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Il confronto tra i due volti della compagine bianconera è impietoso per la 'Formica Atomica': a 26 anni è arrivato il momento di prendersi le proprie responsabilità.

Pogba e Giovinco sono le due facce della Juventus di questo periodo. Fresca, scanzonata e sorridente la prima, abbacchiata, scazzata e triste la seconda.

Il francesino, quasi inutile ribadirlo, è forse la nota più lieta della stagione bianconera. Sarebbe ingeneroso (e fondamentalmente anche scorretto) definire la più stonata quella di Giovinco, ma la formica atomica non si è ancora scrollata di dosso l'etichetta di talento del nuovo millennio bianconero che da tempo gli è stata cucita addosso.

Giovinco è un eterno bambino: a 26 anni o si è grandi, o non si cresce più.
Di vice-Del Piero, Alex ne ha sotterrati una decina. Anche di Seba si diceva soffrisse la figura ingombrante del Capitano, che - come accaduto a molti suoi predecessori - toglieva spazio, fiato e via d'accesso al campo. Tornato a Torino con tutta la fiducia dell'ambiente, e un'investimento oneroso sulle spalle a dimostrarlo, ora i tifosi non gli perdonano nulla. A costo di sembrare impazienti e ingenerosi, al primo dribbling fallito, rumoreggiano, al secondo, sibilano. E' la dimostrazione di quanto ci si aspetti da lui, ma, forse, anche lo scotto da pagare per qualche dichiarazione un po' saccente del passato.

Quel Giovinco che a Parma ha fatto tanto bene, è lo stesso che in quel periodo titubava all'ipotesi di tornare. "Solo dalla porta principale", diceva. "Non vado a fare numero", ribadiva. "Devono dimostrare di volermi davvero", ripeteva. Per ora, però, del top player, Seba ha mostrato solo le roboanti dichiarazioni.


A 19 anni il francesino dimostra di non aver bisogno di alibi...
In Italia siamo abituati ad aspettare la maturazione dei giocatori, li definiamo giovani vita natural durante: per noi, Montolivo è ancora un ragazzino e ci sorprendiamo che - finalmente - abbia preso in mano il centrocampo del Milan. Parliamo di un 28enne. Giovinco, forse anche per l'immagine di tenerezza che trasmette quando lotta al cospetto di marcantoni alti il doppio, è un eterno bambino. A 26 anni, invece, è arrivato il momento di prendersi le proprie responsabilità. O si è grandi, o non si cresce più.

Al massimo, gli alibi si concedono ad un francesino che, pur appena 19enne, si è già trasferito in Inghilterra e, da lì, in Italia. E che, nonostante questo, dimostra di non averne alcun bisogno...

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