thumbnail Ciao,

Il tracollo con la Fiorentina ha definitivamente sancito un’altra stagione fallimentare per i nerazzurri. Potrebbe pagara il meno colpevole: Stramaccioni.

L’ennesima batosta. Ormai si fa francamente fatica a trovare nuovi titoli per l’Inter, che dopo la splendida stagione del 2010, è stata letteralmente distrutta. Prestazione inaccettabile, figlia dei soliti problemi, che non vengono mai risolti.

Nel post-partita di Firenze, dove la prestazione dell’Inter è stata tra le peggiori degli ultimi 10 anni, uno dei massimi dirigenti dell’Inter, il direttore sportivo Piero Ausilio ha rilasciato le solite dichiarazioni incredibili, dopo la famosa uscita sulla prelazione dell’Inter su Balotelli. Prima ha ribadito l’importanza dell’esperienza di Rocchi nel progetto, poi che il terzo posto è ancora distante solo un punto. Il culmine è stato però sentire che di cose positive ce ne sono tante. Sarebbe interessante capire dove le ha viste….

Il celeberrimo collega Branca, dopo la terribile uscita di novembre su Sneijder, pare abbia preso una pausa dalle interviste e sinceramente nessuno ne sente la mancanza.

Sono loro i due imputati principali del fallimento del progetto Moratti, partito nel lontano 1995. l primi anni della sue gestione sono tutt’altro che felici, ma quantomeno all’epoca il periodo d’oro del calcio italiano, fece passare in secondo piano le grandissime spese e i tanti fallimenti. Con Mancini, primo allenatore ad imporsi sulla società, l’Inter inizia ad essere una realtà di vertice, fino a divenire padrona del calcio italiano. Mourinho ci aggiunge qualcosa in più, portandola sul tetto d’Europa. Le ingenti e folli spesa erano finalmente state tutte ripagate.

Da Madrid è iniziata una clamorosa parabola discendente
La serata di Madrid avrebbe dovuto essere l’inizio di un percorso, nella realtà è stata la fine dell’Inter. Da quella sera nulla è stato più come prima, ed il Presidente in primis ha dato l’idea di non aver più la voglia di proseguire. Era l’occasione per portare definitivamente l’Inter tra le squadre migliori d’Europa come fatturato, immagine e trofei. E’ stato solo un bagliore nel buio, più o meno come il Borussia Dortmund nel 1996.

A livello economico la situazione è peggio di quella sportiva. Nell’anno della vittoria della Champions League l’Inter arrivò ad incassare quasi 225 milioni di euro. Si è passati dai 211 della stagione 2010/11, fino ad arrivare ai 185 del 2011/12. La stagione in corso ovviamente farà registrare un ulteriore regresso, senza i proventi della Champions League. Insomma, un crollo verticale, al quale la società non riesce a porre fine. E quest’anno si rischia persino di non arrivare in Europa League, con conseguenze catastrofiche. Tra i dieci club con maggiore fatturato troviamo Milan e Juventus, al contrario l’Inter è in caduta libera, ora al dodicesimo posto. Tra un anno dove sarà?

E mentre le entrate diminuiscono drasticamente, le campagne acquisti sono gestite sempre peggio. Il tanto decantato Fpf è solo una scusa utilizzata per mascherare l’incapacità manageriale di questa società e a volerla dire proprio tutta l’Inter non sarebbe certo all’interno dei parametri. Crollate le entrate, come detto, le spese (acquisti, stipendi, buonuscite) sono sempre molto ingenti. Dal 2010 sono arrivati alla Pinetina più di 30 giocatori, qualcuno è davvero all’altezza di quei campioni che avrebbe dovuto rimpiazzare?

Risposta fin troppo facile e allora perché a pagare sono stati Benitez, Gasperini, Ranieri ed ora forse Stramaccioni? Per carità tutti i sopracitati qualche errore l’hanno commesso, anzi qualcuno ne ha commessi parecchi, ma non è possibile che nessuno di questi sia riuscito ad ottenere qualcosa da questa squadra.

GLI ACQUISTI CHE NON HANNO CONVINTO
ALVAREZ JONATHAN PEREIRA ROCCHI SILVESTRE

Per cui un attento osservatore dovrebbe constatare che le colpe stanno ben più in alto. Benitez chiese Mascherano e Kuyt, arrivarono Biabiany e Coutinho; Gasperini chiese Palacio, arrivò Zarate; Ranieri chiese delle ali e di trattenere di Motta, si ritrovò con Palombo. Ora è toccato a Stramaccioni, che nelle dichiarazioni sarà pure un aziendalista, ma nei fatti è tutt’altra cosa. Ha chiesto un vice-Milito, gli hanno portato Rocchi e lui lo fa marcire in panchina. Discorso simile per altri giocatori, evidentemente non da Inter, che il campo lo vedono con il binocolo (Jonathan, Alvarez, Silvestre).

La sfortuna poi si è accanita ed ha privato l’Inter della sua migliore punta, situazione decisiva nella conquista del terzo posto. Ora è davvero finita, ma Moratti inizi da subito la pulizia doverosa che necessitano i piani alti della società. Con manager davvero capaci e dirigenti all’altezza si ritroverebbe in condizioni finanziare e sportive molto, molto diverse.

E magari con uno stadio, o quantomeno con un progetto più avviato di quello dell’Inter, che è totalmente in alto mare. Nel calcio di oggi, dove lo stadio rappresenta la base per crescere, l’Inter è ferma al passo prima, in quanto chi la governa non è adeguato alla propria posizione. Moratti potrà spendere quanto vuole per rifondare l’ennesima volta, ma dopo 18 anni di presidenza dovrebbe aver capito che prima di tutto serve una società forte e competente.

Sullo stesso argomento