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I nerazzurri tornano da Cluj con il morale risollevato dopo la batosta di Firenze. Stramaccioni punta ancora sui titolarissimi: scelta giusta in vista del derby?

Non sarà di certo una di quelle vittorie che caricano l'ambiente con tutto l'ottimismo necessario per affrontare una supersfida come il derby di domenica sera, ma la qualificazione ottenuta e i segnali intravisti sono un bilancio più che positivo per Stramaccioni e la sua truppa. L'Inter sbanca per 3-0 il campo del Cluj senza strafare e stacca il biglietto (messo in archivio già nella gara di andata) per gli ottavi di finale di Europa League, dove i nerazzurri incontreranno il Tottenham, avversario di tutt'altro calibro rispetto ai modesti rumeni affrontati nel turno appena superato.

Naturalmente si tratta di un successo a cui va attribuito un peso relativo. Come già detto in precedenza, l'avversario non era proprio di quelli insuperabili, anzi, e il peso del campionato nelle teste dei giocatori è imparagonabile rispetto a quello dell'Europa League, soprattutto per le difficili condizioni in cui l'Inter naviga da tempo. Tant'è che dopo la sciagurata figura contro la Fiorentina l'unica cosa che contava veramente, oltre ovviamente alla qualificazione, era che la squadra si ritrovasse un minimo per potersi presentare all'altezza in un impegno fondamentale come il derby.

Possiamo tranquillamente affermare che tutto, infortunio di Ranocchia a parte, è andato nel verso giusto: l'Inter vince senza fatica liquidando la pratica già nel primo tempo, permettendosi anche di finire con quattro ragazzi del '94 contemporaneamente (Kovacic, Pasa, Benassi e Mbaye) e preservando un po' di forze fresche per il campionato, cosa che in un momento così delicato è oro che cola.

LA PARTITA | CLUJ-INTER 0-3

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

CLUJ
18
4
52%
2
3
1

INTER
7
4
48%
1
1
3

A dire il vero la formazione che Stramaccioni aveva schierato dal primo minuto aveva fatto storcere il naso un po' a tutti, dato che il tecnico romano ha confermato per nove undicesimi la stessa squadra di Firenze, quando in realtà c'era più che mai bisogno di far rifiatare diversi titolari. Poco o male, visto che sostanzialmente la squadra ha dovuto correre solo fino al 22' del primo tempo, minuto nel quale Guarìn ha sbloccato il risultato dopo un'azione nata da una spettacolare invenzione di Alvarez, che ieri sera ha davvero giocato da “Ricky Maravilla”.

Da lì in poi il Cluj, già piuttosto rinunciatario in partenza, ha subito alzato bandiera bianca e l'Inter non ha dovuto far altro che lasciar scorrere i minuti senza particolari apprensioni. Qualche ripartenza in velocità ogni tanto coglieva impreparata l'altissima difesa dei padroni di casa, ed è proprio così che è nato il secondo goal, quasi fotocopia del primo per sviluppo dell'azione e protagonisti coinvolti (ancora assist di Alvarez e goal di Guarìn, con gentile concessione del portiere avversario Felgueiras).

Anche la ripresa è scorsa via sulla stessa lunghezza d'onda, con Handanovic che si è messo in luce con un paio di interventi dei suoi e Cassano che a sprazzi illuminava la scena. Il Cluj poi ci ha messo un po' anche del suo, lasciando intere praterie nel finale che i nerazzurri hanno sfruttato due volte con Benassi, che prima ha fatto espellere Camora e poi ha messo la firma nel tre a zero con il primo goal da professionista. Insomma, un contesto nel quale viene difficile trovare note negative, e sebbene tutto questo fosse prevedibile, è importante che l'Inter sia riuscita a raccogliere il massimo con il minimo sforzo.

Inutile dire che le teste dei giocatori sono già proiettate alla partita contro il Milan. Viene anzi difficile credere che non lo fossero già prima della partita di ieri, com'è allo stesso tempo evidente che l'Inter non arriva alla gara da favorita, avendo un giorno in meno di riposo e vivendo un momento diametralmente opposto rispetto a quello dei cugini, il cui morale è alle stelle dopo il successo con il Barcellona.

Di certo c'è che l'Inter, per provare a trarre qualcosa di buono dalla sfida di domenica, dovrà ripartire dai piccoli passi in avanti di ieri e, ancora di più, dagli sbagli di Firenze, certamente ancora vivissimi nelle menti dei giocatori. Anche perché ormai c'è in ballo il futuro della stagione, e non sono più ammessi ulteriori passi falsi.

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