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I biancocelesti sono apparsi spenti e poco convinti, anche se sulla serataccia di San Siro hanno pesato pure gli errori dell'arbitro Rizzoli. Lotito dovrebbe farsi sentire...

Dubbi, sospetti, malelingue e pregiudizi. Era nell’aria la debacle della Lazio di Petkovic, troppo rimaneggiata e troppo poco competitiva in trasferta negli ultimi mesi per poter affrontare ad armi pari un Milan in forma europea. Troppi elementi assenti, troppa poca convinzione nei propri mezzi alla base degli ingredienti che hanno condito la sonora sconfitta in terra milanese.

Ma, a rovinare la serata alla banda del tecnico bosniaco, non è stata solo la prova poco convincente degli undici schierati in campo. La vera nota negativa della serata è stata sicuramente l’operato dell’ormai arcinoto arbitro Nicola Rizzoli, divenuto famoso nel mondo del pallone per una serie di sviste oltre il limite della decenza. Quando a San Siro c’è Rizzoli, il Milan non perde mai.

LA PARTITA | MILAN-LAZIO 3-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

MILAN
22
8
60%
7
3
3

LAZIO
9
3
40%
3
1
3

Sarà un caso, sarà la sfortuna, però la poca fede che c’è nei confronti del fischietto della sezione di Bologna viene spesso e volentieri confermata sul campo tramite errori marchiani quasi sempre pro Milan. Premesso già in precedenza che la Lazio non fosse di sicuro nelle migliori condizioni per affrontare il team rossonero, bisogna giocoforza analizzare le decisioni del direttore di gara modenese.

Corre il minuto quattordici quando il lesto El Shaarawy viene presumibilmente a contatto con Antonio Candreva. Se il contatto c’è, è fuori area e infatti l’arbitro dopo una consultazione con i suoi assistenti fischia calcio di punizione dal limite. Quando tutto sembra risolversi con un nonnulla, ecco la zampata decisiva del direttore di gara che espelle Candreva per fallo da ultimo uomo.

Se l’arbitro guardava nella direzione giusta, ci si chiede come abbia fatto a non vedere André Dias a fianco del talento romano. Lazio in dieci, proteste inutili e punizione che finisce in un nulla di fatto. La pressione del Milan sale vertiginosamente, la Lazio si schiaccia dietro e va sotto nei minuti finali della prima frazione. Ancora protagonista Nicola Rizzoli che non vede un fallo da dietro di El Shaarawy su Pereirinha in netto anticipo sul Faraone, palla a Pazzini che a porta quasi spalancata insacca indisturbato.

Game, set and match direbbe qualche cronista appassionato di tennis, dato che la squadra capitolina si rintana in sé stessa e decide di limitare i danni di una sconfitta già annunciata. Il resto della partita è quasi un allenamento per i rossoneri, i biancocelesti tirano i remi in barca e accettano passivamente il predominio degli avversari. Segnano Boateng e ancora Pazzini, ma nessuno si scandalizza più di quel tanto.

Sì, perché la partita è iniziata al primo minuto di gioco e si è conclusa al quattordicesimo. Troppo grande l’errore di Rizzoli sull’espulsione di Candreva, così come il fallo di 'EL92' sul portoghese Pereirinha in occasione del vantaggio rossonero. A risultato acquisito, il tecnico di Sarajevo regala benzina nelle gambe a Ederson e Saha, facendo rifiatare gli spremuti Hernanes e Floccari e concedendo loro una bella vetrina in casa rossonera.

Ok, un tre a zero lascia sempre poco spazio alle interpretazioni, però quella vista stasera non può essere la Lazio che tutti abbiamo ammirato in questa stagione. Chissà cosa succederà, chissà quale sarà il discorso dello Special Three bosniaco. Di sicuro, oltre al discorso ai giocatori, cercherà di far capire alla società l’importanza di ricambi all’altezza della situazione. Senza Konko, Mauri e Klose diventa difficile segnare o addirittura creare palle goal.

Ma di tempo da perdere in recriminazioni ce n’è davvero poco, è giunta l’ora di rimboccarsi le maniche e di fare un passo indietro per quanto riguarda le scelte societarie. Cavanda in questo momento non può stare fuori dal gruppo, inoltre occorre cambiare la linea collaborativa nei confronti delle designazioni arbitrali.

Stando sempre zitti si rischia di fare la figura dei fessi, mentre parlando troppo si incorre spesso in multe salate. Ma un atteggiamento mediatorio, ovvero fare un po’ la voce grossa, risulta così anti-moralista secondo il presidente Lotito? Accettare l’arbitraggio di Rizzoli è come darsi la zappa sui piedi, ma a questo il presidentissimo ci ha spesso abituati...

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