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L'operazione messa in atto con l'attaccante norvegese mostra ancora una volta l'assenza di progettualità in casa nerazzurra, soprattutto se 'integrata' dai casi Rocchi e Livaja.

Tre goal negli ultimi 2 anni e otto mesi di inattività. E’ questo il biglietto da visita di John Carew, il 33enne attaccante norvegese scelto dall'Inter come vice-Milito. Già l’etichetta non porta troppo bene, visto che Tommasi Rocchi è arrivato a gennaio con il medesimo titolo e di lui si sono perse le tracce. I mugugni dei tifosi, sempre più basiti da una campagna rafforzamenti che ha lasciato molto a desiderare, trovano terreno sempre più fertile dopo il quasi concluso acquisto del gigante scandinavo, che negli ultimi tempi a tutto ha pensato fuorché fare il calciatore.

Dopo essere stato lasciato a piedi dal West Ham (serie B inglese) lo scorso giugno, Carew se ne è andato a svernare a Miami e ha deciso di intraprendere la carriera di modello e attore. Nel mese di ottobre è stato impegnato con la modella georgiana Tatiana Shamratova in un servizio fotografico in lingerie per FashionTV. Il mese successivo ha poi posato con due modelle super tatuate, lui che è un amante dei tatoo. Come quando nel 2011, ai tempi dello Stoke City, si fece tatuare sul collo la frase: “Ma Vie, Mes Régles”, soggetta a un doppio senso nella traduzione: “la mia vita, le mie regole” oppure “la mia vita, i miei periodi (mestruali)”.

I tifosi dell'Inter toccano ferro, meglio che Cassano e Palacio non prendano il raffreddore...
Inutile sottolineare che finì sui principali tabloid inglesi. Nella presentazione del video è lo stesso attaccante a presentarsi cosi: “Sono John Carew e sono un modello... in questo momento”. Da modello ad attore, il passo è breve: a gennaio il suo primo film, un thriller, di cui si sa ben poco. Si sa che il buon John non sarebbe malaccio come attore. O almeno così gli fanno credere.

Ai tifosi nerazzurri, però, interessa uno che la metta dentro e che possa dare il suo contributo nella ricorsa al terzo posto. Con i tempi che corrono (e il gioco espresso) è davvero un lusso essere ancora lì a soli tre punti da un piazzamento in Champions League. Ma che Carew possa risolvere i problemi di questa squadra è davvero difficile da ipotizzare. Innanzitutto perché non è mai stato un grande bomber, uno alla Milito per intenderci: 13 reti il suo massimo bottino in campionato, nel 2004-2005 con il Besiktas e nel 2007-2008 con l’Aston Villa.

Dieci anni fa questo giramondo del calcio è passato per la Capitale, sponda Roma, senza lasciare quasi il segno: 6 goal in 20 partite di campionato e uno al Milan in Coppa Italia. “Senza traccia” parafrasando una nota serie televisiva. E pensare che con 10 anni di più sulle spalle la possa lasciare è davvero utopia. “O la va o la spacca” sembra il motto che ha mosso i dirigenti nerazzurri, che hanno sacrificato Livaja per arrivare a Schelotto, che hanno lasciato Longo in Spagna e che non hanno pensato per tempo che a Milito potesse succedere qualcosa di grave (come poi accaduto).

In fin dei conti 300mila euro (quelli garantiti al giocatore fino a giugno) sono una spesa ridotta. Se ci aggiungiamo, però, quelli spesi tra ingaggio e cartellino di Rocchi, si supera il milione e un po’ le scatole girano. Soprattutto in un periodo dove (giustamente) si contano anche i soldi spesi per un caffè.

Sta di fatto dietro Cassano e Palacio i rincalzi si chiamano Rocchi, Carew e Alvarez. Roba da mettersi le mani nei capelli ed è per questo che i tifosi toccano ferro, affinché il barese e l’argentino non si prendano nemmeno un raffreddore. Perché la coppia Rocchi-Carew non la vorrebbero vedere nemmeno in un film. Sarebbe un horror, che forse il solo Carew sarebbe disposto a girare...

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