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Il vero artefice della grande impresa dei rossoneri è Allegri, che ha ignorato i suggerimenti presidenziali trovando con sapienza e umiltà l'antidoto all'ipnotico tiki-taka.

“Loro sono favoriti perchè hanno Messi, che è il più forte di tutti i tempi, ma non sempre i favoriti vincono...". E’ stato profeta Adriano Galliani, ma neanche lui probabilmente poteva immaginarsi una serata così. Milan impeccabile, Barcellona annichilito, Messi annullato: 2-0 per i rossoneri. Quando la realtà supera la fantasia…

Serviva una partita perfetta, una di quelle imprese da scrivere negli annali, da tramandare ai posteri: il Diavolo è riuscito in ciò che in tanti, nell’ultimo lustro, hanno cercato invano di fare. Il dato statistico è impressionante: solo due tiri in porta concessi ai blaugrana, per l’occasione vestiti di un improponibile mix arancio-limone, con un impensabile zero nel personalissimo report del match di Sua Maestà Leo Messi alla voce conclusioni.

E’ solo il primo round, giusto ricordarlo, ma il Milan stasera ha ufficialmente dato inizio ad una nuova era, che in casa rossonera sperano possa essere ricca di successi come quella che si è conclusa l’anno scorso con il congedo dei senatori. “Non è l’anno zero, è l’anno uno” ha spesso ripetuto Galliani in questi mesi, convinto delle potenzialità di una rosa ricca di giovani, di giocatori che non sembravano avere il pedigree adatto per poter indossare la pesante maglia rossonera, ma che stanno dimostrando col passare delle settimane di poter essere pedine affidabili per il presente e per il futuro.

LA PARTITA | MILAN-BARCELLONA 2-0

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

MILAN
8
6
34%
3
2
4

BARCELLONA
6
2
66%
4
2
2

Non è un caso però che sugli scudi, in questo mercoledì da leoni, ci sia uno degli ultimi rappresentanti della vecchia guardia, il capitano Massimo Ambrosini, che ha fagocitato qualsiasi pallone transitasse nella sua zona.

Leader, trascinatore, in barba ad una carta d’identità che non gli permette oggettivamente di garantire ancora con continuità prestazioni del genere. In gare come queste però, quando conta sì il dinamismo ma anche e soprattutto il piazzamento, la personalità e quel pizzico di malizia che non si insegna, uno come lui è ancora imprescindibile.

Il vero artefice di questo successo resta però Massimiliano Allegri, che è riuscito ad ignorare i suggerimenti presidenziali imbrigliando Messi e il Barcellona senza ricorrere a marcature da stalker. Attenzione altissima, spazi ridotti al minimo, raddoppi pronti, e due fionde di qualità sugli esterni, Boateng ed El Shaarawy, ai quali è stato chiesto, con risultati da Oscar, di ripiegare con encomiabile spirito di sacrificio e ripartire con coraggio e incisività.

Piquè nel post-partita non ha esitato a definirlo “catenaccio” ma stavolta l’accusa non regge: il Milan non si è limitato a chiudersi, ha portato la linea difensiva più in alto del previsto, riuscendo a creare più occasioni da rete rispetto ai ‘marziani’.

Il celebre tiki-taka del Barcellona si è trasformato in un futile e sterile esercizio stilistico, che ha finito con l’innervosire più i giocatori di Roura&Vilanova che quelli rossoneri, preparati con sapienza contro l’ipnosi blaugrana.

Allegri ha avuto modo di studiare da vicino l’orchestra catalana nei tanti scontri diretti dello scorso anno e ha capito che c’è solo un modo per affrontare il Barcellona e sperare di non incassare ‘manite’ e figuracce. Difendere sì, ma senza rinunciare alla fase offensiva. E la rete-capolavoro del 2-0 firmata da Muntari, un centrocampista, al termine di un grande azione iniziata da Montolivo e rifinita da Niang ed El Shaarawy - delizioso l’assist del ‘Faraone’, al primo vero esame internazionale dopo la prova da incubo a Londra contro l’Arsenal negli ottavi della scorsa edizione – ne è l’emblema.

Lo scorso anno era andato vicino all’impresa, lasciando il Camp Nou e la competizione anche a causa di qualche discutibile decisione arbitrale. Stavolta però il Milan andrà in Spagna forte di un doppio vantaggio che lascia ben sperare.

Il discorso qualificazione è ancora aperto, apertissimo, perché il Barça ha dimostrato negli anni di avere un potenziale offensivo impareggiabile, ma rimontare dal 2-0 costringerà Xavi e compagni a lasciare ampi varchi agli attaccanti del Milan, spazi che per giocatori come El Shaarawy ma anche lo stesso Niang (devastante il suo impatto) rappresenta autentica manna dal cielo.

E’ solo il primo round, ripetiamolo: i due colpi sferrati dal Diavolo non sono da ko, ma senza dubbio stanno facendo barcollare vistosamente un peso supermassimo del calcio europeo come il Barcellona…

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