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La ferocia, la fame e la tenacia che Conte ha dato ai suoi, per il Napoli rappresentano soltanto un esempio a cui tendere.

Se dicessimo che la Juventus ha un handicap tecnico, passeremmo per pazzi. E, di fatto, non lo crediamo. Però, che questa squadra sia enormemente cresciuta, forse anche oltre le più rosee aspettative, non è in discussione.

Il Napoli non possiede la ferocia e la fame dei bianconeri
Pirlo a parametro zero, va detto, ora è considerato l'affare del secolo, ma due anni fa era una scommessa a quota altissima, che aveva generato più di un mugugno. Vidal, invece, un'occasione da sfruttare, ma non troppo reclamizzata. Come i Barzagli, i Pogba, i Caceres e compagnia. Merito di chi li ha scovati, ma anche di chi li ha plasmati, ricaricati e rilanciati.

"Il top player della Juve è il gruppo", è il refrain ripetuto come una litania dalle parti di Vinovo. E' sicuramente vero, e poco importa che sia così perchè i budget non consentono altrimenti. Però, permetteteci: Buffon, Barzagli, Chiellini, Marchisio, Pirlo, Vidal, se non sono Top Player, gli si avvicinano molto (alcuni lo sono per certo).

Se mettiamo a confronto reparto per reparto Juve e Napoli, finisce 2 a 1: difesa e centrocampo ai bianconeri, attacco agli azzurri. La differenza vera, però, probabilmente sta nella personalità: la ferocia, la fame e la tenacia che Conte ha dato ai suoi, per il Napoli rappresentano - ancora - soltanto un esempio a cui tendere.

Dopo la gara di Torino, Mazzarri si disse soddisfatto nonostante la sconfitta, perchè in controllo per gran parte della partita, per l'ottimo atteggiamento difensivo e per il buon possesso palla. A parti invertite, probabilmente, Conte se li sarebbe mangiati i suoi, per non aver azzannato l'avversario in difficoltà. Ecco, forse è questo il deficit di mentalità che il Napoli deve ancora colmare.

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