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Le due squadre che venerdì al San Paolo si contenderanno il titolo negli ultimi tempi hanno avuto degli obiettivi di mercato comuni. E poi c'è quel Cavani...

Il giorno della verità si sta per avvicinare. Venerdì sera andrà in scena uno dei match più attesi del campionato, la Juventus sbarcherà a Napoli con l'intento di ammazzare psicologicamente la manifestazione tricolore, i partenopei proveranno a riaprire i giochi con una prestazione basata sulla grinta, voglia di conquistare quel trofeo che manca in Campania dalla stagione 1989-1990, e massima determinazione alimentata dal caloroso supporto dei propri tifosi.

All'appuntamento la Vecchia Signora sbarca in una condizione mentale favorevole, ha ottenuto tre punti importanti casalinghi contro il Siena e ha assistito al pareggio esterno dei Mazzarri boys in quel di Udine. Ciò in termini pratici, ovvero di punti, significa più sei, con l'opportunità di incrementare ulteriormente le distanze nell'incontro del San Paolo.

Per gli uomini di Antonio Conte, impegnati a dosarsi anche in ottica Champions League, sconfiggere gli azzurri significherebbe molto. Se non tutto. Proprio per questo motivo l'allenatore pugliese, in virtù anche delle prestazioni poco brillanti espresse a Milano e Roma, vuole invertire l'errato senso di marcia finora conseguito contro le big.

Il tecnico toscano dal suo, grande artefice della progressiva e costante evoluzione fin qui fatta registrare dalla sua compagine, è conscio del fatto che la grande speranza, nonché grande sogno, passa inevitabilmente dai tre punti contro Madama. Pareggiare vorrebbe dire perdere, mentre la sconfitta comporterebbe il saluto alla massima aspirazione calcistica italiana. I duelli sul campo saranno molteplici, determinati inoltre da passati scontri accesi avvenuti in campo e sul mercato.

NAPOLI-JUVE, GLI INTRECCI DI MERCATO
CAVANI VIDAL INLER

Basti pensare a Edinson Cavani, a lungo corteggiato la scorsa estate da Marotta e soci, da sempre dichiarato incedibile dalla famiglia De Laurentiis. Ingaggiarlo, soprattutto per un club del Belpaese, rappresenta puramente un concetto utopistico, segno che la società napoletana in tal senso ha operato nel migliore dei modi, lanciando nell'élite del calcio mondiale un vero e proprio fenomeno.

Dall'altra parte, dal canto loro, i piemontesi possono contare sul contributo di Arturo Vidal, inseguito a lungo nell'estate del 2011 proprio dal Napoli, diventato in poco tempo l'idolo dello Juventus Stadium, nonché uno dei centrocampisti più apprezzati nell'intero panorama europeo. E poi c'è Gokhan Inler, approdato anch'egli nel luglio del 2011 alla corte mazzarriana, è stato seguito attentamente dai torinesi.

Pare che la Juventus, forte dei buoni rapporti consolidati negli ultimi anni con l'Udinese, abbia tentato il grande sgarbo, ma proprio Conte, elemento di spicco nelle scelte zebrate, in occasione di un'amichevole tra Svizzera e Inghilterra abbia deciso di bloccare sul tutto, in quanto non riteneva compatibile la convivenza tattica dell'elvetico con Pirlo. I più, infatti, ricorderanno come il 4-2-4 fosse il biglietto da visita del condottiero salentino nel capoluogo piemontese, costretto a rivedere rapidamente il disegno tecnico da lui ipotizzato complice proprio l'ingaggio del cileno ex Bayer Leverkusen.

Non è frutto della casualità, quindi, che Juventus e Napoli solitamente si contengano gli stessi obiettivi di mercato. Le attuali prime due regine del calcio italiano, stando alla classifica attuale, stanno per sfornare un qualcosa di significativo che andrà in scena venerdì. Una partita da scudetto, una partita fondamentale per il futuro di ambedue le compagini.

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