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Il mister dei bianconeri ha preferito mandare in campo alcuni giocatori reduci dalla trasferta in terra scozzese piuttosto che alcune seconde linee 'fresche'.

La sconfitta di Roma, ovviamente, non è un dramma, soprattutto dopo il pareggio del Napoli contro la Samp. La debacle dell'Inter a Firenze, poi, ha se possibile aggiunto frecce all'arco di Conte. La coppa toglie energie a chi la gioca - più psicologiche che fisiche - e questo, inevitabilmente, va assolutamente considerato dagli allenatori.

Il primo ad aver affrontato il problema di petto è stato Mazzarri, che in tempi non sospetti ha dato vita a turnover europei che più che aggiustamenti erano vere e proprie rivoluzioni: i titolarissimi in campionato, i meno titolari al giovedì. Anche a costo di andare incontro a brutte figure, il mister azzurro non ha voluto saperne ed è andato avanti per la sua strada, come un caterpillar. Non è bastato, come dimostrano la disfatta contro il Viktoria Plzen e il pari contro la Samp.

Se il Napoli ha l'alibi del campo, l'Inter ha quello degli infortuni. "Non esiste Inter senza Milito", le parole di Stramaccioni prima di Firenze. Esagerato, forse, ma l'assenza di Diego pesa tanto, almeno quanto quella di Samuel dietro. Poi, pure in casa Inter si fa appello alla stanchezza: "Ho sbagliato io a riproporre gli stessi giocatori - ha detto Strama dopo il tonfo contro la Fiorentina - pensavo che ci fosse il rischio di pagare dazio, ma non credevo così tanto".Stessi problemi alla Juve, ma il mirino finisce puntato sulla fronte dei calciatori: "Mi sono fidato di loro - il Conte pensiero dopo la sconfitta di Roma - ho chiesto se se la sentissero e mi hanno detto di sì". Evidentemente si sbagliavano. Non sono gli unici pero', perchè già che un allenatore abbia bisogno del parere dei suoi ragazzi per decidere è quanto meno inusuale (ve lo vedete Capello indire una riunione collegiale per fare la formazione?), ma potrebbe anche essere un modo per responsabilizzarli, solo che poi sarebbe meglio non sputtanarli pubblicamente.

NON ERANO STATI IMPIEGATI IN CHAMPIONS:
ISLA MARRONE GIOVINCO ANELKA QUAGLIARELLA

"Le cose che succedono nello spogliatoio, lì devono restare" è una regola aurea sulla quale gli allenatori non transigono. Curioso che a tradirla in questo caso sia stato proprio Conte. Hai voluto dare un segnale alla squadra? Ci sta. E' andata male? Ok, fai lo shampoo com'è giusto che sia, lasci che i tuoi senatori strizzino i più giovani come consuetudine in uno spogliatoio di personalità come quello bianconero, ma poi - davanti alle telecamere - ti assumi le tue responsabilità di una scelta - da qualsiasi parte la si guardi - pericolosa. Altrimenti, dai la sensazione di cercare alibi. Proprio come quando si prova a giustificare una sconfitta per una presunta mezza giornata in meno di riposo.

A questo punto viene da chiedersi: ma la panchina lunga (e ricca) che la società bianconera ha messo a disposizione del suo allenatore a che serve? Se non ti fidi di gente come Isla, Giovinco, Quagliarella, Anelka, Giaccherini, Marrone neanche quando ha tre partite in sette giorni, significa che li tieni per far numero. Ma allora, forse, la colpa non è tutta del calendario. Ha ragione Conte quando dice "Come
fai fai, sbagli". Ma se non fai, sbagli di sicuro di più...

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