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Pochi rimpianti per la ‘Vecchia Signora’, il cui vantaggio sulla diretta inseguitrice rimane invariato. Grande prestazione della difesa, centrocampo ed attacco un po’ sottotono.

Ha poco di che rimproverarsi la Juventus dopo il pareggio conseguito ieri sera in casa del Napoli, e se c’è una squadra che deve prendersela con sé stessa, è quella allenata da Mazzarri, che aveva quasi l’obbligo di portare a casa i 3 punti per riaprire il discorso scudetto. Così non è stato e, per adesso, il tricolore continua a viaggiare in direzione Torino. Fermo restando che di partite, davanti, ve ne sono ancora undici.

La squadra di Conte ha disputato un primo tempo magistrale, ma sarebbe stato opportuno segnare il goal del 2 a 0: avrebbe incanalato la partita verso una determinata direzione, senza dubbio favorevole alla Juventus, dalla quale gli avversari difficilmente avrebbero potuto deviare. Ed ecco che qui ritorna a galla il cronico problema della Juventus: la mancanza di un uomo goal spietato, di quelli che, alla prima ‘mezza’ occasione, non perdonano il portiere che si trovano di fronte.

LA PARTITA | NAPOLI-JUVENTUS 1-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

NAPOLI
12
5
52%
7
4
1

JUVENTUS
10
7
48%
5
2
3

Stavolta a far disperare i Campioni d’Italia non è stato Sebastian Giovinco (probabilmente il migliore o comunque il meno peggio degli attaccanti utlizzati), bensì Mirko Vucinic che, nel giro di pochi minuti, ha fallito due ghiotte occasioni, la seconda delle quale più difficile da sbagliare che da trasformare. Se il montenegrino avesse mandato la palla in rete, probabilmente saremmo qui a commentare la vittoria che avrebbe, di fatto, chiuso il campionato. Così non è stato ed è bene che lo tengano presente Marotta e Paratici, nella prossima sessione di mercato, dato che non è la prima volta che accade. Ciò non vuol ovviamente sminuire il valore del numero 9 della Juventus, ma è chiaro come, a fronte di tanta classe cristallina, non corrisponda altrettanta spietatezza sotto porta.

Se c’è da elogiare un reparto in particolare scegliamo la difesa, dove il rientrante Chiellini, oltre ad aver siglato la rete del momentaneo vantaggio, ha dato ulteriore stabilità ad un reparto che ha finalmente ritrovato il suo leader. Del resto, a vedere le azioni da gioco si può notare come sia stato necessario, per il pareggio del Napoli, un tiro di Inler deviato per ben due volte. Le occasioni più pericolose i campani le hanno avute concludendo da fuori area, per via anche di un centrocampo che non sempre ha pressato a dovere, come è solito fare. Marchisio, in particolare, è apparso un po’ sottotono, ma ad un giocatore che è sempre stato tra i migliori è concessa ogni attenuante.

Ad ogni modo, va dato atto a Conte di aver fatto la scelta giusta inserendo Peluso a contrastare le avanzate di Maggio. L’oramai ex atalantino è stato preferito ad Asamoah, ancora lontano dagli alti picchi di rendimento della prima metà di stagione, ed ha dato dimostrazione di essersi oramai integrato appieno negli schemi della sua nuova squadra: la mossa di mandarlo in campo dal 1’ è molto più importante di quanto si possa credere, con la controparte napoletana che è stata letteralmente neutralizzata.

Dovendo fare un consuntivo finale, va detto che la Juve esce da questo confronto con ulteriori certezze riguardo la propria forza d’urto. I bianconeri erano da più parti attesi al varco ieri sera, ma sono usciti imbattuti dal San Paolo. Insomma, conferme su conferme, compresa quella, amara, che serve lì davanti un Trezeguet o un Inzaghi di turno. Con un giocatore del genere, nessun traguardo sarà precluso agli uomini di Antonio Conte.

Guai però a pensare che il discorso scudetto sia chiuso. Da qui a fine campionato, come detto sopra, mancano ancora parecchie partite da disputare, con avversari insidiosi e sempre pericolosi come Milan, Inter e Torino. Ecco perché non bisognerà assolutamente abbassare la guardia, ma stare sempre attenti affinchè venga fatto tutto per il meglio: ieri è stato messo un altro tassello per la conquista dello scudetto, ma ne mancano ancora parecchi, alcuni dei quali particolarmente ostici da ottenere. Mai dimenticarlo.

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