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L'Inter ha reagito con cuore, grinta, stringendo i denti e attaccando a testa bassa, senza proporre un gioco di chissà quale livello ma cercando in tutti i modi di pareggiare.

Si sapeva che sarebbe stata una gara complicata, fin dall'inizio, e così in effetti è stato. Ma proprio per questo l'Inter può certamente considerarsi la più soddisfatta tra le due squadre del pareggio maturato ieri sera al Meazza, visto anche che non ci arrivava di certo da favorita.

Anzi, dopo il primo tempo veniva ancora più difficile credere che i nerazzurri sarebbero stati capaci di portare a casa un risultato utile dalla sfida contro i cugini rossoneri, dato che la squadra di Stramaccioni non sembrava neppure scesa in campo e, se non fosse stato per uno spaziale Handanovic (al quale ormai non basta nemmeno più un monumento), il passivo sarebbe potuto essere tranquillamente più pesante.

Invece, con una reazione di cuore e orgoglio nella ripresa, l'Inter è riuscita a strappare un buon pareggio che soddisfa tutto l'ambiente e sul quale può porre le basi per tentare l'assalto al fatidico e tanto agognato terzo posto.

Naturalmente un pareggio non ha lo stesso peso di una vittoria, e a fini della classifica non serve a granché, ma un punto conquistato in queste circostanze, contro un Milan con il morale alle stelle dopo il trionfo infrasettimanale con il Barcellona, ha un valore molto più profondo.

Bisogna subito dire che le note positive per l'Inter nascono tutte nel secondo tempo, e sono frutto di una reazione di cuore e carattere della squadra unita ad un progressivo calo del Milan, che per la verità non si è nemmeno reso protagonista di un partitone così esaltante.

LA PARTITA | INTER-MILAN 1-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

INTER
13
4
43%
1
1
3

MILAN
18
6
57%
4
0
4

Ci si rammarica, però, se si ripensa ai primi 45' giocati, o meglio non giocati, dalla squadra di Stramaccioni, cosa a cui l'Inter in realtà ha abituato diverse volte in questa stagione. Nel primo tempo, infatti, la squadra sembrava la fotocopia della squadra vista a Firenze: molle, sfilacciata, disattenta e totalmente priva di grinta, senza contare il fatto che Stramaccioni aveva schierato una formazione più che discutibile, con Guarìn e Alvarez esterni (due che tra l'altro non hanno mai aiutato la squadra in fase difensiva, rendendo dura la vita ai terzini, Nagatomo e Zanetti, già abbastanza in difficoltà da soli) quando nessuno dei due può ricoprire quella posizione, e Cambiasso e Gargano centrali di centrocampo, riproponendo inevitabilmente il problema della mancanza di qualità nella fase di costruzione – a proposito, perché sia Kuzmanovic che Kovacic sono rimasti in panchina?

Sicuramente la quasi totalità della squadra ci ha messo del suo a complicarsi la vita, con il solo Handanovic unico nerazzurro sufficiente in tutta la prima frazione di gara, ma il tecnico romano non ha di certo facilitato il compito degli uomini in campo, schierando una formazione così scoordinata.

Meno male che il numero uno sloveno non sbaglia un colpo e continua a rendersi protagonista di interventi da puro fuoriclasse, come la parata pazzesca sull'incornata ravvicinata di Balotelli. Alla fine è lui che ha permesso a tutta l'Inter di rimanere in partita in vista del secondo tempo, e qui la squadra è stata brava a rispondere presente alla chiamata.

L'Inter ha reagito con cuore, grinta, stringendo i denti e attaccando a testa bassa, senza proporre un gioco di chissà quale livello ma cercando in tutti i modi di riacciuffare il pareggio. E questo per certi versi è stato sorprendente, visto che l'Inter quest'anno molto spesso si è demoralizzata a gara in corso (l'esempio più eclatante domenica scorsa contro la Fiorentina) sparendo totalmente dalla partita.

Come sorprendenti sono stati gli uomini che hanno collezionato il goal del pari: gran bel cross di Nagatomo, che nel primo tempo ne aveva combinate di tutti i colori, e imperioso colpo di testa dell'emozionato Schelotto, il cui arrivo aveva sollevato più dubbi che altro, soprattutto dopo il suo debutto in quel di Siena tutt'altro che memorabile.

Chiaramente non mancano i punti interrogativi su cui si dovrà continuare a lavorare, questa volta a partire dallo stesso Stramaccioni, il quale penserà a lungo prima di riproporre il 4-4-2 scomposto e disorganizzato di questa sera, ma per l'Inter non è questo il giorno giusto in cui pensare alle note negative.

Anzi la squadra deve costruire il suo futuro prossimo a partire dal risultato di ieri sera, che ha confermato che i nerazzurri hanno le carte in regola per giocarsela fino al terzo posto. Poco importa se l'Inter rimane comunque sfavorita nel rush alla Champions League, o se può ancora giocarsela più a causa del basso livello generale che per meriti propri, ciò che conta è continuare a lottare con l'umità e la forza di carattere evidenziate nel secondo tempo di ieri.

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