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Tra il probabile addio di Mazzarri e quello possibile del Matador, si prospetta un'estate di rinnovamento al San Paolo. Con i proventi della Champions tesoretto a cinque stelle.

'Certezze zero'. E' questo lo slogan ideale del momento che sta vivendo il Napoli, tra il futuro immediato e quello ad ampio raggio. Si sa quel che si è oggi ma non si ha la minima idea di cosa si diventerà a partire dal prossimo 21 maggio: si può sintetizzare così lo scenario nel pieno della volata Champions, del tormentone Mazzarri e del tira e molla su Cavani.

La situazione meno incerta delle tre - siamo nel campo delle pure sensazioni - pare essere quella legata alla panchina: molto più semplice scommettere su una partenza di Mazzarri piuttosto che sul prolungamento del binomio più longevo in Serie A. Tre anni e mezzo a Napoli ne valgono sette altrove. Il rapporto sembra ormai logoro, consumato, forse svuotato dell'energia necessaria per restare al top.

Il Napoli aspetta Mazzarri, almeno secondo la versione ufficiale di De Laurentiis, perchè un Mazzarri motivato al massimo è ancora la scelta migliore possibile per questo Napoli. La questione, come si diceva, è tutta negli stimoli che può ancora offrire l'avventura partenopea al tecnico livornese e di riflesso all'intero ambiente. Quanto margine esiste ancora per far di meglio in una piazza complessa e complicata come Napoli? Il primo snodo del futuro azzurro ruota attorno alla risposta che Mazzarri si darà da qui a qualche settimana.

Non sto pensando ad altri allenatori ma solo ad aspettare Mazzarri, che è il tecnico del Napoli. Con lui rapporto leale

- Aurelio De Laurentiis

L'impressione è che nel club si siano preparati ad un nuovo regno già dalla scorsa estate, quando in seguito ad una campagna acquisti ridotta al minimo indispensabile si lasciarono del tutto intatti i proventi della partecipazione alla Champions League (27.4 milioni) sfruttando solo il ricavato della cessione di Lavezzi. Come a dire: mettiamo qualcosa nel salvadanaio per l'estate 2013, quando - Mazzarri o no - ci sarà da spendere.

Se ricostruzione dovrà essere, insomma, potrà poggiare su basi solide, su un gruzzolo di partenza in grado di fruttare a meraviglia se speso con arguzia e raziocinio. Gruzzolo che potrebbe assumere contorni mastodontici qualora la temuta partenza di Cavani si concretizzasse la prossima estate.

Nessuno a Napoli si augura di perdere il Matador. Al di là dell'appannamento dell'ultimo periodo, si sta parlando di una macchina da goal da 95 reti in 130 presenze in azzurro, tra i migliori cinque centravanti al mondo. Per De Laurentiis dipende tutto da due fattori: un pazzo che firmi un assegno da 63 milioni e la volontà del giocatore. Troppo poco per dormi sonni tranquilli. Pensare ad un Napoli senza Cavani, come nel caso di Mazzarri, non rappresenta un eccesso di pessimismo, bensì un esercizio di realismo.

La clausola è alta perchè vogliamo resti qui, ma se un pazzo sborserà 63M allora lo ascolteremo. L'ultima parola sarà sua

- Aurelio De Laurentiis

Avrebbe un che di fantascientifico, pur essendo del tutto reale, il gruzzolo di cui sopra, in caso di cessione del Matador. Ai 63 milioni della clausola andrebbero aggiunti gli introiti della Champions League, scegliete voi se quelli rimasti in cassaforte la scorsa estate o quelli che il Napoli può e deve agguantare con una volata autoritaria da qui alla fine del campionato.

Gli azzurri si ritroverebbero all'alba di una nuova estate e di una nuova era, senza Mazzarri e Cavani ma con un 'contentino' da 90 milioni a disposizione per ricostruire e dar vita ad nuovo ciclo ancora più competitivo. Fondamentale sarà parlar chiaro e scegliere bene come utilizzare il tesoretto, per tagliare i ponti con un passato in cui si è sperperato troppo spesso.

La storia del calcio è ricca di esempi di sacrifici ripagati a suon di vittorie e investimenti coraggiosi premiati sul campo. Come i 17 milioni puntati dal Napoli su Cavani tre anni fa, per restare in tema. Competenza, intuizione e disponibilità: i tre ingredienti semplici per il successo. Con Edi o senza Edi, per gli azzurri sarà l'estate della svolta.

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