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Maurizio Compagnoni, telecronista di punta di Sky, commenta per Goal.com i temi più importanti della Serie A dopo ogni giornata di campionato.

Maurizio Compagnoni
Editorialista di Goal.com per la Serie A
 

Sono tornate le coppe europee e le nostre rappresentanti, inevitabilmente, hanno frenato in campionato. In tre (la Lazio gioca il monday night) hanno raccolto appena un punto: Juventus e Inter battute fuori casa, Napoli solo un pari in casa.

Esagerata la polemica di Conte. La Juventus ha giocato quattro giorni dopo Glasgow come farà nel prossimo turno il Milan (il derby dopo il Barcellona mercoledì). Inter e Napoli (avendo giocato in casa in coppa) addirittura hanno giocato in campionato dopo tre giorni, la Lazio dopo quattro. Tutto regolare, in Lega stanno usando il bilancino del farmacista.

Rientra nella logica delle cose anche la frenata della Juventus. E' il dazio da pagare alle fatiche atletiche e, soprattutto, mentali imposte dalla Champions. Alla Juve era già accaduto dopo la strepitosa vittoria sul Chelsea a cui fece seguito la sconfitta, con prestazione deludente, di San Siro contro il Milan.

All'Olimpico, contro una Roma ricompattata (che campione Totti!), è riemerso il problema dell'assenza di un attaccante che risolva le partite quando la squadra non brilla. Ma, tutto sommato, può essere confortante per i tifosi della Juve. Perché sanno che la loro squadra sta facendo una stagione eccellente e sul mercato può essere ulteriormente migliorata.

Il Napoli sembra cozzare con le sue stesse ambizioni: tre difensori, due terzini e altrettanti mediani sembrano troppi per chi vuole vincere lo Scudetto...

Del risultato di sabato sera non ha saputo approfittare il Napoli, frenato dalla nuova consistenza della Sampdoria ma anche da una impostazione tattica che cozza contro le ambizioni di scudetto. Per inseguire un sogno forse tre difensori centrali, due terzini e due mediani non sono l'ideale. Comunque il Napoli sta disputando un campionato notevole e nelle prossime due partite si giocherà una consistente fetta di scudetto. A dispetto dei difensori e dei mediani utilizzati.

A proposito di dubbi tattici. Prendiamo la Fiorentina. Montella si è affidato dalla prima giornata al 3-5-2, modulo tattico un po' abusato ultimamente nel nostro calcio. Contro l'Inter, per dare una sterzata a un periodo avaro di soddisfazioni, ha puntato sul 4-3-3 e la Fiorentina è esplosa. Per un'ora ha giocato su livelli spettacolari.

D'accordo, l'Inter era stanca per la sfida tre giorni prima con il Cluj, ma ha subito una dura lezione. Nella Fiorentina si è esaltato il talento dei centrocampisti, è stato strepitoso Jovetic e ha sorpreso Ljaic. Nell'Inter tanti dubbi: sul lavoro di Stramaccioni e, ancor di più, sulle scelte di mercato.

Ok la stanchezza, ma l'Inter ha ricevuto una lezione di calcio a Firenze. E' il momento degli interrogativi, dal lavoro di Stramaccioni alle scelte di mercato

Il Milan non ha brillato contro il Parma. Ci sta, a pochi giorni dalla super sfida con il Barcellona. Balotelli è al quarto gol in tre partite, anche se non ha ripetuto, a livello di prestazioni, il travolgente esordio contro l'Udinese.

Altre annotazioni della domenica. Il poco reclamizzato Sau sta confermando di essere un talento strepitoso, presto Prandelli gli darà uno sguardo. Che fosse un talento Cerci era noto da tempo, lo chiamavano l'Henry di Valmontone. Ritrovando il suo maestro Ventura sta trascinando il Torino e presto dovremmo vederlo in azzurro. E chissà che in nazionale non torni presto De Silvestri. Uno con le sue potenzialità non può accontentarsi di un ruolo da figurante.

Capitolo allenatori: giusto sottolineare l'ottimo lavoro di Rossi alla Sampdoria. Ma a Genova il vero capolavoro lo sta facendo Ballardini che ha raccolto una squadra quasi retrocessa e in quattro giornate ha ottenuto otto punti, portandosi ampiamente in zona salvezza.

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