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Il Milan ha disputato una gara perfetta, superando con pieno merito il Barcellona. La squadra blaugrana, però, non sembra più imbattibile come in passato...

Una premessa è doverosa: Allegri ha messo in campo un Milan perfetto e i suoi ragazzi hanno offerto una prestazione maiuscola, praticamente perfetta. Da El Shaarawy a Constant, da Boateng a capitan Ambrosini, passando per Zapata e Montolivo: tutti i rossoneri hanno interpretato nel migliore dei modi quanto è stato loro richiesto da Massimiliano Allegri ed il meritatissimo 2-0 finale non è altro che il frutto di tutte queste componenti, brillantemente mixate.

Dall'altra parte, però, il Barcellona visto a San Siro non è stato altro che lo specchio di se stesso. Merito anche del Milan, ci mancherebbe. Ma i blaugrana non sono apparsi per nulla quei tanto temuti alieni. A dirla tutta non lo sono già da inizio stagione, a dispetto dei milioni di punti e dei miliardi di goal accumulati nella Liga. Con tanti spazi a disposizione ed avversari inferiori, infatti, i catalani sanno ancora essere devastanti. Quando il gioco, però, si fa duro, faticano eccome.

Il Barça sembra non avere un 'Piano B': e se non funziona il tiki-taka sono guai...
Era già successo non più tardi di 3 mesi fa al 'Celtic Park', dove invece la settimana scorsa la Juventus di Conte ha brillantemente passeggiato. Quando c'è da tirar fuori la solidità e quando il tiki-taka non paga, il Barça sembra non possedere un 'piano B'.

Capitolo Messi. C'è chi sostiene che il Pallone d'Oro abbia giocato una gara deludente. Può darsi. Ma non sempre si può chiedere alla 'Pulce' di far tutto da sè e, non va dimenticato, talvolta il merito delle sue prove 'opache' può essere anche degli avversari. Zapata lo ha contenuto bene, Mexes è riuscito a far valere la sua esperienza, supportato dal costante raddoppio di Constant che, nella ripresa, ha praticamente costretto l'asso argentino a ricevere palla a metà campo. E giocare con tre avversari costantemente addosso non è facile nemmeno per il più forte del Mondo.

E se Messi finisce in gabbia, il Barcellona si perde. Qualcuno spieghi a Xavi che il tiki-taka non può essere praticato ad oltranza. La ricerca del passaggio al compagno più vicino è parsa eccessivamente esasperata ed anche gli altri blaugrana, Pedro in primis, hanno più volte dettato al regista catalano una soluzione alternativa. Ma Xavi ha continuata a fare il gioco del Milan, rallentando la manovra e permettendo ai bravi centrocampisti rossoneri di aggredire la linea di passaggio.

Fabregas è stato impiegato in un ruolo che lo penalizza parecchio, a Pedro viene richiesta una tipologia di gioco mai praticata quando alla guida del Barça si trovava Guardiola. E infine, se il buon Pep ha sempre preferito impiegare un laterale mancino 'difensivo' come Abidal (ricordate le esclusioni di Maxwell?) un motivo ci sarà stato. Giocare con Jordi Alba quando dall'altra parte c'è già Dani Alves, sembra proprio un azzardo eccessivo. Persino per il Barcellona.

Insomma, il ciclo degli invincibili sembra essere vicino alla conclusione. Allegri e i suoi ragazzi ne hanno scoperto tutti i punti deboli: il vaso di Pandora blaugrana sembra aver perso il proprio coperchio...

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