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La Fiorentina ha battuto per 2-1 il Chievo, meritando i tre punti in virtù delle tante occasioni da rete costruite. Ma è stata anche una vittoria che ha messo in luce delle pecche.

Una Fiorentina non bella strappa contro un buon Chievo un successo fondamentale per restare in scia nella volata all'Europa. Tre punti pesantissimi, viste le battute d'arresto di Lazio e Catania, che tengono i viola teoricamente in corsa anche per la Champions, con il Milan davanti a sole tre lunghezze. Ma i fantasmi della brutta sconfitta di Bologna non sono stati spazzati via.

A livello di prestazione, infatti, contro il Chievo si è vista una delle peggiori Fiorentina 'vincente'. Eppure la partita si era messa molto bene, con una spettacolare punizione di Pasqual (anche ieri il migliore in campo dei Viola) che dopo pochi minuti metteva la gara decisamente in discesa. Montella riproponeva ancora la formula a 4 dietro e 3 davanti, con il rientro di Pizarro in mezzo e Toni centravanti, ma con l'assenza di Cuadrado sulla destra, sostituito nella posizione da Jovitic. Una mossa che non ha convinto, con il talento montenegrino troppo spesso fuori dal centro dell'attacco e mai deciso a spingere e saltare l'uomo in velocità, al contrario delle sgroppate micidiali del colombiano, la cui assenza ha pesato moltissimo sulla qualità del gioco dei gigliati.

Una volta in vantaggio, gli 11 di Montella invece di costruire una partita 'classica', con molto possesso palla ad esplorare tutto il fronte d'attacco tenendo il pallino del gioco, si sono fatti prendere da una insolita frenesia e imprecisione, finendo per perdere il possesso del centrocampo fino al termine del primo tempo. Prestazione sotto tono per Aquilani, timido e poco pungente, e anche l'inossidabile Borja Valero nella prima frazione è stato spesso fuori dal gioco, costretto più a rincorrere gli avversari che creare calcio.

Pizarro, infatti, ha sofferto non poco la marcatura fissa di Seymour, a volte persino raddoppiato da Guana o Jokic, smistando la palla con meno precisione e con qualche errore di misura per lui insolito. Inoltre il centrocampo viola è stato meno corto e compatto del solito, così che i centrali clivensi ben si inserivano negli spazi tra le linee prendendo in contropiede la retroguardia viola, che spesso veniva presa d'infilata, ballando pericolosamente. Così è arrivato il goal del pareggio, meritato per il Chievo.
LA PARTITA | FIORENTINA-CHIEVO 2-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

FIORENTINA
26
5
56%
5
1
2

CHIEVO
11
1
44%
3
3
1



Nel secondo tempo Montella cambia subito tornando al 'fido' 3-5-2, con Romulo che agisce da vice Cuadrado al posto di Ljajic (vivace ma non pungente), e con Borja Valero finalmente più dentro al gioco, a supportare Pizarro e dialogare bene palla a terra. Però la Fiorentina non solo non riesce sfondare, ma fallisce tante, troppe limpide occasioni da rete, continuando nello stesso canovaccio visto nel primo tempo, e anche in altre recenti partite. Arriva l'assedio dei padroni di casa, ma la Fiorentina brilla soprattutto per poca lucidità e cattiveria sotto porta. Questo il peccato originale della formazionie viola, problema che si trascina dietro da inizio 2013 e che non riesce a superare, finendo per perdere partite clamorose come a Catania e Bologna, e rischiando di non vincere nemmeno in casa.

Alla fine il goal sospirato arriva, da una punizione di Pasqual, con torre in mezzo di Toni, e buttato dentro quasi in modo involontario da Larrondo (primo centro in viola); oltre che fortunosa la rete è anche macchiata dalla posizione di partenza di Toni, di poco in fuorigioco. Rete discutibile, ma successo meritato viste le tante occasioni create. Successo che fa tirare un sospiro di sollievo ma che deve anche far riflettere non poco Montella su vari aspetti della sua squadra e sul suo percorso di crescita.

Intanto, la squadra è parsa più in fiducia con i 3 difensori dietro e le due ali larghe a spingere. Il 4-3-3 che tanto aveva incantato contro l'Inter necessita forse di essere ancora provato e tarato, perché in mezzo un Chievo veloce, ma non straordinario, ha messo non poco alle corde i centrali viola, sia di centrocampo che di difesa. Inoltre è da sottolineare come ancora le due reti siano venute da palle inattive. Non una novità, semmai un plus straordinario per la Fiorentina, che come nessuna in serie A riesce a capitalizzare queste situazioni.

Ma eccetto alcune splendide parentesi, come la recente nottata magica contro l'Inter o alcune partite tra ottobre e novembre (momento di massimo splendore in stagione), la squadra viola fa terribilmente fatica a segnare su azione. Forse si esagera nel numero dei passaggi smarcanti, nel voler piazzare a tutti i costi l'uomo solo davanti al portiere, quasi che la ricerca dello splendido movimento palla a terra finisse per 'castrare' l'istinto dei giocatori di cercare la porta con più egoismo. Ljajic per esempio nel primo tempo ha tentennato un paio di volte, pur avendo un buon spazio per tirare in porta ha comunque preferito un controllo difficile o la ricerca di Jovetic e Toni.

E va anche sottolineata la scarsa precisione al momento di buttarla dentro, con alcuni errori imperdonabili per gente con un tasso tecnico così buono come Borja Valero, Aquilani e compagni. Possibile che sia anche un blocco psicologico? Montella ha parlato spesso di mancanza di cattiveria e cinismo. Lui era attaccante di razza, uno che vedeva la porta come pochi, quindi se ne intende. Forse è proprio da lì che dovrà passare la crescita definitiva della Fiorentina, nel trovare la via del goal con più continuità su azione, con giocatori più determinati e cattivi sotto porta, tentando più spesso il tiro dal limite e con triangoli a 2 tocchi, non 4 o 5.

Una partita come quella contro il Chievo, che ha rischiato fortemente di essere solo pareggiata, era da chiudere facilmente nel primo tempo, con le limpide occasioni create. Idem quella di inizio 2013 in casa col Pescara, o le partite di Catania e di Bologna, tutte alla fine perse dopo averle dominate sul piano del gioco e nel numero delle palle goal create. In un campionato strano e compresso come l'attuale, con 9 punti in più la Fiorentina sarebbe clamorosamente a 54, seconda a far da 'anti-Juve'; per come sono andate in campo le tre sconfitte citate, affermarlo non è fantascienza.

Non si può pretendere che tutto vada sempre 'dritto', e che una superiorità tecnica e di gioco si materializzi sempre in punti, visto che l'imprevedibilità è il fascino dello sport. Ma la differenza tra una stagione positiva, se non straordinaria, ed una solo medio buona la fanno proprio partite così, quelle non vinte per colpa di errori clamorosi sotto porta. Tutti a Firenze si augurano di non vivere un'estate di tristi rimpianti.

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