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Analizzando i numeri di El Shaarawy è possibile notare come la media-goal del 'Faraone' sia precipitata dopo l'arrivo in rossonero di Mario Balotelli. Semplice coincidenza?

Non si può parlare di un caso. Nel senso di problema. Ma nemmeno di casualità. El Shaarawy non gioca meglio con Pazzini piuttosto che con Balotelli, ma semplicemente nel primo caso è più protagonista piuttosto che nel secondo.

È uscito arrabbiato dalla sfida contro il Palermo solo perché non è riuscito a fare quello che avrebbe potuto, solo perché i palloni giocati e giocabili sono stati meno rispetto al solito. Paradossalmente anche rispetto a quanto accaduto nella sfida di Champions League contro il Barcellona, dove il Faraone due o tre volte era riuscito a trovare qualche spazio per calciare in porta. Ma qui non si tratta di inserimenti, varchi od occasioni. Qui si tratta solo di un mero aspetto psicologico insito nel gruppo.

Cominciamo dal principio. Quando in estate venne ceduto Ibrahimovic ci fu uno sconforto generale nel riconoscere che a quel punto sarebbe venuto a mancare il grande fuoriclasse in grado di risolvere una partita da solo. Poi salì in cattedra El Shaarawy che con personalità e una maturità insolita per i suoi soli 20 anni è riuscito a trascinare il Milan verso traguardi insperati a inizio stagione. Il punto di riferimento in attacco era diventato lui: il Faraone.

L'attaccante italo-egiziano si è preso sulle spalle la squadra e la squadra stessa lo ha seguito cercando di creargli le migliori condizioni perché il suo talento esplodesse. Con Ibrahimovic in attacco non era possibile. Lo svedese catalizzava tutti i palloni, ma solo perché il gruppo si fidava di lui e delle sue qualità. Qualunque giocatore in difficoltà passerebbe il pallone a Ibra nella speranza che possa succedere qualcosa. In qualunque partita che non si sblocca lo svedese diventava il punto di riferimento unico perché riuscisse a rompere gli equilibri.

I NUMERI DI EL SHAARAWY, PRIMA E DOPO BALO
PRE-BALO POST-BALO
29 Partite giocate 8 Partite giocate
2278 Minuti giocati 627 Minuti giocati
18 Goal 1 Goal
1 Goal ogni 126' 1 Goal ogni 627'

Per un buon periodo di tempo questo stato d'animo si è riversato sul Faraone. Era lui a risolvere le partite del Milan. A gennaio però è arrivato un giocatore che molto assomiglia a Ibrahimovic. Soprattutto per lo spessore del suo apporto in attacco. 7 goal in 6 gare sono numeri importanti. E la fiducia sale a tal punto che se, ad esempio, Montolivo si trova pressato a metà campo, pur di non perdere il pallone, tenterà il lancio in profondità. E questa probabilmente anziché essere diretto sull'esterno sinistra dove agisce El Shaarawy, sarà indirizzato al centro dove c'è Supermario. Questione di istinto. Di sicurezze. Niente di più.

Sono meccanismi che è normale si creino all'interno di un gruppo, dove c'è il riconoscimento di un leader, o meglio di vari leader. Se Ambrosini gestisce la leadership nello spogliatoio, attualmente Balotelli consolida la sua al centro dell'attacco. Nulla di male. Anzi. Non significa che uno sia meglio di un altro. Significa solo che in due - e avercene due come loro - le cose non potranno che migliorare per il Milan.

Insieme sono il futuro. Con più o meno palloni giocabili, ma con un talento che non si discute. Non c'è un caso, ora nel Milan c'è semplicemente un'altra opzione importante. Ed è da lì che bisogna proseguire per un "progetto" che farà crescere un po' tutti...

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