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Prestazione ad hoc dei ragazzi di Conte, che hanno dimostrato grande maturità e compattezza nell’affrontare una partita insidiosa dal punto di vista psicologico

Non serviva chissà quale sforzo alla Juventus per accedere ai quarti di finale, alla luce del risultato nettamente favorevole maturato al Celtic Park tre settimane addietro. E difatti i bianconeri, ieri sera, non hanno speso ingenti fatiche, disputando una buona partita, sufficiente a sottomettere, ancora una volta, la compagine scozzese. Ciò non vuole ovviamente sminuire la prestazione dei Campioni d’Italia, che vanno anzi elogiati per aver mantenuto un alto grado di concentrazione.

Cosa che non andava considerata scontata, perché partite con un vantaggio di 3 goal a 0, peraltro segnati in trasferta, avrebbe potuto frenare le motivazioni di chiunque. E se ciò non è successo va dato ampio merito ad Antonio Conte, che sino all’ultimo minuto ha continuato ad incitare i suoi ragazzi come se la qualificazione fosse ancora in gioco. Elemento che denota, ancora una volta, una mentalità chiaramente vincente.

Il match di ieri, oltre ovviamente ad essere importante ai fini della qualificazione, è stata occasione per dare spazio ad alcuni uomini sin qui poco utilizzati o che, comunque, nelle gerarchie della squadra sono evidentemente dietro i cosidetti titolarissimi. Ed in quest’ottica, le risposte date da chi è stato chiamato in causa sono state eccellenti.

Emblema principale di ciò è Fabio Quagliarella. L’attaccante stabiese non partiva coi gradi del titolare da quasi un mese e mezzo, precisamente dal match interno di campionato pareggiato contro il Genoa lo scorso 26 gennaio. Allora Quagliarella aveva siglato il goal del momentaneo vantaggio, ed altrettanto ha fatti ieri (anche se stavolta ha firmato il raddoppio), dando dimostrazione di poter offrire alla causa bianconera un contributo importante.

LA PARTITA | JUVENTUS-CELTIC 2-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

JUVENTUS
8
6
44%
1
3
1

CELTIC
14
7
56%
3
2
1

L’ex attaccante di Sampdoria e Napoli non si è però limitato alla semplice segnatura: si è dannato l’anima, correndo in lungo e largo per tutti i 90 minuti, e risultando decisivo anche in occasione della rete di Matri.

Risposta dunque importante e d’orgoglio, che Conte terrà sicuramente presente. Del resto, con il goal di ieri, Quagliarella ha raggiunto Giovinco in cima alla lista dei capocannonieri stagionali della Juventus, con la differenza, non trascurabile, del numero di presenze: ben 35 per la ‘Formica Atomica’, ‘solo’ 22 per il compagno di reparto, che può vantare l’invidiabile media di 1 realizzazione ogni 94 minuti circa. Un dato che deve sicuramente far riflettere e non può assolutamente essere ignorato.

Sempre rimanendo ai singoli, impressionante come al solito Andrea Barzagli, che stavolta ha agito sul versante sinistro della difesa a 3. L’ex Wolfsburg ha dato ennesima conferma delle sue qualità, colpevolmente ignorate, troppo a lungo, dalle big del nostro calcio.

Marotta lo ha prelevato nel gennaio del 2011 alla cifra irrisoria di 500.000 euro, e Conte ne ha fatto una colonna portante ed irrinunciabile della squadra. Non esageriamo nel dire che sia tra i migliori interpreti del ruolo in Europa. Ieri è stato impeccabile, come sempre, in fase difensiva, ma anche al momento di far ripartire l’azione ha detto la sua: per avere conferma, basti guardare l’azione del goal del vantaggio.

Insomma, non che vi fossero grandi dubbi, ma la Juventus ha dimostrato, ancora una volta, di poter dire la sua in Europa. Non avrà il livello qualitativo di Real Madrid e Bayern Monaco, ne’ l’esuberanza del Borussia Dortmund, e neppure individualità del calibro di Ibrahimovic e Thiago Silva come il Paris Saint Germain.

Però è una grande squadra, dotata di un’efficientissima organizzazione di gioco, di elementi dal valore indiscusso e tra i migliori interpreti del proprio ruolo (vedi Buffon, Barzagli, Chiellini, Vidal, Pirlo e Marchisio), di carattere, di notevole compattezza e, soprattutto, di un grande allenatore che ha tutte le qualità per diventare tra i grandissimi del caso: Antonio Conte.

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