le rassicurazioni di Andrea Agnelli e quelle di Gigi Buffon, ad esprimersi è stato proprio il diretto interessato, mettendo nel mirino il primato di longevità sulla stessa panchina di Sir Alex Ferguson, al Manchester United dal 1986. Si vedrà.

Intanto la sua Juventus sta prendendo familiarità con la parola ‘record’. Tanti ne ha battuti, tanti ne batterà, se terrà questo ritmo infernale, di gran lunga superiore a quello della passata stagione, quando a questo punto del campionato aveva 6 punti in meno. Il raffronto col passato è particolarmente interessante. La difesa si è mantenuta solida (con appena 18 reti incassate, una in più dell’anno scorso), ma a migliorare è stato l’attacco, oggi capace di segnare 11 gol in più. In totale fanno 57 realizzazioni, tante quante la Juve di Capello che aveva in rosa Ibrahimovic,Trezeguet, Del Piero e Mutu. Evidentemente il Top Player può aspettare.

Resta imbattibile il record di Capello: 177pt in due campionati
Solo nei punti raccolti quella squadra resterà superiore a questa, avendo raggranellato nel biennio 2004/06 ben 177 punti. Anche se dovesse vincerle tutte, la Juve di Conte si fermerebbe a 176. Ma ad interessare ai tifosi non sono tanto i raffronti statistici, quanti i trofei raccolti e un bis tricolore farebbe pareggiare il conto con Capello.

La Champions invece farebbe pendere la bilancia dalla parte di Conte, che oggi può guardare al campionato con estrema serenità, avendo 11 punti sul Milan e 9 sul Napoli. Ciò significa che a 9 giornate dal termine, la Vecchia Signora dovrebbe perdere almeno un terzo delle gare da qui alla fine del campionato. E ovviamente il Napoli dovrebbe rispondere sempre presente.

Molto difficile, francamente. Anche perché i calendari più o meno si equivalgono. Quello della Juve non sarà facile, dovendo affrontare lontano dalle mura amiche – tra le altre – Inter, Lazio e Torino e il Milan in casa. Ma anche i partenopei avranno due trasferte difficilissime (con Milan e Roma, all’ultima) e una tosta al San Paolo, con l’Inter.

Insomma, avendo passato in vetta 26 delle 29 giornate attuali, resta difficile credere a un ribaltone finale, pur tenendo conto delle fatiche europee. L’esultanza rabbiosa di Conte dopo Bologna basta e avanza per capire che questa squadra non abbasserà la guardia. Mai.

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