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Il 2-0 con cui il Milan ha battuto il Barcellona nella gara d'andata degli ottavi di Champions League è stato soprattutto un capolavoro di Massimiliano Allegri.

Lo abbiamo sentito allo sfinimento alla vigilia: per avere la meglio di questo Barcellona devi sperare di beccarlo in serata non eccezionale e, poi, fare la partita perfetta. E, sarà banale, ma è proprio quello che è successo a San Siro questa sera. In più, se negli episodi decisivi, hai anche quel pizzico di fortuna che non guasta mai, allora, i "miracoli" accadono davvero.

Perché, senza essere tacciati di essere blasfemi, quello realizzato da Allegri, è a tutti gli effetti un "miracolo sportivo". Vincere due a zero contro questo Barcellona, è già un'impresa, se lo fai con in campo i vari Zapata, Constant e Niang, meriti una standing ovation. Se, poi, il goal che chiude la partita, almeno quella d'andata, lo realizza addirittura Muntari (fino a quel momento tutt'altro che irreprensibile), forse dal cielo è arrivato anche lo sguardo benevolo di Kilpin, padre fondatore della società rossonera (guarda caso protagonista della coreografia della Sud).

Massimiliano Allegri ha dato scacco matto al Barcellona
Il Milan ha fatto la partita che doveva fare. Il Barcellona, ce lo hanno insegnato nel tempo l'Inter e il Chelsea, si batte solo così. Ai profeti del calcio champagne, che sicuro domani storceranno il naso davanti ai commenti inevitabilmente celebrativi, basterà rispondere che si può fare spettacolo anche con una perfetta fase difensiva. Il possesso palla del 70%? Rispolveriamo una massima di Mourinho, che dopo essersi qualificato al Camp Nou ci regalò una delle sue classiche perle a domanda specifica nella conferenza stampa post-match: "Ora, se vogliono, se la possono pure portare a casa la palla".

Fase difensiva perfetta, dicevamo, a partire dalle punte, sempre pronte ad attaccare il portatore di palla e, poi, saltato il primo pressing, a rinculare. Senza palla, un 4-5-1, con Boateng e El Shaarawy encomiabili nel sacrificarsi in copertura. Dietro, un Mexes caricato a molla. In mezzo, un Riccardo "Cuor di Leone" e un Ambro "Pasta di Capitano" vera, hanno terminato il capolavoro.

La firma, però, permetteteci, ma ce l'ha messa Allegri. Da un po' lo dicevamo: dopo una partenza a rilento, e pure qualche errore di troppo, Max ha recuperato la rotta, trasformando un gruppo qualitativamente non certo eccelso, inesperto e giovane (soprattutto davanti), in squadra vera. Prima della partita, c'era chi scommetteva sulle biglie del pallottoliere di colore azulgrana che saremmo stati costretti a muovere. Invece, ha mosso due pedine Allegri, tutte rossonere. Sono bastate per dare scacco matto all'imbattile Barça di Sua Maestà Messi. Vi pare poco?

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