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Due anni fa l'esterno gallese realizzò una tripletta a San Siro e fece ammattire Maicon a Londra: è lui il pericolo numero 1 per i nerazzurri.

E' il pericolo pubblico numero 1. Il suo sinistro è un'arma impropria che sa fare davvero male. Gareth Bale si ritrova di fronte l'Inter, quella stessa squadra contro la quale, la sera del 20 ottobre 2010, la sua fama varcò i confini d'Oltremanica.

Partita strana quella di San Siro, nel girone di qualificazione di Champions League, gara da pazza Inter: i nerazzurri chiusero avanti il primo tempo per 4-0 e in superiorità numerica (espulso il portiere Gomes), nella ripresa si rilassarono sul rotondo risultato e rischiarono l'atroce beffa. Tutta colpa di un ragazzotto gallese di appena 21 anni, che realizzò una tripletta incredibile: a inizio ripresa partì in volata dalla sua metà campo e chiuse con un diagonale preciso sul secondo palo per l'1-4. Al 90’ azione e gol in fotocopia (2-4), poi in pieno recupero calò il tris dopo una azione personale di Lennon.

Era il 20 ottobre del 2010 quando Bale, con una tripletta, fece impazzire San Siro
Per fortuna dell'allora squadra allenata da Benitez la gara era ormai agli sgoccioli, ma la sensazione che con una manciata di minuti in più l'harakiri sarebbe stato completo torna a galla anche dopo due anni e mezzo. L'erede di Ryan Giggs fece male ai nerazzurri anche nel match di Londra: nessun gol, ma due assist e tante folate sulla fascia sinistra da far venire il mal di testa a Maicon.

Ne è passata di acqua sotto i ponti da allora, quello che a quei tempi era un diamante grezzo è a poco a poco diventato uno dei gioielli più splendenti nella vetrina inglese. Inter e Milan ci avevano fatto un pensierino quando se ne parlava un gran bene esclusivamente nei salotti di Sua Maestà la Regina. Poi l'esplosione in Europa ha fatto lievitare il prezzo del suo cartellino, tanto che ora ci vogliono almeno 50 milioni di euro per strapparlo agli Spurs. L'estate scorsa il club londinese rispedì al mittente i 40 milioni messi sulla bilancia dal Barcellona.

Tottenham che ha resistito ai tanti corteggiamenti di questi ultimi due anni, ma che difficilmente a fine stagione riuscirà a trattenerlo. D'altronde come è possibile non far spiccare il volo verso i più forrti club d'Europa a un ex terzino capace di segnare già la bellezza di 23 goal in stagione tra club e Nazionale (16 in Premier League)? I numeri da attaccante di razza e un sinistro che non perdona fanno gola a squadroni come Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco. La créme del calcio mondiale, insomma, è pronta a sfidarsi in un'asta all'ultimo euro.

Un'ascesa costante, una crescita esponenziale rallentata da qualche problema fisico di troppo. Il tallone d'Achille del fenomeno di Cardiff è la schiena, che gli impedì di giocare la doppia sfida di Champions con il Milan nel 2011 e che la scorsa estate lo costrinse a rinunciare alle Olimpiadi di Londra. L'infortunio più grave la rottura dei legamenti del ginocchio destro nel dicembre 2007, alla prima stagione a White Hart Lane, mentre nel maggio del 2011 sono stati i legamenti della caviglia sinistra a saltare.

Purtroppo per l'Inter, Bale sta attraversando un momento di forma splendido: due gol su punizione al Lione, altra doppietta in Premier al West Ham e un gol nel derby con l'Arsenal nell'ultimo turno di campionato sono un biglietto da visita che fa una certa paura. Soprattutto perché nella squadra nerazzurra non sembra esserci nessuno in grado di contrastare in velocità e fisicamente il mancino gallese, che al massimo della forma è immarcabile. L'arduo compito toccherà a capitan Zanetti, che a quasi 40 anni è chiamato all'ennesimo miracolo della sua fantastica carriera.

Pensare che il Tottenham sia solo Bale sarebbe un errore, ma non c'è dubbio che disinnescarlo vorrebbe dire aumentare di molto le chance di qualificazione.

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