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Contro il Tottenham tutto ha funzionato alla grande. Resta il rimpianto per un'impresa solo sfiorata ma questa gara può segnare una svolta.

I primi rimpianti vanno a quell'occasione d'oro capitata sui piedi di Cambiasso al 92', o a quel colpo di testa di Ranocchia al penultimo minuto dei supplementari. Se quel diagonale del Cuchu fosse finito solo di qualche centimetro più a sinistra, e se quell'incornata del numero 23 nerazzurro fosse stata leggermente più centrale, staremmo qui a parlare di un'altra storia. O meglio ancora, di una vera impresa storica. In realtà, già è un'impresa essere arrivati ai supplementari dopo il lapidario 3-0 dell'andata. Non ci sperava nessuno, tantomeno dopo l'imbarazzante Inter vista domenica sera contro il Bologna.

Invece l'Inter di ieri sera è stata mostruosa, rispettando a pieno l'appellativo di “pazza” che spesso le viene attribuito. Una partita eroica, a tratti epica, nel momento più buio di tutta la storia recente della squadra. Nessuno, davvero nessuno avrebbe scommesso un centesimo di fronte alla possibilità di vedere il Tottenham alle corde e preso a pallate per tutta la gara, dopo la straripante prestazione dei londinesi nella gara di andata. Gli inglesi, invece, in quel di San Siro sono stati per tutto il tempo leziosi e superficiali, ma la squadra che ieri si è trasformata per davvero è stata l'Inter.

LA PARTITA | INTER-TOTTENHAM 4-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

INTER
17
11
51%
6
6
1

TOTTENHAM
10
4
49%
5
4
5

I nerazzurri, infatti, hanno messo in campo una grinta e un orgoglio mai visti in tutte le altre gare di questo 2013 sommate insieme. Sembrava che in campo ci fosse un'altra squadra, rispetto a ciò a cui l'Inter ha abituato in questa seconda parte di stagione.

Davvero tutti, a parte forse Guarìn, hanno giocato su livelli eccezionali e in molti casi mai visti prima d'ora: da Jonathan, autore nettamente della miglior partita nella sua carriera nerazzurra, a Kovacic, faro del centrocampo interista e protagonista di una prestazione impressionante per la sua età. E poi tutti gli altri: Cambiasso, Zanetti, Juan Jesus, Palacio, Cassano. Tutta la squadra merita di essere elogiata allo stesso modo dopo una partita come quella di ieri, contro un avversario che solo fino a sette giorni fa sembrava di un altro pianeta.

E come aveva testato spesso a proprie spese durante questa tortuosa stagione, l'Inter forse si è finalmente resa conto di quanto un approccio corretto alla partita possa essere determinante ai fini del risultato. Ieri i nerazzurri sono entrati in campo con lo spirito giusto, mettendo subito in chiaro le proprie intenzioni.

Probabilmente la consapevolezza di dover ribaltare un risultato così pesante come il 3-0 ha dato uno stimolo in più alla squadra, che di certo non sarebbe mai riuscita a riequilibrare il passivo al novantesimo se avesse regalato un tempo come suo solito.

Certamente il Tottenham ci ha messo molto del suo, giocando con una difesa in completo black-out per tutta la partita. L'Inter è stata brava ad approfittarne, soprattutto sfruttando nelle ripartenze le paurose amnesie difensiva dell'altissima retroguardia degli Spurs.

Già all'andata si erano verificate due circostanze molto simili a quelle che hanno portato alle azioni più pericolose di ieri, con Alvarez e Palacio che si erano divorati due goal a tu per tu con Friedel. Ieri invece di occasioni da rete ne sono state create a valanghe: per Palacio, Cassano e Guarìn (i tre del tridente schierato da Stramaccioni) le verticalizzazioni centrali e/o le ampie aperture laterali dei centrocampisti erano dei veri e propri assist su piatti d'argento.

Anche a livello tattico tutto è funzionato alla grande sull'inerzia della voglia di compiere l'impresa di ieri, a dimostrazione di come le partite si vincano prima nella testa, e poi nelle gambe. Chissà se l'Inter riuscirà ad applicare la lezione imparata da ieri sera anche al campionato, potrebbe trattarsi di una svolta ancora potenzialmente decisiva, seppur in colpevole ritardo. Rimane il rammarico per l'impresa sfuggita per un soffio e per la qualificazione sono sfiorata, ma le conseguenze che una partita del genere può avere su tutte le altre rimanenti sono innumerevoli.

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