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Nerazzurri e rossoneri accomunati da una stagione fatta di critiche e successi: la stracittadina può cambiare volto al loro campionato...

“A fine febbraio saremo in alto in classifica”. Era l’8 dicembre, vigilia di Torino-Milan, e Massimiliano Allegri, con gli abiti ancora umidi dopo la tempesta che lo aveva travolto nei primi giorni d’autunno, ostentava una sicurezza che allora sembrava fin troppo ottimistica. Il Diavolo aveva appena iniziato la sua rincorsa, con il pareggio in rimonta al San Paolo contro il Napoli e con la vittoria contro la capolista Juventus, ma mostrava ancora segni di fragilità.

Il tempo però ha dato ragione al tecnico rossonero, che nel suo personalissimo calendario aveva cerchiato in rosso la data del 24 febbraio, quella del derby di ritorno, la gara che avrebbe dovuto dare la reale immagine del Milan 2012/2013.

Allegri non ha mai smesso di avere fiducia in una squadra che aveva iniziato la stagione nel peggiore dei modi: 7 punti in 7 partite, peggior partenza dell’era Berlusconi. Dopo la dodicesima giornata, che rappresenta per tanti aspetti il punto di svolta della stagione dei rossoneri, il Milan aveva collezionato solo 14 punti. La sconfitta interna contro la Fiorentina è stato il punto più basso della stagione, ma il Diavolo ha saputo risorgere dalle ceneri.

LE PRIME 12: SPRINT INTER, MILAN NEL BARATRO
      PT V P S GF GS
2. Inter 27 9 0 3 24 13
13. Milan 14 4 2 6 18 16

Le visite del presidente, che per tanti giocatori ha avuto una sorta di ‘effetto doping’ dal punto di vista psicologico, hanno accompagnato gli albori di una rimonta che ha assunto proporzioni inimmaginabili fino a qualche mese fa.

Il Milan si presenta al tanto atteso derby contro l’Inter da terza in classifica, dopo aver totalizzato 30 punti nelle 13 giornate successive al ko contro la Fiorentina. Una media da scudetto, frutto delle scelte di Allegri, che ha saputo cucire un nuovo abito su misura al suo Diavolo, e della dirigenza, che a gennaio ha capito l’importanza di mettere a segno un colpo di mercato che potesse avere effetti positivi sia dal punto di vista tecnico che sull’ambiente, riportando in Italia Mario Balotelli.

Diametralmente opposto il cammino dell’Inter, che è passata in pochi mesi dall’essere la prima ‘contender’ della Juventus a squadra in crisi e pronta all’ennesima rifondazione. La parabola di Stramaccioni ricorda clamorosamente quella di Allegri, ma agli estremi opposti: 27 punti conquistati nelle prime dodici giornate (con una striscia di sette vittorie consecutive culminata col trionfo allo Juventus Stadium nel Derby d’Italia), solo 16 nelle successive tredici gare.

LA CLASSIFICA PRE-DERBY: RIMONTA MILAN, CRISI INTER
      PT V P S GF GS
3. Milan 44 13 5 7 44 31
5. Inter 43 13 4 8 40 33

Se i cugini hanno messo la sesta con l’arrivo dell’inverno, si può dire dunque che i nerazzurri hanno ingranato la retromarcia: sul banco degli imputati è salito il tecnico romano, reo di non aver saputo dare un’identità alla squadra, così come la stessa dirigenza interista, artefice di alcuni grossolani errori in sede di mercato, in primis la confusionaria vicenda del vice-Milito.

Il derby segna di fatto l’inizio della terza fase della stagione, quella in cui è vietato commettere passi falsi: il Milan ci arriva sulle ali dell’entusiasmo dopo l’impresa contro il Barcellona, che ha portato autostima e fiducia a livelli mai raggiunti quest’anno dai rossoneri. L’Inter si presenta invece con gli sfavori del pronostico ma armata di quella rabbia e di quella voglia di riscatto che spesso ha fatto la differenza nella storia delle stracittadine.

Allegri ha ritrovato le fondamenta sotto la propria panchina, Stramaccioni ha bisogno di una grande risposta per non dover aggrapparsi a mura scivolose. In palio dunque c’è un posto in prima fila nella corsa al terzo posto ma non solo. Orgoglio, ‘senso di sopravvivenza’ e ambizioni di classifica si intrecciano per un duello che promette scintille: stavolta il derby vale ben più della supremazia cittadina…

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