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Tre punti che valgono oro quelli conquistati sul campo del Genoa, frutto di una prestazione fatta di sacrificio e concretezza: il 'Diavolo' è pronto per la battaglia del Camp Nou.

Il Milan passa anche sul campo del Genoa e consolida il terzo posto in classifica, in attesa dei risultati delle altre avversarie. Una vittoria tanto sofferta quanto importante, ottenuta in uno stadio storicamente ostico per i colori rossoneri. Il 'Diavolo' ha messo da parte il gioco spumeggiante delle precedenti partite, tirando fuori il suo lato battagliero e mostrando a tutti di saper anche soffrire.

Un allenamento sicuramente fondamentale in vista dell'impegno europeo in programma tra qualche giorno al 'Camp Nou' contro il Barcellona, quasi come se i rossoneri avessero impostato volutamente una partita di attesa per collaudare la propria tenuta difensiva.

Ed è proprio dalla difesa che sono arrivati i segnali più positivi per Allegri. La coppia centrale formata da Mexes e Zapata sembra aver trovato il giusto affiatamento, seppur ancora con qualche amnesia di troppo. Ma i miglioramenti dalle prime uscite sono evidenti, in particolare per il colombiano: dopo la notevole prestazione offerta contro i marziani blaugrana, anche la partita di Genova ha eletto l'ex Villareal tra i migliori in campo.

In generale è comunque tutta la fase di non possesso ad aver fatto passi da gigante: i centrocampisti forniscono sempre grande filtro alla zona centrale, mentre sulle fasce i ripieghi difensivi di El Shaarawy e Niang sono sempre preziosissimi.

LA PARTITA | GENOA-MILAN 0-2

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

GENOA
19
7
50%
7
1
3

MILAN
8
5
50%
2
1
4

Soffermandoci sulle fasce non possiamo non accorgerci di uno dei principali punti di forza di questo 'nuovo' Milan: i terzini. Ad inizio stagione molti riponevano le maggiori preoccupazioni proprio in questa zona.

Abate garantisce ormai da tempo una certa sicurezza ed è migliorato tantissimo nella fase di spinta, dove riesce sempre a sprigionare la sua straripante potenza atletica; mentre De Sciglio migliora di partita in partita, destra o sinistra non fa differenza.

Il giovanissimo terzino rossonero impressiona per la facilità con cui riesce ad arrivare sul fondo per quasi tutta la partita, senza mai concedere troppo al diretto avversario di fascia.

Constant ha macchiato la sua prestazione con la reazione tanto folle quanto ingenua che ha lasciato in dieci i rossoneri, ma il francese è sicuramente uno degli elementi che più è migliorato sotto la gestione di Allegri.

Il centrocampo, dicevamo, ricopre un ruolo fondamentale per gli equilibri difensivi del Milan: del resto l'allenatore toscano ha sempre gradito una mediana muscolare, con almeno due elementi di interdizione in campo contemporaneamente.

Se da un lato Flamini ha confermato di avere un polmone in più degli altri, Muntari ha palesato tutti i suoi limiti tecnici: quando il ghanese viene pressato va in grande difficoltà. E in un match impostato sulla difensiva, come presumibilmente sarà quello del 'Camp Nou', diventa fondamentale saper gestire il pallone per far rifiatare la squadra nei momenti di difficoltà.

Ineccepibile invece Montolivo, divenuto ormai un vero e proprio pilastro di questa squadra: tecnica da vendere, personalità e grandi miglioramenti anche nell'interdizione, di lui Allegri proprio non può fare a meno.

E' stato un Milan non bello, che ha saputo soffrire, messo sotto da un Genoa combattivo per quasi tutta la durata della partita. Gli uomini di Ballardini hanno pressato alto e costretto i rossoneri a difendere nella propria metà campo, a tratti addirittura nella propria area di rigore.

Il 'Diavolo' ha fatto le prove di barricate, alzando un muro invalicabile sul quale i rossoblù andavano regolarmente a sbattere. E quando il muro è stato perforato ci ha pensato un Abbiati in formato super a chiudere la saracinesca.

Ma la partita di Genova ha espresso un verdetto: questo Milan sa soffrire anche quando non gioca bene, si sa difendere con ordine e sa colpire al momento giusto, evidenziando grandissima concretezza ed un cinismo spietato. Fattori tirati fuori proprio a ridosso del Barcellona, proprio come se Allegri avesse voluto fare un test.

Una concretezza inaspettata, considerando le numerose palle-goal non sfruttate dagli attaccanti nelle ultime uscite. Ma una concretezza che servirà fino all'ultima goccia nella trasferta più difficile del mondo in Champions League.

Per la partita del 'Camp Nou' è in dubbio Pazzini, al quale è bastata una sola gamba per mettere la firma sul match, segnando peraltro un gran goal. L'attaccante è uscito proprio pochi istanti dopo aver sbloccato l'incontro per una botta al ginocchio.

A Barcellona non ci sarà sicuramente Mario Balotelli, al quale invece è bastata una palla giocabile sotto porta per bucare Frey, dopo un avvio nervoso e svogliato, complice anche una precaria condizione fisica. Ma 'Supermario' si conferma un valore aggiunto: in pochi trovano la porta così facilmente da qualsiasi posizione.

Se questo Milan è riuscito a portare a casa i tre punti nonostante una prestazione non esaltante, fatta più di cuore che di gioco, allora i tifosi possono davvero ben sperare. Il calcio vive di segnali, adesso tocca al 'Diavolo' lanciare il più importante, nella notte europea contro i 'Marziani'.

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