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La Champions dà, la Champions toglie: l’urna di Nyon, materna nell’assegnare agli ottavi il malleabile Celtic, si rivela matrigna nei quarti, abbinando la Juventus al Bayern Monaco

La Champions dà, la Champions toglie: l’urna di Nyon, materna nell’assegnare agli ottavi il malleabile Celtic, si rivela matrigna nei quarti, abbinando la Juventus al Bayern Monaco di Jupp Heynckes. Senza molti giri di parole, si tratta dell’avversario più difficile che potesse capitare alla squadra di Conte, la reale favorita per la vittoria finale insieme alle due spagnole.

Parlano i numeri di una stagione vissuta sin qui a un numero di giri altissimo: campionato vinto quasi matematicamente già ai primi di marzo, con 20 punti di vantaggio sul Borussia Dortmund a 10 giornate dalla fine, ancora in corsa ovviamente in Coppa di Germania, qualificazione ai quarti di Champions gestita con qualche affanno dopo l’autorevole 3-1 dell’Emirates.

Sarà durassima, ma sono queste le sfide che danno il vero sapore a un’annata di Champions
In attesa di Guardiola, i bavaresi hanno già dalla loro un collettivo costruito con raziocinio nel corso degli anni e cementato negli ultimi mesi dal formidabile cammino in Bundesliga, che ha dato a Muller e compagni una crescente sicurezza nei propri mezzi.

Difficile trovare reali punti deboli in una squadra che ha nel pacchetto avanzato una macchina perfetta: Ribery sulla sinistra, Kroos in mezzo, Muller sulla destra (e Robben in panchina) sono trequartisti che rappresentano il sogno di qualsiasi centravanti.

Un sogno diventato realtà per Mario Mandzukic, cercato quest’estate proprio dalla Juve e invece esploso in maniera definitiva in Baviera, dove si è rivelato attaccante completo, sia in fase di conclusione che in fase di sponda, facendo venire una gran malinconia a un certo Mario Gomez, che dopo l’infortunio ha faticato a rivedere il campo come ai bei tempi.

Nel 4-2-3-1 di Heynckes la diga formata da Schweinsteiger e Javi Martinez rappresenta una coppia di mediani di inusitata qualità, mentre se proprio vogliamo trovare un possibile sassolino in un ingranaggio altrimenti perfetto, questo può insinuarsi nelle pieghe della difesa. Dante, Boateng e Van Buyten assicurano presenza fisica e intelligenza tattica, ma nell’ultimo periodo le amnesie si sono presentate con eccessiva frequenza, sia contro il Fortuna Dusseldorf sia in Champions contro l’Arsenal.

L’impressione, dalla recenti uscite, è quella di una squadra alla quale importi innanzitutto di tenere in mano il pallino del gioco, alzando e abbassando il ritmo a proprio piacimento, ma che nello stesso tempo sia poco abituata a essere aggredita dall’avversario.

Nelle recenti uscite in Bundesliga, anche avversari di spessore come Schalke, Wolfsburg o lo stesso Dortmund hanno affrontato i bavaresi con eccessiva riverenza, consegnandosi a loro nel gioco ancor prima che nel risultato.

Una Juventus organizzata e battagliera, con raziocinio e buonsenso, non parte affatto battuta, già a cominciare dalla trasferta dell’Allianz Arena, dove ad esempio due elementi estremamente tecnici come Giovinco e Vucinic possono rappresentare uno scenario che il Bayern quest’anno non è stato abituato ad affrontare e gestire.

Senza scomodare l’antico timore che accompagna i tedeschi al cospetto degli italiani quando si parla di pallone (ma anche sì!), io dico che questa Juventus se la può giocare. Sarà durissima, ma in fondo sono proprio queste le sfide che danno il vero sapore a un’annata di Champions League.

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